Philyra (Filira) era una dea della Tessaglia, una Oceanina figlia di Oceano e di Teti nonchè sposa di Naplius, con il quale aveva molti figli. Lei era la madre del centauro Chirone.
Era la dea della bellezza, del profumo, della cura e dello scrivere. Inoltre le è stata attribuita l’invenzione di carta.

Giovanni Jacopo Caraglio – La ninfa Philyra ha le braccia attorno a Saturno, che ha assunto la forma di uno stallone. Wikipedia – Rijksmuseum licenza CC0

La versione mitologica più accreditata della storia di Philyra e Saturno ci racconta che il dio si invaghì della bella Oceanina.
Philyra, per sfuggire alle bramosie di Saturno, che la voleva per sé, si tramutò in una giumenta, ma anche il dio si tramutò a sua volta in un cavallo e la violentò. Da questa forzata unione nacque Chirone, dal corpo metà uomo e metà cavallo.

Philyra, sconvolta per aver generato una strana specie di essere, chiese a Giove di essere trasformata in un albero di tiglio.

Filira (Philyra) e Crono, dipinto del Parmigianino. – Wikipedia, pubblico dominio

Le Oceanine, le ninfe del grande fiume Oceano che gira intorno alla Terra, erano figlie dei due Titani Oceano e Teti (Thetys), personificavano le acque correnti, ogni fiume e sorgente. Erano tantissime, secondo Esiodo tremila, ma nella Teogonia ne cita soltanto quarantuno.

 

tratto del vecchio sito tanogabo.it ((pagina web.archive)