L’amico Aquila BiancaeNera ha postato su Facebook un breve racconto che mi ha fatto sorridere e riflettere. Mi piace sottoporlo alla vostra attenzione.

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lucacava2Si narra che, verso la fine dell’800, nella frazione di San Gusmè, in agro del comune di Castelnuovo Berardenga, (prov. di Siena), il proprietario di un’osteria, ubicata all’entrata di detta frazione, ormai esausto per dovere pulire quotidianamente le porcherie maleodoranti, lasciate intorno al suo locale non solo dagli avventori abituali ma anche da quelli occasionali, decise di erigere, all’imbocco di un terreno contiguo di sua proprietà, una statuetta, che rappresentava un omino accovacciato, a cui fu dato il nome di “Luca Cava“, intento a svolgere i suoi bisogni corporali. 

Gli avventori del locale compresero il messaggio artistico-visivo, e, dal quel momento in poi, utilizzarono quella particella di terreno per i loro atti fisiologici, con gran gioia dell’oste. 

Ovviamente, col volgere del tempo, l’oste passò a miglior vita, l’osteria chiuse i battenti, migliorarono le condizioni igieniche degli abitanti e la statuetta perse la sua funzione originaria, ma rimase al suo posto, (emblema delle condizioni igienico-sanitarie non solo della piccola frazione, ma di tutti i comuni italiani), fin quando, nel corso degli anni ‘30 del secolo scorso, gli abitanti di San Gusmè, stanchi di essere burlati e canzonati per quella piccola statuetta, decisero di distruggerla definitivamente.

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Silvio-GigliDopo circa 40 anni, Silvio Gigli, giornalista, presentatore radiofonico, regista televisivo e scrittore, essendo nato a Siena, venuto a conoscenza della storia della statuetta, ne rimase entusiasta, e pensò di erigere una nuova statua, identica alla prima, nello stesso luogo in cui l’aveva sistemata il vecchio oste.

Per potere realizzare la sua idea, Gigli doveva avere il consenso degli abitanti di San Gusmè, e, pertanto, decise di indire un referendum popolare, che, pur tra vari tormenti, alla fine ebbe esito positivo; quindi, fu dato incarico al vignettista Emilio Giannelli di tracciare il disegno ed al Maestro Marcello Neri di eseguire l’opera in terracotta. 

Su una piastrella rettangolare, posta sul muro a lato della nicchia, Silvio Gigli fece scrivere il seguente graffiante messaggio:

luca-cava-iscrizione-esplicativa-della-statuaRe, Imperatore, papa, filosofo, poeta, contadino e operaio: l’uomo nelle sue quotidiane funzioni. Non ridete, pensate a voi stessi”.