Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)

Il fantasma del Castello di San Zeno a Montagnana

Un recente restauro ha reso il Castello di San Zeno uno dei gioielli di maggior pregio della provincia padovana.

Castel San Zeno

Nell’antica struttura hanno trovato posto le più significative istituzioni culturali della città: il centro congressi e mostre, la biblioteca e l’archivio storico comunali, il Centro Studi sui Castelli e il nuovo Museo Civico articolato nelle sezioni archeologica, medievale, moderna (con collezioni di dipinti e ceramiche) e musicale (dedicata ai famosi tenori montagnanesi Giovanni Martinelli e Aureliano Pertile). La Rocca degli Alberi è stata adattata sin da 1964 a ostello della gioventù, uno tra i più suggestivi d’Europa.

La prima menzione del Castello nei documenti risale al 996, ma la vera prima edificazione risale al XII secolo, quando i signori della Scodosia e i marchesi d’Este decidono di erigere una cinta in muratura circondata da fossato. All’interno si trovano la residenza del signore con la chiesa e alcune case.

La trasformazione decisiva avviene ad opera di Ezzelino da Romano che dopo aver conquistato Montagnana ricostruisce il castello con strutture più potenti, delle quali resta l’imponente mastio. Sarà la dominazione veneziana (1405-1797) a cambiare la funzione in deposito di canapa, divenuto caserma nel corso del 1800. da icastelli.it 

Castel San Zeno (ricostruzione) Nel disegno del prof. Leone Parolo viene ricostruita una possibile immagine di quello che era originariamente il castello quando era ancora cinto e difeso dal proprio fossato. castellimontagnana.it

Castel San Zeno (ricostruzione) Nel disegno del prof. Leone Parolo viene ricostruita una possibile immagine di quello che era originariamente il castello quando era ancora cinto e difeso dal proprio fossato. castellimontagnana.it

Nell’articolo “La Padova dei misteri” pubblicato da LR_Cultura.IT leggiamo:

All’arrivo delle truppe della Serenissima Repubblica di Venezia nel 1405, Tommaso da Mantova, che era Podestà cittadino per conto di Francesco Novello Da Carrara, rifiutò di seguire il suo popolo nella dedizione alla Dominante.
Preferì restare fedele al suo signore fino all’ultimo e si asserragliò con pochi fedelissimi all’interno della Rocca degli Alberi, fortezza inespugnabile voluta da Francesco il Vecchio Da Carrara nel XIV secolo.

Riuscì a ezzelinoiiidaromanoresistere per alcuni giorni, fino a che il castello fu occupato e Tommaso, caduto vittima di una rivolta popolare, fu giustiziato.

Il suo fantasma ancora infesta le sale del Castello di San Zeno, accendendo e spegnendo luci fatue nelle antiche stanze e soprattutto lungo le scale dell’antico Mastio voluto nel 1242 dal tiranno Ezzelino III Da Romano.

Rumori provenienti dal nulla, luci che si accendono e si spengono senza motivo, rumori inspiegabili… ma non è tutto. Nel 2005 un team di parapsicologi affiancati da un sensitivo, intenzionati a rilevare presenze di fantasmi nel cortile interno del castello con una sofisticatissima apparecchiatura infra-red hanno ripreso in modalità video una sagoma eterea. Si trattava all’apparenza di una dama, che pareva apparsa intenzionalmente come a voler dare una dimostrazione della propria esistenza in loco, un fugace saluto prima di sparire con estrema grazia tra le sale antiche del museo civico ospitato nel castello.

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tratto da: tanogaboblog.it

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