Nel cuore di Santa Fe, nel Nuovo Messico, sorge la Cappella di Loretto, celebre per custodire una delle opere più enigmatiche della storia dell’artigianato: la “Scala Miracolosa”.
Oggi la cappella è un museo privato che si autofinanzia per preservare la struttura e la misteriosa scala che l’ha resa famosa in tutto il mondo. Ma la sua storia affonda le radici nel XIX secolo, tra fede, coraggio e mistero.

Cappella Loretto a Santa Fe, Nuovo Messico. Wikipedia, author Christopher Michel licenza CC BY 2.0

Nel 1852 alcune suore della Congregazione di Loretto partirono dal Kentucky per fondare missioni nell’Ovest americano.
Il viaggio fu lungo e pericoloso: la superiora, Madre Mathilde, morì di colera lungo il cammino. Le religiose superstiti giunsero infine a Santa Fe, dove, guidate da suor Madeleine, si stabilirono tra una popolazione composta da messicani e nativi americani.

Il loro primo obiettivo fu costruire una scuola e una cappella. Nacque così il Collegio di Loretto, e nel 1873 iniziarono i lavori della cappella progettata da Antoine Mouly, lo stesso architetto della cattedrale di Santa Fe. Il vescovo Jean-Baptiste Lamy, di origine francese, desiderava una chiesa ispirata alla Sainte-Chapelle di Parigi: così la cappella di Loretto divenne la prima costruzione gotica a ovest del Mississippi.

Quando i lavori terminarono, le suore si accorsero di un grave errore: mancava una scala per accedere al coro sopraelevato. La struttura, alta e stretta, non permetteva di installarne una tradizionale. Dopo i tentativi falliti di diversi carpentieri, le religiose decisero di affidarsi alla preghiera, iniziando una novena a San Giuseppe, patrono dei falegnami.

L’ultimo giorno della novena apparve un uomo sconosciuto, accompagnato da un asino carico di pochi attrezzi: una sega, un martello e una squadra. Si offrì di costruire la scala, e per sei mesi lavorò da solo nella cappella.

Quando terminò, la scala era un capolavoro. Ma l’uomo scomparve senza chiedere alcun compenso. Nessuno seppe mai chi fosse né da dove provenisse, e alla segheria non risultava alcun acquisto di legname.

La scala dei miracoli nella cappella del Loretto di Santa Fe, oggetto di molte leggende e miti.- Wikipedia, foto di Benjamin Radford, BRad06. Questo file è concesso in Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International license. (CC BY-SA 4.0)

La scala, composta da due spirali complete, è priva di pilastro centrale: si sostiene interamente su se stessa, poggiando solo sul primo scalino. Non contiene chiodi, ma è assemblata con soli perni di legno. Gli esperti che la esaminarono nel tempo non riuscirono mai a spiegare come potesse reggersi, né identificarono con certezza il tipo di legno, una varietà dura e sconosciuta nel Nuovo Messico.

Secondo suor Florian, autrice di un racconto del 1960, “molti architetti affermarono che la scala avrebbe dovuto crollare appena posato il piede sul primo gradino, eppure è stata usata quotidianamente per oltre un secolo”.

Cinque anni dopo la costruzione furono aggiunte le ringhiere. Le prime a salirvi furono le giovani alunne del collegio, che confessarono di farlo tremando, scendendo “sulle mani e sulle ginocchia” per la paura.

Cappella Loretto a Santa Fe, Nuovo Messico – Wikipedia, foto di Camerafiend rilasciata con licenza CC BY-SA 3.0

Da oltre centocinquant’anni la Scala Miracolosa continua ad attirare visitatori, studiosi e architetti da tutto il mondo. C’è chi la considera un prodigio di ingegneria e chi un segno divino. Le suore di Loretto, con la loro discrezione, non si sono mai pronunciate ufficialmente.

Nella loro tradizione, quella scala resta la risposta di San Giuseppe alle loro preghiere. E molti amano credere che il misterioso falegname fosse proprio lui.

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