Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)

Guglielmo II di Sicilia, detto il Buono (1153-1189)

Guglielmo era discendente della famiglia degli Altavilla. Re di Sicilia (1166-1189), fu uno dei monarchi normanni che ebbe la maggiore benevolenza popolare.
Nel 1166 Guglielmo II salì al trono a soli tredici anni, dopo la morte del padre Guglielmo I di Sicilia sotto la tutela della regina madre Margherita di Navarra. Il regno di Sicilia veniva da un triste periodo di lotte intestine dovute ad una serie di lacerazioni fra la nobiltà, il clero ed il popolo probabilmente anche accentuato dal carattere poco mite di Guglielmo I. Nel 1172, appena divenne maggiorenne, Guglielmo II venne incoronato Re di Sicilia con l’appoggio dell’arcivescovo Gualtiero, del clero e dell’aristocrazia. 

Cristo incorona re Guglielmo II, mosaico del Duomo di Monreale (XII secolo)

Di Guglielmo II, rispetto al padre, si sottolineano, oltre alla bellezza, anche la correttezza nell’esercizio delle funzioni ed il rispetto per le leggi ed il popolo, nonché l’istruzione e la mitezza d’indole che gli valsero l’appellativo di Buono. Il re inoltre, riuscì a godere di un periodo di relativa stabilità e riappacificazione nelle relazioni fra le diverse fazioni. Nel 1176 l’arcivescovo di Capua Alfano di Camerota, il suo consigliere, negoziò il matrimonio con la figlia di Enrico II d’Inghilterra, per instaurare un’alleanza fra gli Altavilla e i Plantageneti.
A Palermo il 13 febbraio 1177, Guglielmo sposò Giovanna Plantageneto (1165-1199), figlia del re Enrico II e sorella di Riccardo Cuor di leone. L’unione fra i due non diede però nessun erede.
Il regno di Guglielmo II fu particolarmente proficuo per le arti in Sicilia. Fra le opere avviate da Guglielmo II merita una citazione il Duomo di Monreale, realizzato con il benestare di Papa Lucio III, e l’Abbazia di Santa Maria di Maniace, fortemente voluta dalla regina madre Margherita. Anche la costruzione della Zisa, avviata dal padre Guglielmo I, fu completata sotto il suo regno. L’atmosfera nel suo regno non era turbata da odio interreligioso. 

Ritenuto dalla maggior parte dei suoi sudditi giusto, indulgente e tollerante, Guglielmo II conquistò l’opinione degli storiografi anche perché proteggeva gli intellettuali del tempo, soprattutto i poeti arabi. Infatti è emerso che i musulmani mantenevano una larga rappresentanza di governo e di religione: Palermo era ancora popolata da moschee. Segno visibile del patronato di Guglielmo II è ancora oggi l’abbazia di Monreale cui seguì la costruzione della Cuba e della Zisa a Palermo. Nella stessa città furono edificate la cattedrale e altri monumenti di rilievo architettonico. 

Guglielmo II dedica la Cattedrale di Monreale alla Vergine, mosaico del Duomo di Monreale – © José Luiz Bernardes Ribeiro /  CC BY-SA 4.0

Guglielmo II accoglieva con onore i Musulmani stranieri, medici e astrologhi e dava denaro ai poeti. I musulmani frequentavano le moschee che fungevano anche da scuola e i loro mercati erano molto floridi. Impegnatosi nelle spedizioni verso l’Africa e i paesi orientali, Guglielmo II cercò anche l’alleanza di Federico Barbarossa per difendere il suo regno da nord. L’alleanza fu suggellata dal matrimonio di Costanza d’Altavilla ed Enrico, figlio del Barbarossa; questa unione portò però ad un problema di successione in quanto Guglielmo II era senza discendenti maschi e gli imperatori di Germania potevano così diventare re di Sicilia. Nell’agosto 1185, Guglielmo chiese ai suoi vassalli di giurare fedeltà a Costanza, sorella del padre, come sua legittima erede.

Funerali di Guglielmo II, dal Liber in honorem Augusti
Di Peter of Eboli – From Medioevo Dossier – L’Islam in Italia, Pubblico dominio, Collegamento

Guglielmo II morì nel 1189 e al trono successe la zia Costanza, moglie di Enrico Hohenstaufen, che divenne poi imperatore con il nome di Enrico VI. Guglielmo venne sepolto ai piedi dell’altare maggiore del Duomo di Monreale, in modo tale che chiunque officiasse la Messa doveva inginocchiarsi sulla tomba di Guglielmo II.

Monreale, Tomba di Guglielmo II di Sicilia – Foto Berthold Werner, GNU Free Documentation License

Il Cardinale Torres nel 1500 fece disseppellire il corpo del re e gli fece costruire un sepolcro rinascimentale, accanto a quello del padre Guglielmo I.

 

testo di Susanna Berti  tratto da:  http://perstorie-eieten.blogspot.com/2010/07/guglielmo-ii-di-sicilia-detto-il-buono.html
foto da: Wikipedia

NOTA

Dante, nella Divina Commedia, collocò Guglielmo II nel Paradiso:

«E quel che vedi ne l’arco declivo,
Guglielmo fu, cui quella terra plora
che piagne Carlo e Federigo vivo:
ora conosce come s’innamora
lo ciel del giusto rege, e al sembiante
del suo fulgore il fa vedere ancora

(Dante, Paradiso, canto XX, versi 61-66)

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