Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)

Le misure di Caronte

di: Claudio Elidoro

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Risale solo a pochi giorni fa la diffusione dei risultati degli ultimi studi sulle temperature di Plutone e Caronte, ma la strana coppia (da qualche tempo diventata un quartetto) non ne vuole sapere di mollare il centro della scena.

Questa volta i riflettori sono puntati direttamente su Caronte: le sue dimensioni sono state misurate con una precisione dell’ordine dei 5 chilometri. L’incredibile risultato è stato possibile grazie a una rarissima circostanza.
Lo scorso 11 luglio, infatti, nel corso suo movimento celeste, Caronte ha momentaneamente eclissato una stella di quindicesima magnitudine.
Il fenomeno – gli astronomi parlano di occultazione – è davvero molto raro e finora era stato osservato solo nell’aprile del 1980.
In quell’occasione l’evento poté essere seguito solo al South Africa Astronomical Observatory, ma stavolta erano ben tre gli Osservatori che attendevano al varco il satellite di Plutone. Infatti, oltre a Yepun, uno dei quattro telescopi di oltre 8 metri che costituiscono il cuore del Very Large Telescope a Cerro Paranal in Cile, sono stati utilizzati anche il Campo Catino Austral Telescope (San Pedro de Atacama in Cile) e il Jorge Sahade Telescope dislocato a Cerro El Leoncito in Argentina.

L’accurata sincronizzazione delle osservazioni compiute con i tre telescopi ha permesso di determinare la misura del raggio di Caronte (603,6 chilometri), un dato dal quale è stata dedotta anche la sua densità, che è risultata essere 1,71 volte quella dell’acqua. Grazie a queste misurazioni i nostri dati riguardanti la densità di Caronte sono ora più accurati di quelli dello stesso Plutone. Il rapporto completo della campagna osservativa, coordinata da Bruno Sicardy dell’Osservatorio di Parigi, è stato pubblicato sul numero del 5 gennaio di Nature.
Sicardy è entusiasta e ritiene che in futuro queste occasioni aumenteranno notevolmente: “Non solo siamo in grado di osservare stelle più deboli – ha detto – e i cataloghi stellari più precisi rendono le previsioni di occultazione più affidabili, ma il sistema Plutone-Caronte sta passando proprio davanti alla Via Lattea, una vera pacchia per chi si occupa di occultazioni”. Insomma, prima o poi ne risentiremo parlare.

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