Da appunti e note raccolte da Gemma e postate nel forum:  http://tanogabo.mastertopforum.com/viewtopic.php?t=1250

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Si dice che in Scozia nel lago di Loch Ness, un lago così grande da nascondere un animale gigantesco, viva un mostro simile a una biscia marina gigante, grossa e orripilante. Di notte si narra che esca a cacciare pesci, a volte anche di grosse dimensioni e che di giorno invece stia nascosto nelle sue grotte sotto il lago. Si pensa anche che il mostro di Loch Ness non dorma mai e che sia un mostro molto pericoloso tanto da mangiare anche uomini. Non tutta la gente però crede a questa leggenda. Se si scoprisse che esiste il mostro non sarebbe più una leggenda ma un grosso evento per tutte le persone…

Loch Ness è un lago lungo e stretto che si trova in Scozia.
Sono stati fatti tanti tentativi per scandagliare il fondo del lago, ma non si è mai trovato nulla, perciò la leggenda del mostro di Loch Ness è ancora circondata da un fitto mistero.

Loch Ness: cronaca degli avvistamenti

Nessie divenne popolare dopo l’avvistamento di Spicer, nel 1933, ma la leggenda del mostro risale a molti secoli fa.
Già nel 565 d. C. l’irlandese San Colombano, visitando i villaggi costieri, assistette alle esequie di un uomo che durante una nuotata nel Loch era stato assalito da un mostro chiamato Nisaeg. Stando alle biografie del santo, la creatura si manifestò allo stesso Colombano, sotto forma di immenso anfibio. Le apparizioni si susseguirono fino ai nostri tempi.

Il 22 luglio 1933 i coniugi Spicer tornavano a Londra in automobile. Stavano percorrendo la strada costeggiando il lago quando dai boschi sbucò il mostro, che attraversò la carreggiata e si immerse nelle acque per mangiare un animale catturato sulla terraferma. In realtà già due mesi prima John Mackay, albergatore, aveva visto Nessie tuffarsi e nuotare, ma il racconto degli Spicer ebbe molto più successo: quell’estate i giornali non parlarono d’altro. In breve tempo il Loch venne preso d’assedio da turisti e curiosi, e naturalmente gli avvistamenti si moltiplicarono, come i guadagni degli albergatori e dei ristoratori della zona. Lo zoo di New York, il circo Bertram Mills e le distillerie Black & White promisero migliaia di sterline a chi avesse catturato mostro. Alcuni parlamentari inglesi chiesero al governo di far chiarezza sul fenomeno del Loch Ness.

Sempre nel 1933, un esperto inviato dalla Royal Geographic Society individuò delle grosse orme – simili a quelle di un ippopotamo – impresse sulla riva. Ben presto si scoprì che si trattava di una burla architettata dal possessore di un piede imbalsamato di ippopotamo. Il 13 gennaio dell’anno successivo, il prestigioso Illustrated London News pubblicò un numero interamente dedicato al mostro.

Nel 1934 ormai i fotografi sorvegliavano il lago giorno e notte: Hugh scattò la prima vera immagine della creatura. Gli stessi esperti della Kodak esaminarono la pellicola e ne garantirono l’autenticità. Nello stesso anno il chirurgo Kenneth Wilson riuscì a ritrarre Nessie in emersione. Era la prima fotografia sufficientemente nitida e fece il giro del mondo. 

In seguito vennero anche effettuate riprese cinematografiche: alcune sequenze presentavano in lontananza un animale che nuota con uno strano moto ondulatorio. 

Con la Guerra Mondiale inevitabilmente calò l’attenzione sulla vicenda, ma negli anni Cinquanta il mostro tornò a far parlare di sé.
 Nel 1952 il lago venne scelto come teatro di un’esibizione di motoscafi ad alta cilindrata. John Cobb, pilota del Crusader, perse la vita in un incidente. Tra il pubblico girò la voce che Nessie fosse emersa all’improvviso proprio sulla traiettoria di Cobb, provocando l’esplosione del barca. 
Nel 1966 Tim Dinsdale, ingegnere aeronautico, riuscì a riprendere il mostro con una piccola telecamera a 16 millimetri e sottopose il filmato al giudizio dei fotoanalisti della Royal Air Force. Il rapporto di questi esperti presumibilmente imparziali parla di un oggetto gibboso lungo tra i 12 e i 16 piedi, molto dissimile da una barca e apparentemente “animato”. 
Nel 1969 l’università di Birmingham organizzò una spedizione scientifica presso il Loch: i sonar rivelarono la presenza di grossi animali che nuotavano velocemente nel lago, e fu escluso che potesse trattarsi di gruppi di pesci. Questo fatto avvalora l’ipotesi che Nessie non sia sola e che nel Loch viva una famiglia di mostri. Nei decenni successivi, avvistamenti e fotografie (vere e false) non si contano più: le testimonianze sono ormai migliaia, alcuni parlano di un serpente marino, altri di un cetaceo, altri ancora di un proboscidato e persino di una lumaca gigante.

 Ricerche più serie sono state condotte dal MIT (l’Istituto di Tecnologia del Massachusetts) e dall’Accademia di Scienze Applicate di Boston. A questi studi dobbiamo anche le prime fotografie subacquee di Nessie: in una si vedrebbe un grosso animale che si muove sul fondo del lago. 
Ultimamente i cacciatori di Nessie si avvalgono di attrezzature molto sofisticate. L’inglese Adrian Shine, peraltro poco convinto dell’esistenza del mostro, ha passato anni interi organizzando squadre di esploratori per sondare le profondità del Loch. Nel 1982 il suo potente ecogoniometro avrebbe individuato strani movimenti sul fondo del lago, il che non ha inibito lo scetticismo di Shine. 

Sempre negli anni Ottanta, Alan Kieler e Rikki Razdan si sono servirti di una complessa strumentazione computerizzata e hanno persino posizionato dei lanciafiocine nelle zone strategiche, nell’illusoria speranza di catturare Nessie o almeno di strappargli una striscia di carne da poter studiare.

Più amichevole l’artificio adottato dalla Società Americana di Criptozoologia: telecamere funzionanti 24 ore su 24 puntate sulle torbide acque del Loch. Finora hanno ripreso solo increspature e onde che solo con un grosso sforzo della fantasia potrebbero far pensare al mostro descritto da George Spicer.

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