Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)

La Croce ed il Tau

La croce designa le quattro forze della creazione, i quattro punti cardinali terrestri e cosmici, l’albero della vita; come indicano le altre forme interpretative in uso presso i popoli antichi, quali la ruota solare, la svastica, la croce di Sant’Andrea, il Fior di Loto.
A Ninive è stata ritrovata una tavoletta, contrassegnata col numero 1231, sulla quale vi è incisa una croce; è stato detto che rappresenta la galassia primitiva.

Per i Maya la croce rappresentò il simbolo del Dio Ah-Can-Tzicnal, detto “Il signore dei quattro angoli del mondo”.
E riferendosi al popolo Maya, Antonio Batres Jaurequi, interpretò le ultime parole aramaiche di Gesù “Eli Lama Sabac Thani” in una frase maya “Hele, Hele Lamach Sabac Ta-ni” e cioè: “ora mi sento debole, l’oscurità copre il mio volto”.
Il Papiro di Amenhotep (cap CXXX) ci porta il grido di Osiride “Cuore mio! Madre mia! Cuore mio! Madre mia!”.

Duemila anni fa la croce divenne il simbolo del cristianesimo, ma era già stata il simbolo del Dio Assiro babilonese Marduk, raffigurato come un drago volante con la testa di serpente, impostosi a Babilonia e in Assiria con il nome di Bel.
Bel era anche il Dio Britannico adorato a Bal-Hor (ancora un allacciamento a Baal), sito noto anche come Belem, luogo del regno del Dio della Luce. In Palestina veniva chiamato Betlemme ove nacque Gesù Cristo, detto dai Re Magi “Sole Splendente”.
L’Enuma Elish della saga Sumera racconta che: “Nella camera dei fati, nel luogo dei destini, un Dio fu generato, il più capace e saggio degli Dèi; nel cuore del profondo fu creato Marduk. Il Dio che distrusse Tiamat, la vergine della vita, in un epica battaglia celeste e generò la Terra.

croce-tau-moseDi Marduk si racconta che faceva piovere fuoco e annientava i nemici con un lampo abbagliante. Veniva raffigurato da un globo alato, simbolo ricorrente fra i popoli. Pittograficamente disegnato con una croce che nelle lingue semitiche divenne la lettera “Tau” ovvero il “segno” del “pianeta dell’Attraversamento”.

Doverosa un’altra nota: sembra accertato che il sanscrito antico sarebbe stato composto da caratteri Devanagarici, tratti dalla lingua degli Dèi, quindi gli Dei scrivevano.

Le stesse tavole delle legge date a Mosè sul Sinai da Elhoim (in Ebraico “gli Dèi”) sarebbero state scritte dal “dito di Dio”.
Tornando alla Croce, Homet dichiara di aver visto nell’isola di File, a sud della diga di Assuan, una effigie del dio Osiride crocifisso, circondato da Iside e Neptis piangenti. La scena riporta alla mente il pianto delle donne sotto la croce di Gesù.

Il Tau, in Egitto, era un tavolo a forma di “T” (molti esemplari sono stati trovati nelle gallerie dei templi), ove venivano legati gli iniziati, lasciati per tre giorni e tre notti in un sonno profondo, chiamato “Sileam”; sonno che permetteva al loro spirito di parlare con gli Dèi e visitare il mondo dell’Ade. Era un’usanza comune con l’Islam, ove l’iniziato veniva lasciato in una cripta di un tempio o in una grotta sotterranea. In Egitto lo si poneva nel sarcofago della camera del re della Grande Piramide, dove veniva iniziato da Osiride e da Thot, dio della sapienza.
Si dice che negli antichi riti egizi si trovino le radici dei riti Massonici e dei Templari, risalenti fino alla storia di Hiram Abif e i segreti della tecnica di costruzione.
Nel tempio di File un bassorilievo rappresenta una scena dell’iniziazione. Si possono vedere due Dèi ierofanti, uno con la testa di falco, l’altro di Ibis (Thot), in piedi vicino ad un candidato sul quale versano un duplice getto d’acqua intrecciata a croce, formata e piena di tantissime croci ansate.
Croci in ogni loro forma si sono trovate sulla tomba e sul trono di Bait-Oxly.

tau-blu-rdIl Tau o “Tat” egizio fu anche il segno impresso da Ezechiele sulla fronte di coloro che nella tribù di Giuda temettero il Signore. Espediente adoperato da Mosè per evitare che Dio colpisse il suo popolo anziché quello egizio durante il flagello delle sette piaghe. Infatti il segno, impresso col sangue sulle porte degli ebrei, era un Tau; lo stesso segno col quale Horus risuscitava i morti. L’ierofante egiziano portava un copricapo quadrato durante le sue funzioni, come quadrati sono i cappelli dei sacerdoti armeni e dei vescovi cristiani. La croce filosofica iscritta nel quadrato perfetto simbolizza l’esistenza umana perché il cerchio della vita circoscrive i quattro punti della croce che simbolizzano la nascita, la vita, la morte, l’immortalità nella Resurrezione. Simile alla croce astronomica egiziana che veniva posta sul petto della mummia.
I bracci della croce di S. Andrea e della croce di Ermete erano conosciuti fra gli Indù, i seguaci di Brahma, i buddisti, che piegarono le quattro estremità formando la svastica impressa sulla loro bacchetta.

La croce uncinata si trova incisa sulle pietre in Transilvania, nelle pietre di Troia, sui fusi del 1500 a.C., in India nel 500 a.C., e in Cina nel 600 a.C..
In Giappone il Buddismo, nel 700 d.C., ne fece il suo simbolo. Tale croce presente in tutta la regione semitica simboleggia la fonte della vita, i quattro punti cardinali, le quattro forze: aria, acqua, terra e fuoco. I quattro venti, i quattro angoli del mondo.
Kipling ne adornava i suoi libri che narravano storie indiane, la fece togliere con l’avvento del Nazismo.
Tracce della croce si trovano sulle statue dell’isola di Pasqua e sulle rocce della Scandinavia precristiana. Nella versione araba di Giosuè, uno degli oscuri Targum ebrei, e nel Targum di Gionata, si legge: “Egli crocifisse il Re di Ai su un albero”.
In un tempio Messicano del sole, Tepe, un geroglifico rappresenta una colossale croce sormontata da una divinità sanguinante.

Palenque - Tempio della CroceA Palenque vi è un “tempio della croce”, dal simbolo che si trova su uno dei suoi lati. La croce è il segno che domina a Palenque anche nelle sue riduzioni che ricordano “l’albero della vita” dell’India, segni impressi molto tempo prima della nascita di Cristo.

A La Venta, l’uomo raffigurato nel serpente possiede una “croce di S. Andrea”, due se ne trovano a Uxmal e una nella piramide del Mago.

Ahura_MazdaLa necropoli di Naqash I Rustam, a quattro chilometri da Persepoli, racchiude le Tombe di quattro imperatori persiani (fra cui Dario I° e Serse I°). 
Sono scavate nella roccia sul fianco di una montagna e presentano una facciata cruciforme. 
Al disopra dell’ingresso i bassorilievi evocano anche Ahura Madza, dio della Luce.

testo di Mauro Paoletti da edicolaweb

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