Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)

La Chiesa di S. Spirito ed i Vespri Siciliani

A Palermo, un importante luogo di culto è la Chiesa di S. Spirito, o dei Vespri, che oggi è inglobata all’interno del cimitero di S. Orsola. La chiesa, ed il monastero annesso, furono costruiti secondo la tradizione intorno al 1173,  sotto il regno di Guglielmo II  e per volontà dell’arcivescovo Gualtiero Offamilio e divenne molto famosa a partire dal 31 marzo 1282 quando, durante la recita dei Vespri, un soldato francese recò offesa all’onore di una giovane siciliana; lo sposo e gli altri presenti, incapaci di ritenere lo sdegno, diedero il via alla celeberrima rivolta contro il dominio angioino. L’episodio fornì il pretesto per concretizzare il dilagante malcontento verso gli invasori d’oltralpe.

Francesco Hayez - I vespri siciliani - scena 3Era la guerra dei Vespri con la quale i siciliani scacciarono i francesi dall’isola. 
La rivolta dei Vespri dilagò ben presto in tutta la Sicilia. Si sollevano Corleone e Messina, allora sede del viceré angioino. La rivolta necessitava di aiuto e, nell’estate del 1282 un’assemblea di baroni e di rappresentanti della città chiese soccorso a Pietro II di Aragona. Egli, marito di Costanza, la figlia di Manfredi, riteneva di avere diritto alla corona siciliana che gli venne prontamente offerta, a patto di rispettare la libertà dei siciliani. 
Carlo d’Angiò si ritirò da Messina il 29 settembre. 
Iniziata la guerra, la parte siculo-aragonese trovò un capo militare di valore nell’ammiraglio Ruggero di Laurìa il quale colse una vittoria decisiva contro le forze angioine nel giugno del 1283. Con la stipulazione della pace di Caltabellotta (1302) si pose fine alla guerra dei Vespri . 

Ritorniamo alla Chiesa di S. Spirito che, dal punto di vista architettonico, è il risultato armonioso di una contaminazione fra gli stili arabo-normanno e gotico. 

Chiesa_di_Santo_Spirito_05_wikipediaPresenta una facciata a salienti, purtroppo incompleta, che si arricchisce sui lati e nelle absidi di archi incrociati e bicromi, tipici dell’arte normanna.

Chiesa_di_Santo_Spirito_InternoL’interno, nudo e semplice (anche per il restauro di fine ‘800 quando si è provveduto a ripristinare l’aspetto originario, eliminando il pesante apparato aggiunto in epoca barocca), è a tre navate divise da archi ogivali sorretti da pilastri cilindrici. In fondo tre absidi, come vuole la tradizione normanna. Sopra l’altare un Cristo dipinto su tavola di legno (XVI sec.)

fregio

Una nota di colore oscillante tra tradizione e realtà:

Fu durante i Vespri che venne per la prima volta usata la parola mafia. Tradizionalmente si narra che un soldato francese chiamato Droetto violentò una giovane. La madre terrorizzata per quanto accaduto alla figlia corse per le strade, urlando «Ma – ffia, Ma – ffia!» ovvero «mia figlia, mia figlia». Il grido della madre fu ripetuto da altri, e da Palermo il termine si diffuse in tutta la Sicilia. Il termine mafia che diventò così parola d’ordine del movimento di resistenza, ebbe quindi genesi dalla nobile lotta dei siciliani.

Fu adottato come sigla per Morte AFrancesi Indipendenza Anela.

 frutto di ricerche sul web

Similar posts