Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)

I Templari (Breve storia dell’Ordine del Tempio)

 …Molto si è scritto e detto senza mai averne colto la vera essenza e la spiritualità, sempre ben celata sotto i bianchi mantelli …

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I CAVALIERI DELL’ATTO SACRIFICALE

La data della costituzione dell’Ordine è sempre stata fissata convenzionalmente nel 1118 ma dagli atti del Concilio di Troyes redatti dal monaco Jean Michel si indica con precisione che ciò avvenne nel 1119, infatti egli precisa: ”convenimmo a Troyes su richiesta del Maestro Ugone dè Pagani nell’anno 1128 dalla nascita di Cristo, essendo trascorsi nove anni dalla fondazione dell’Ordine”.
Baldovino II Re di Gerusalemme donò ad Ugone de’ Pagani come sede stabile, una parte della spianata del Tempio di Salomone nei pressi del Palazzo Reale, là dove i musulmani avevano edificato la Moschea Al-Aqsa, e per questo motivo i PAUPERUM COMMILITONUM CHRISTI TEMPLIQUE SALOMONICI furono chiamati TEMPLARI.

E’ probabile che Ugone dei Pagani fosse originario di una località presso Amalfi, Nocera, e che sia giunto a Gerusalemme per partecipare alla difesa della Terra Santa con gli Amalfitani o addirittura assieme ai primi Cavalieri Ospedalieri o di S. Giovanni, che nel 1120 ebbero come maestro Fra Roger detto “Pagano”.

gerusalemme_stampaLa prima conferma della esistenza dei Templari è in una pergamena redatta a S. Giovanni d’Acri nel 1125, dalla quale si evince che oltre ad aver ufficialmente il compito di vigilare sulle strade di accesso ai luoghi santi combattendo con la spada gli infedeli ed i predoni, ebbero a svolgere anche incarichi diplomatici e di rappresentanza del Patriarcato di Gerusalemme.

All’inizio seguirono la Regola di S. Agostino e pronunciarono i voti di povertà, castità ed obbedienza. Il momento-chiave dell’inizio della vertiginosa espansione dell’Ordine del Tempio in Europa fu senz’altro il Concilio di Troyes del 1128 in cui San Bernardo di Chiaravalle fisserà nel trattato DE LAUDE NOVAE MILITIAE quelli che poi saranno stati fino alla fine i criteri formali e spirituali che contraddistingueranno i Cavalieri della Rossa Croce Patente all’interno del grande fenomeno cavalleresco occidentale.

Un ipotetico ritratto ottocentesco di Hugues de Payens, di Henri Lehmann, 1841 (Reggia di Versailles, Parigi)

Un ipotetico ritratto ottocentesco di Hugues de Payens, di Henri Lehmann, 1841 (Reggia di Versailles, Parigi)

Dopo il Concilio il Maestro Ugone de’ Pagani ed i suoi Cavalieri viaggiarono per l’Europa facendo proselitismo e ricevendo donazioni e terre sia da laici che da prelati, contando anche sull’appoggio di uno dei più famosi e potenti feudatari francesi il Conte Ugo di Champagne.
Il consolidamento definitivo della potenza templare avverrà nel 1139 quando il Papa Innocenzo II consacrò l’assoluta autonomia dell’Ordine e la esclusiva dipendenza dal Pontefice con la bolla OMNE DATUM OPTIMUM.

La milizia si suddivideva in 3 classi: Scudieri, Cavalieri di Grazia e Cavalieri di Giustizia, i colori del vessillo chiamato “Beauceant” furono sempre il nero al basso ed il bianco all’alto distribuiti in parità, il famosissimo motto fu tratto dal libro dei Salmi: “NON NOBIS DOMINE, NON NOBIS SED NOMINI TUO DA GLORIAM”.
In Oriente i Templari rappresentarono più di ogni altra la crociata permanente, combattendo la loro guerra santa coprendosi di gloria sia nelle vittorie che nelle sconfitte e pagando un pesantissimo tributo di sangue: dei ventitré Gran Maestri, sette perirono in combattimento, cinque in conseguenza delle ferite riportate in battaglia, uno prigioniero del nemico.
Pietre miliari del sacrificio templare: la difesa di Gaza 1171, la battaglia di Tiberiade 1187, la vittoria su Saladino ad Arsuf 1191, il sacrificio di Damietta 1219, la gloria di Mansurah 1290, il martirio di Sephet 1262, l’olocausto di S. Giovanni D’Acri 1291. Furono altresì grandi costruttori di fortezze inespugnabili dislocate in punti strategici: Baghras, Saphet e Castel Pellegrino o Athlit.
L’apporto dei Cavalieri Templari allo sviluppo dell’Occidente è stato sicuramente importante e parallelo a quello dei monaci Cistercensi e dei Fra Macons costruttori di cattedrali gotiche. Edificarono chiese, ospizi fortificati, strade, ponti e villaggi, bonificando terreni paludosi ed incolti, sviluppando il commercio addirittura affrancando i servi della gleba trasformandoli in lavoratori alle dipendenze del Tempio.
Le commanderie e magioni templari si diffusero a migliaia in tutta Europa, ed erano complessi autosufficienti difesi da mura, da torri di vedetta, cappella, scuderie, armerie, fucine, mulino, cantine, magazzini, infermeria, foresteria e cimitero.

gerusalemme3AADopo la perdita della Terrasanta con la caduta di Acri nel 1291 i Templari spostarono il loro quartiere generale a Cipro, mantenendo però il centro finanziario-politico a Parigi dove addirittura possedevano una parte del centro città chiamato “le Temple” con all’interno la fortezza resa famosa dalla rivoluzione francese: “la Bastiglia”.
Negli ultimi anni di vita dell’Ordine i Cavalieri si indirizzarono verso il campo amministrativo-finanziario, banchieri e tesorieri di fiducia di Re, Papi, Principi feudali, comuni e repubbliche marinare, inventarono tra l’altro la lettera di credito grazie alla quale il denaro poteva circolare ovunque con sicurezza e riservatezza visto che la pergamena era scritta in alfabeto cifrato e con sigillo dell’Ordine. La loro ricchezza e la potenza acquisita furono i veri nemici del Tempio, che dopo pochi anni affrontò la cupidigia degli uomini e l’invidia di laici ed ecclesiastici potenti.
Tra di essi il più accanito si dimostrò il Re di Francia Filippo il Bello, che doveva ingenti somme al Tempio di Parigi e non poteva più permettere ai Templari di essere uno Stato dentro il suo Stato.
Fin dal 1305 Filippo aveva proposto al Gran Maestro Jaques de Molay l’ingresso nell’Ordine di un suo figlioccio con l’intento scoperto di controllare il Tempio e addirittura di reggerlo direttamente.
Dopo averne ricevuto un rifiuto decise di passare a vie di fatto utilizzando un sistema allora molto in voga per distruggere gli avversari: l’accusa di eresia.
Il suo braccio destro Nogaret arrestò simultaneamente il 13 ottobre 1307 tutti i Cavalieri Templari del regno ed iniziò ad interrogarli per mezzo di torture.

Le accuse erano: 

  • procedere ad una iniziazione segreta, basata sullo sputo alla Croce ed il rinnegamento di Cristo;
  • svolgere la Santa Messa senza consacrare l’ostia;
  • adorare un idolo chiamato Baphomet;
  • praticare l’omosessualità;
  • connivenze con i musulmani ai tempi delle crociate.

Passarono cinque anni terribili tra torture, ripensamenti del Papa Clemente V succube del Re francese (non dimentichiamo che stiamo parlando del periodo Avignonese del Papato) flebili speranze di giustizia, vessazioni e roghi scellerati. Alla fine il 3 aprile 1312 con la bolla VOX CLAMANTIS IN EXCELSO il Papa sciolse in via amministrativa l’Ordine senza peraltro condannarlo definitivamente, in mancanza di prove certe e documentarie.
L’ultimo atto della tragedia templare si consumò il 18 marzo 1314 quando il Gran Maestro Jaques de Molay fu bruciato innocente sul rogo in una isoletta al centro della Senna.
Il De Molay chiamò, fieramente, a comparire al cospetto del Tribunale celeste i suoi ingiusti persecutori, entro un anno dalla sua fine.

Di lì a pochi mesi morirono stranamente, sia il Nogaret, ucciso, sia il Pontefice Clemente V di grave malattia, che il Re Filippo il Bello, in un incidente di caccia. Così, almeno secondo la storiografia ufficiale, finiva la vita dell’Ordine dei Poveri Cavalieri di Gesù Cristo del Tempio di Salomone detti Templari.

Templare con bandiera

CENNI STORICI SULL’ORDINE DEL TEMPIO IN ITALIA

Intorno ai primi mesi del 1130 iniziò l’espansione dell’Ordine nella Penisola Italiana. Tale espansione fu favorita dalla partecipazione dei primi Templari alla causa antiscismatica di Papa Innocenzo II sostenuta da San Bernardo di Chiaravalle contro l’antipapa Anacleto II. E’ di questi anni il famoso trattato DE LAUDE NOVAE MILITIAE col quale S. Bernardo “presentò” il nuovo Ordine all’Occidente cristiano, facendolo ufficialmente partecipare al Concilio di Pisa della primavera del 1135 nel corso del quale i Templari vennero a contatto con quasi tutti i vescovi dell’Italia settentrionale e centrale, iniziando ad aumentare la presenza di “mansio” che fino a quel momento si limitavano ad Ivrea, Reggio Emilia, Milano e Roma.
E’ palese il disegno strategico di Bernardo che parallelamente incrementò negli anni tra il 1130 ed il 1140 la fondazione dei più importanti monasteri Cistercensi dell’Italia settentrionale: Chiaravalle di Milano, Chiaravalle della Colomba, Staffarda… dove troviamo gli insediamenti templari in Italia? Lungo gli itinerari medievali frequentati dai pellegrini e dai crociati che raggiungevano gli imbarchi per la Terrasanta; normalmente immediatamente fuori dalle mura delle più importanti città e comuni medievali, meglio se vicino a corsi d’acqua navigabili con barconi a fondo piatto o in prossimità di impenetrabili foreste, ricettacolo di predoni e pericoli di ogni tipo.
Templari oggi rosetta2AATroviamo insediamenti Templari sotto forma di mansio, commanderie, case rusticali, chiese e conventi fortificati, lungo le direttrici più importanti: ovviamente la via Francigena, ma anche la via Postumia, che attraversava il nord Italia da ovest ad Est consentendo l’imbarco a Venezia, ma anche la prosecuzione via terra attraverso i Balcani fino a Costantinopoli e Gerusalemme, e quasi tutte le grandi arterie consolari romane: l’Ongaresca, l’Appia, la Cassia, l’Aurelia, l’Emilia ecc..
La penisola italiana era stata divisa in due provincie: la Lombardia e la Puglia.
Ogni provincia aveva un Maestro che controllava i Precettori delle mansio sparse nel suo territorio di competenza, e i cavalieri templari, sergenti, serventi, cappellani oltre ai cavalieri ausiliari laici.
Le provincie italiane erano ovviamente importantissime per la posizione strategica rispetto alla Terrasanta e per la presenza del Santo Padre a Roma che ha sempre favorito l’Ordine riempiendolo di donazioni e privilegi, considerandolo, a ragione, il suo braccio armato.
I più importanti complessi templari furono Bologna, Piacenza e Roma ma anche i porti più efficienti: Venezia, Genova, Pisa, Brindisi, Civitavecchia, Messina e realtà poste in posizioni strategiche di comunicazione: Reggio Emilia, Perugia, Matera, Potenza, Asti, Torino, Treviso, Verona.
I cavalieri contribuirono alla manutenzione delle strade, dei ponti ed al controllo dei guadi, delle gole e dei passi più pericolosi, oltre a dare, con una potente flotta, impulso ai commerci marittimi e alla marineria. Anche per questo ebbero ottimi rapporti sia con i liberi comuni del settentrione, tanto da diventarne in alcuni casi anche Podestà, che con le libere repubbliche marinare o con nobili feudatari per i quali agirono più volte come ambasciatori e banchieri.
templare2Ma i compiti più prestigiosi ed importanti furono quelli inerenti 
alla persona del Pontefice del quale nei duecento anni di storia furono CUBICOLARI ed OSTIARI oltre che ambasciatori, garanti di tregue, e tesorieri. Fu forse per questo che all’epoca dei processi ben pochi furono in Italia gli arresti di Cavalieri Templari, baluardo come erano stati per duecento anni della cristianità e del Papa.
Come è ben noto purtroppo, nonostante l’Arcivescovo inquisitore di Ravenna Rinaldo da Concorezzo li avesse assolti perché innocenti, nel resto d’Italia in particolare in Toscana nel 1313 furono condannati dopo aver subito torture pesantissime simili a quelle dei confratelli francesi.
Allo scioglimento dell’Ordine decretato da Papa Clemente V tutti i beni ed i possedimenti templari entrarono in possesso degli Ospedalieri o Cavalieri di S. Giovanni oggi di Malta

 

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Testi tratti da:
Templari Oggi, di Fra Mauro Giorgio Ferretti – Eques Magna Crucis – Supernus Ordo Equester Templi – Padre Giorgio Finotti d.O. – Minister Templi – Supernus Ordo Equester Templi
AIEP EDITORE
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