
Andrea del Sarto – Assunzione della Vergine- Wikipedia, pubblico dominio
Ferragosto è, per eccellenza, la festa dell’estate. Un’occasione per rilassarsi, stare in compagnia, condividere un pasto all’aria aperta o godersi una gita fuori porta. Ma da dove nasce questa tradizione così radicata nella cultura italiana?
Le sue origini affondano in tempi lontani, risalenti a oltre duemila anni fa, in piena epoca imperiale romana. Il termine “Ferragosto” deriva infatti dal latino Feriae Augusti, ovvero “riposo di Augusto”, un periodo festivo istituito nel 18 a.C. dall’imperatore Ottaviano Augusto. L’intero mese di agosto veniva dedicato al riposo, alle celebrazioni e alle festività religiose in suo onore, segnando simbolicamente un momento di pausa dopo le fatiche agricole.
Tra queste celebrazioni, quella del 13 agosto era dedicata a Diana, dea della natura, della luna e della maternità. Il suo culto si svolgeva sull’Aventino, nel tempio a lei consacrato, ed era una delle rare occasioni in cui cittadini romani di ogni ceto sociale, patrizi e plebei, padroni e schiavi, si ritrovavano insieme senza distinzione.
Nei giorni successivi si susseguivano altre feste: il 17 agosto era dedicato a Portuno, dio dei porti e delle porte, e anche a Giano; il 19 si celebravano le Vinalia Rusticae, festa della vendemmia, in onore di Venere; il 21 era consacrato a Conso, dio dei raccolti immagazzinati, il 23 ad Ops Consiva, personificazione dell’abbondanza agricola. Infine, le festività di agosto si concludevano con un sacrificio a Vortumno, protettore dei mutamenti stagionali.
Nel frattempo, nel vicino Oriente, si venerava un’altra divinità legata alla fertilità: Atargatis, la grande madre siriana, metà donna e metà pesce, protettrice dei raccolti e della vita nei campi. Nei primi secoli dell’evangelizzazione cristiana, molte delle sue funzioni simboliche vennero associate alla figura della Vergine Maria. Ancora oggi, ad esempio, in Armenia si benedicono i primi grappoli d’uva proprio nel giorno dell’Assunzione.

Tiziano – Assunta (Basilica dei Frari) – Wikipedia, pubblico dominio
La festa cristiana dell’Assunzione, nota in Oriente come Dormizione di Maria, venne introdotta a Roma nel VII secolo e successivamente si diffuse in tutta Europa, in particolare in Francia e Inghilterra, con il nome latino Assumptio Sanctae Mariae. Nonostante la narrazione dell’evento sia contenuta solo nei Vangeli apocrifi, la devozione popolare contribuì fortemente alla sua diffusione in tutto il mondo cristiano.
Solo nel XVIII secolo cominciarono a moltiplicarsi le richieste alla Santa Sede per la proclamazione del dogma dell’Assunzione. Questo avvenne molto più tardi, il 1° novembre 1950, quando Papa Pio XII, attraverso la costituzione apostolica Munificentissimus Deus (“Dio generosissimo”), proclamò ufficialmente:
“…per l’autorità di nostro Signore Gesù Cristo, dei santi apostoli Pietro e Paolo e Nostra, pronunziamo, dichiariamo e definiamo essere dogma da Dio rivelato che: l’immacolata Madre di Dio sempre vergine Maria, terminato il corso della vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo”.
Con questa solenne definizione, l’Assunzione di Maria venne riconosciuta come dogma di fede, ponendosi al centro della spiritualità cattolica.

Nicolas Poussin – The Assumption of the Virgin – Wikipedia, pubblico dominio
Ferragosto nel Novecento: dalle sagre alla gita fuori porta
Una trasformazione significativa nella storia di Ferragosto avvenne durante il Ventennio fascista. A partire dalla seconda metà degli anni Venti, il regime iniziò a promuovere le gite popolari attraverso le organizzazioni dopolavoristiche delle varie corporazioni. Nascono così i celebri “Treni popolari di Ferragosto”, che offrivano la possibilità a migliaia di cittadini, anche di modeste condizioni economiche, di viaggiare a basso costo per una giornata al mare, in montagna o in campagna.
Fu così che Ferragosto divenne, oltre che una festa religiosa e stagionale, anche un momento collettivo di svago, inserendosi nella memoria e nella tradizione degli italiani come simbolo dell’estate.
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