Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)
Iacco, l’incarnazione di Zagreo

Iacco, l’incarnazione di Zagreo

Iacco, ritenuto figlio di Demetra (o di Persefone), e di Zeus, non sarebbe che l’incarnazione di Zagreo.

Zagreo, raffigurato con la testa di un toro – Wikipedia, pubblico dominio.

Era infatti, gelosa degli amori del marito e non potendo vendicarsi su di lui, incitò i Titani ad attaccare, mentre giocava, il piccolo Zagreo, figlio della sua rivale Persefone.
Zagreo cercò di salvarsi trasformandosi in mille modi; ma alla fine, assunta la forma d’un toro, fu raggiunto dagli inseguitori che lo straziarono e misero a cuocere le sue membra in un grande paiolo.

Zeus accorse in aiuto del figlio, ma arrivò tardi: folgorò i Titani criminali, incaricò Apollo di riunire sul Parnaso le membra sparse del figlio e, dato che Atena gli portò il cuore del fanciullo ancora palpitante, lo inghiottì. Poi, rigenerò Zagreo che prese il nome di Iacco.

Da altri, Iacco è ritenuto marito di Demetra; o anche figlio di Dioniso che il dio aveva avuto in Frigia dalla ninfa Aura.
In verità Aura aveva avuto da Dioniso due gemelli, ma nella sua pazzia ne aveva divorato uno. Il piccolo Iacco era stato salvato da un’altra ninfa, amata da Dioniso, e affidato alle Baccanti d’Eleusi che lo allevarono. Si dice che la stessa Atena lo allattò, mentre Aura si gettava nel fiume Sangario, ma venne trasformata in sorgente dall’intervento di Zeus.
Iacco è considerato divinità greca venerata insieme con Demetra e Core nella triade eleusina. Salì a maggiore importanza in quanto si attribuì la vittoria di Salamina al suo intervento; lo si considerò allora un’ipostasi di Dioniso, onde fu chiamato Iacco Dioniso. Non aveva tempio a Eleusi, ma un santuario nel Ceramico ad Atene.

La tavoletta di Niinnione ritrovata al santuario di Eleusi (IV secolo a.C.). Rappresenta un rito notturno con un gruppo di iniziati che viene accolto nel santuario da Demetra. – Wikipedia – Presunto autore Marsyas, immagine rilasciata con licenza CC BY 2.5

Iacco è rappresentato come un fanciullo che porta una torcia e guida la processione d’Eleusi danzando.

Stralcio testo tratto dalla pagina: unmondoaccanto.blogfree sulla quale vi suggerisco di continuare la lettura…

 

vedi anche: