Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)

La fine del Medioevo.

Una tradizione ormai saldamente affermatasi nella storiografia moderna fa finire l’Età medievale nell’anno 1492, la data della scoperta dell’America. Si tratta, naturalmente, di una data che ha per gli storici un valore convenzionale, nell’intento di legare l’idea degli inizi dell’Età moderna a un fatto che, senza dubbio alcuno, segnò una svolta decisiva nella storia dell’Umanità, allargando enormemente i limiti del mondo conosciuto, e immettendo nell’orbita della civiltà europea nuovi immensi territori e nuovi popoli, né più né meno come le invasioni barbariche, con le quali aveva avuto inizio il Medioevo, avevano portato a contatto con la civiltà del Mediterraneo i popoli germanici e avevano esteso i confini del nuovo mondo romano-cristiano fino al mare del Nord e oltre l’Elba.

Ma nel 1492, cioè alla fine del secolo XV, la civiltà medievale, nei suoi motivi ispiratori, si può considerare finita già da tempo.

Nel Medioevo l’ideale religioso era stato predominante in tutte le espressioni della vita politica, dell’arte e della cultura e aveva dato il tono a tutte le forme della vita sociale. L’ideale dell’Impero strettamente associato al Papato e l’ideale teocratico della Chiesa, che tendeva ad assorbire in sé lo Stato, costituiscono quasi i due poli intorno ai quali si svolse tutta la storia dell’Età medievale. E la lotta attraverso la quale si andranno distinguendo i due supremi poteri e le loro reciproche zone di competenza, coinciderà quindi con i secoli conclusivi del Medioevo. Quando al mondo degli interessi religiosi, rappresentato dalla Chiesa, si contrapporrà il mondo laico degli interessi umani e dello Stato, che non riconosce alcun potere al di sopra di sé, l’Età moderna sarà già sorta.

Verso la metà del secolo XIV il Papato e l’Impero, come forze politiche predominanti del Medioevo, appaiono ormai decaduti. E nelle signorie nascenti si affermano i concetti e i modi di essere dello stato moderno, mentre nel sistema degli stati nazionali, affermatisi sulle rovine dei due poteri universali (i regni di Spagna, di Francia, d’Inghilterra), si manifesta la prima struttura dell’Europa moderna, con la sua caratteristica tendenza alle lotte di predominio e di equilibrio, con la ricchezza e la varietà delle sue espressioni artistiche e spirituali.

Alla fine del Medioevo, come conclusione di dieci secoli di storia, appare compiutamente formata, nei suoi essenziali elementi costitutivi, l’Europa, e appaiono fissati i fondamentali valori della sua civiltà: le nazioni europee, questo prodotto unico della storia umana, che nella varietà e nella ricchezza del loro genio seppero imprimere alla civiltà d’Europa una irresistibile forza d’espansione e un carattere universale; le idee dello Stato e della Chiesa, come enti distinti, ma associati nel perseguire gli stessi supremi fini etici della società umana; la concezione, infine, della dignità dell’individuo, come espressione della libertà dello spirito e della lotta per adeguarsi a un superiore ideale morale di continuo perfezionamento.

.

Similar posts