Elisabetta I d’Inghilterra, figlia di Anna Bolena e Enrico VIII, ultima regina della dinastia dei Tudor governò, dal 1558 fino alla sua morte nel 1603, con astuzia e saggezza trasformando l’Inghilterra in una nazione ricca, potente, votata ai commerci ma favorendo anche le arti e le opere di autori come Shakespeare.

Nel 1584, in onore di Elisabetta I – che secondo la leggenda ebbe molti amanti ma non si volle mai sposare e per questo venne definita la Regina Vergine – fu fondata in America Settentrionale la colonia della Virginia.

Elisabetta venne ricordata anche per il suo grande desiderio di potere, e proprio questo suo aspetto negativo diede vita alla leggenda secondo la quale la sua ascesa al trono avvenne in seguito ad un patto con il diavolo.
Questo tipo di contratti richiedono però un prezzo da pagare: la propria anima. Proprio per questo motivo, sempre secondo la leggenda, quando la Regina morì (1603), i diavoli gettarono la sua anima dentro il cratere dell’Etna ma sulla rupe “Rocca Calanna” cadde una pantofola della regina.


Molto tempo dopo, un pastorello ritrova tale pantofola, la volle toccare, ma si bruciò.
Fu chiamato un frate esorcista e la pantofola volò su una torre del castello di Maniace, presso Bronte. Nel 1799 tale castello fu donato dai Borbone all’ammiraglio inglese Orazio Nelson, durante una festa da ballo a Palermo. In quell’occasione una dama misteriosa, si dice il fantasma della regina Elisabetta, donò a Nelson un cofanetto contenente la fatidica pantofola; e gli raccomandò di non farla mai vedere a nessuno.

Ma l’amante dell’ammiraglio, Emma Hamilton, riesce a trafugarla. La stessa notte l’ammiraglio vede in sogno la misteriosa dama che gli ricorda che ha perso tutta la sua fortuna. Pochi giorni dopo Nelson morì nella battaglia di Trafalgar, esattamente il 21 ottobre 1805.

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