Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)

Il breve sogno di molti: l’Impero Coloniale Italiano

L’Impero italiano nel 1940

Nella sua massima espansione (1939), l’Impero Coloniale Italiano era costituito dalla Libia, dall’Eritrea, dalla Somalia, dall’Etiopia, dall’Abania, dalle isole del Dodecaneso, dalla Dalmazia e dalla città di Tientsin in Cina.
In tutto poco meno di quattro milioni di chilometri quadrati (la superficie dell’Italia è di 301.333 chilometri quadrati).
Nel primo anno della seconda guerra mondiale si ebbe una ulteriore espansione con la conquista dell’Egitto occidentale, della Somalia britannica, del Kenia orientale, di parte del Sudan, di tutta la costa adriatica della Jugoslavia, del Kosovo e del Montenegro. Era poi in progetto l’annessione all’Impero anche di circa i tre quarti della Grecia, occupata militarmente dalle truppe italo-tedesche.

L’impero coloniale italiano dal 1936 al 1941

La prima colonia italiana fu l’Eritrea costituita nel 1890 dopo complesse vicende che videro dapprima la costituzione della base mercantile di Assab da parte della compagnia Rubattino, la conquista del porto di Massaua e l’occupazione di Asmara.
Nel 1902, dopo l’intervento internazionale per la rivolta dei Boxer in Cina, fu assegnata all’Italia la città di Tientsin.
Nel 1905 fu costituita la colonia della Somalia Italiana, anche qui dopo alterne vicende che videro anche accordi con il sultano di Zanzibar e con la Gran Bretagna.
La colonia della Somalia vide poi, negli anni seguenti, una ulteriore espansione con la conquista di Obbia e della Migiurtinia nel 1906 e con l’annessione dell’Oltre Giuba nel 1924-1926.
La Libia e le isole del Dodecaneso entrarono a far parte dell’impero coloniale italiano dopo la guerra italo-Turca del 1911-12.
L’Etiopia fu conquistata alla fine della guerra Italo-Etiopica del 1936.

Corriere della Sera (6 maggio 1936)

Infine nel 1939 fu occupata l’Albania e nel 1941 fu istituito il governatorato della Dalmazia.

L’inizio della fine dell’Impero può essere datato nel 1942 quando, con la battaglia di El Alamein in Egitto, furono sconfitte le truppe italo-tedesche e la divisione Folgore, ormai priva di munizioni, si arrese agli inglesi.

Cartolina con lo slogan lanciato da Amedeo d’Aosta: Ritorneremo

Da allora iniziò un lento ripiegamento lungo tutta l’Africa settentrionale, che fu completamente abbandonata nel 1943, dopo che, nel 1942, vi era stato anche lo sbarco degli americani in Marocco ed Algeria al quale le truppe italo-tedesche avevano risposto con l’occupazione della Tunisia.

Anche in Etiopia le cose si misero male per l’avanzata delle truppe inglesi. L’ultima eroica resistenza a questa avanzata si ebbe nel 1941 sull’Amba Alagi, dove 7000 tra carabinieri, marinai e avieri al comando del Duca Amedeo d’Aosta resistettero all’assedio di 40.000 inglesi per oltre un mese. Quando furono costretti alla resa, gli inglesi concedettero loro l’onore delle armi e fecero conservare agli ufficiali italiani la pistola di ordinanza.
Col trattato di Parigi del 1947 l’Italia perse tutte le sue colonie, tranne la Somalia, che fu lasciata all’Italia fino al 1960. Dopo questa data, la Somalia si unì al Somaliland (letter. “Terra dei Somali”) per formare un unico stato indipendente e dopo un periodo di varie dittature è finita nel caos e nella tragedia che tutti conosciamo.

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fonte testo
immagini dal web

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