Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)
La ninfa Talia (Thalia)

La ninfa Talia (Thalia)

Nella mitologia greca, Thalia o Thaleia (greca: Θάλεια Thaleia “la gioiosa, l’abbondanza”, da θάλλειν / thallein, “a fiorire, per essere verde”) era una ninfa figlia di Efesto.

È stata anche data come divinità secondaria antropomorfa della vita vegetale e dei germogli, forse come il culmine della trasmissione della conoscenza sull’uso della cenere vulcanica come fertilizzante, caratteristico dell’antica viticoltura nei terreni vulcanici come quelli dell’isola di Santorini.

Il Saturnale di Macrobio (canzone V) afferma come Zeus si impadronì di Thalia mentre aveva la forma di un’aquila, come fece con Egina, Leto e Ganimede. Ha poi fatto l’amore con lei vicino al fiume Symethe in Sicilia.

Thalia si è seppellita nel terreno per evitare la gelosia di Era. I suoi figli gemelli, i Palici, nacquero così sotto terra, sebbene altri autori rendano i Palici i figli di Efesto o di Adano.

 

Vedi anche:

Giuseppe Fagnani – Thalia – Metropolitan Museum of Art – Wikipedia, pubblico dominio.

 

Testo tratto da qaz.wiki rilasciato con licenza CC BY-SA 3.0GFDL