Per quanto riguarda il culto religioso dei Piceni, l’unica divinità di cui si abbia una chiara testimonianza è Cupra, dea venerata soprattutto tra le attuali Marche e l’Umbria. È probabile che accanto a lei esistessero altre divinità, forse guerriere, e forme di culto simili a quelle latine dedicate ai Lari e ai Penati, spiriti dei defunti protettori della casa e della comunità,— ma le tracce superstiti sono estremamente scarse.
Al contrario, il culto della dea Cupra è documentato in modo più consistente. Divinità femminile dalle caratteristiche archetipiche, Cupra può essere avvicinata alle Grandi Madri delle civiltà mediterranee, figure sacre che racchiudevano tutti gli aspetti della femminilità: la madre generatrice, l’amante sensuale, la figura lunare e magica.

La dea Cupra – Dipinto di Adolfo de Carolis nel salone di rappresentanza, interno dell’alloggio prefettizio, del Palazzo del Governo di Ascoli Piceno. Wikipedia, user Nnaluci (talk | contribs), file rilasciato con licenza CC BY-SA 3.0
La sua religione, nata in epoca picena, non si esaurisce con la fine di quel popolo, ma prosegue nel periodo romano, attraversando i secoli fino alla tarda età imperiale. È proprio in quest’ultima fase che, in tutto l’Impero, si diffondono culti misterici e iniziatici di origine orientale. In questo contesto, Cupra si inserisce idealmente accanto a divinità come Astarte e Ishtar del mondo fenicio, Lilith dell’Oriente, la greca Afrodite, e le romane Venere e Bona Dea.
Cupra era associata alla fertilità, alla fecondità e all’acqua, elemento vitale per eccellenza, simbolo di nascita, rigenerazione e potere creativo.

Bona Dea statua in marmo con epigrafe – Wikipedia, foto di Andrea Pancotti rilasciata con licenza CC BY-SA 4.0
L’etimologia del suo nome è incerta ma affascinante: potrebbe derivare dall’antico umbro Cubrar o Kypra, oppure dalla radice cup, la stessa che ritroviamo in cupiditas (desiderio) e nel nome di Cupido, dio dell’amore.
Queste connessioni contribuiscono a delineare l’immagine di una divinità associata al desiderio, alla forza vitale e agli aspetti erotici e arcani della sfera femminile.
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