Negli anni Cinquanta il sesto marchese di Bath, Henry Thynne, e la sua seconda moglie Virginia Tennant cercavano disperatamente un figlio, ma senza successo. Decisero così di affidarsi a una curiosa leggenda popolare e visitarono Cerne Abbas, un villaggio del Dorset, nel sud dell’Inghilterra.

Sulla collina che sovrasta il paese si trova infatti una figura enorme, alta quasi 55 metri, incisa nel terreno con linee di gesso bianco: un uomo nudo, armato di clava, con un vistoso pene eretto. Secondo la tradizione, chi desiderava un figlio doveva sedersi proprio lì, sul simbolo della fertilità. Dieci mesi dopo la visita, la coppia ebbe una bambina.

Negli ultimi anni, però, il cosiddetto “gigante di Cerne Abbas” è tornato al centro dell’attenzione non per le sue doti miracolose, ma per la scoperta della sua reale origine.

Gigante di Cerne Abbas‎ – Wikipedia, foto di Gerd Eichmann – Opera propria tilasciata con licenza CC BY-SA 4.0

Per secoli storici e archeologi hanno discusso sull’epoca in cui la figura fosse stata realizzata. Alcuni ritenevano risalisse alla preistoria, tra l’Età del Bronzo e l’Età del Ferro. Altri sostenevano invece che fosse molto più recente: pareva improbabile, infatti, che nel Cinquecento un monastero sorgesse accanto a un’immagine così esplicita.

Vista satellitare del Cavallo bianco di Uffington – Wikipedia, pubblico dominio

La svolta arrivò grazie agli scavi diretti dall’archeologo Martin Papworth del National Trust, l’organizzazione che tutela il patrimonio britannico. Insieme al suo team, Papworth ha lavorato per un anno analizzando gli strati di gesso che compongono il profilo della figura, ispirandosi a studi già condotti sul celebre cavallo bianco di Uffington, un altro disegno colossale tracciato sul terreno.

Gli studiosi hanno usato una tecnica basata sulla misurazione delle radiazioni naturali assorbite dai sedimenti da quando furono esposti per l’ultima volta alla luce. Più a lungo i materiali restano sotterrati, più radiazioni accumulano. È lo stesso metodo che aveva permesso di datare il cavallo di Uffington a un periodo compreso tra il 1380 e il 550 a.C.

Il National Trust desiderava da tempo applicare la tecnica anche al gigante di Cerne Abbas, ma i fondi necessari arrivarono solo nel 2019. Oltre a Papworth, partecipò alle ricerche anche l’archeologo Mike Allen, specializzato nello studio dei microfossili.
Analizzando i sedimenti, Allen trovò resti di una particolare specie di lumaca introdotta in Inghilterra solo in epoca romana o tardo-antica. La conclusione fu immediata: il gigante non poteva essere preistorico, ma medievale o successivo.

Le analisi condotte da Papworth confermarono questa ipotesi: la figura fu realizzata molto probabilmente tra il 700 e l’1100, durante l’epoca sassone. Una scoperta importante, che tuttavia lascia aperte alcune domande.
Per esempio, perché la prima testimonianza scritta del gigante risale solo al 1694?
Secondo gli archeologi, per secoli la figura potrebbe essere stata trascurata o addirittura dimenticata, finendo coperta dall’erba. Inoltre, non è certo che l’attuale forma corrisponda a quella originale: il pene, per esempio, potrebbe essere stato aggiunto in epoca successiva. Alcune scansioni aeree suggeriscono che un tempo la figura proseguisse con una sorta di cintura, proprio nella zona oggi occupata dall’elemento più appariscente.

«Forse il gigante indossava i pantaloni», ha ipotizzato scherzosamente Papworth, avanzando l’idea che la figura fosse originariamente un segnale, una sorta di “cartello stradale” che guidava i viaggiatori verso la chiesa del villaggio.

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