struzzo_01Due giovani struzzi erano disperati. Ogni volta che si mettevano a covare le uova, il peso del loro corpo le rompeva. Un giorno decisero di andare a chiedere consiglio ai loro genitori che abitavano dall’altra parte del deserto.

struzzo_03Corsero per molti giorni e molte notti, e finalmente arrivarono al nido della vecchia madre.
– Madre dissero, siamo venuti a chiederti come possiamo fare per covare le uova. Ogni volta che ci proviamo si rompono.
– La madre li ascoltò, poi rispose: Ci vuole un altro calore.
– E quale? Domandarono gli struzzi.
– Il calore del cuore. Voi dovete guardare le vostre uova con amore, pensando alla creatura che ci dorme dentro; lo sguardo e la pazienza lo risveglieranno.
Gli struzzi ripartirono e quando la femmina ebbe deposto un altro uovo, si misero a guardarlo con amore, senza perderlo mai di vista.

struzzo_04Passarono così molti giorni; quando, ormai, erano allo stremo delle forze, l’uovo incominciò a cigolare, s’incrinò, si ruppe, e una piccola testa di struzzo fece capolino dal guscio.

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Tra la miriade dei suoi lavori, Leonardo da Vinci ci ha lasciato anche diverse favole.
Il personaggio onnipresente di queste favole è sempre la natura, nei suoi elementi: acqua, aria, fuoco, pietra, piante e animali.
L’uomo invece è quasi un intruso e, come scrisse Leonardo nel libro delle profezie, l’uomo è il guastatore di ogni cosa creata.
ll termine “favola” deriva dal latino “fabula”, che significa parlare. Ha un’origine popolare antichissima, giacché ha preceduto qualsiasi forma letteraria.
Il fine era quello di trasmettere, in forma orale, la tradizione, i principi e i valori della società. Quindi non era destinata all’educazione dei bambini, ma a dare un significato e a fornire risposte agli episodi della vita quotidiana.

tratto da: Alcune favole di Leonardo da Vinci

Leonardo da Vinci – Il calore del cuore
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