Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)

Margherita di Valois – La regina Margot

di Angela Campanella

.

Anonimo - Particolare dello schizzo raffigurante Margherita di Valois (circa 1572)

Anonimo – Particolare dello schizzo raffigurante
Margherita di Valois (circa 1572)

fregio1

180px-margueritedevalois_best

Margherita di Valois in una bambola storica di George S. Stuart.

Margherita di Valois (Castello di Saint-Germain-en-Laye, 14 maggio 1553 – Parigi, 27 marzo 1615) fu una principessa francese del ramo dei Valois-Angoulême della dinastia dei Capetingi, figlia di Enrico II di Francia e dell’italiana Caterina de’ Medici e regina consorte di Francia e Navarra, come prima moglie del protestante Enrico III di Navarra (futuro Enrico IV di Francia), sposato nel 1572.
Ma a quelle nozze, che dovevano essere simbolo di riconciliazione tra cattolici e ugonotti, fece seguito in appena cinque giorni il massacro di San Bartolomeo in cui morirono migliaia di protestanti.
Nel 1595, durante l’esilio a Usson, inflittole dal fratello, re Enrico III, per essersi schierata contro di lui al fianco della Lega cattolica, Margherita scrisse le sue Mémoires. Ella infatti, oltre ad essere famosa per la sua bellezza, era molto apprezzata dai suoi contemporanei per cultura ed eloquenza.
Nel 1599, ultima discendente dei Valois, accettò l’annullamento del matrimonio con Enrico IV a seguito dell’offerta di generose ricompense. Dopo l’annullamento delle nozze si adoperò sia per rendere stabile la posizione politica del re, ma anche per rafforzare la sua singolare posizione di moglie ripudiata. Fu anche una mecenate di scrittori, filosofi, musici, poeti e studiosi.
Sia in vita che dopo la morte venne screditata da numerosi libelli per il suo temperamento passionale di cui non fece mai mistero. Tutt’oggi viene ricordata con una connotazione caricaturale e leggendaria sotto il soprannome di regina Margot, affibbiatole nel XIX secolo.

Marguerite de Valois con suo fratello Hercule François (a destra)

Marguerite de Valois con suo fratello Hercule François (a destra)

La Famiglia

16-anni

Margherita di Valois, in giovane età, ritratta da François Clouet.

Nacque il 14 maggio 1553 nel castello reale di Saint-Germain-en-Laye. Settima figlia di Enrico II e di Caterina de’ Medici, venne battezzata con il nome di Margherita in onore della prozia, Margherita d’Angoulême, sorella di Francesco I.
Tre dei suoi fratelli divennero re di Francia: Francesco II, Carlo IX ed Enrico III. Tra le sue sorelle, Elisabetta divenne moglie di Filippo II di Spagna, mentre Claudia sposò Carlo III di Lorena.
Ebbe molto poco tempo per conoscere suo padre, ferito mortalmente in una giostra nel 1559, quando Margherita aveva appena sei anni. Con sua madre Caterina ebbe rapporti distanti, provando per lei un misto di ammirazione e di timore: «Non soltanto non osavo parlarle, ma bastava un suo sguardo a farmi trasalire per il timore di aver fatto qualcosa a lei sgradito».
Questo timore reverenziale era legato a un profondo risentimento, poiché Caterina non faceva mistero della preferenza che nutriva per Enrico duca d’Angiò. E fu anche uno dei motivi che spingerà la futura regina di Navarra ad allearsi con il fratello Francesco Ercole, duca d’Alençon.
Con il fratello maggiore Enrico ebbe rapporti mutevoli nel corso della sua vita: in gioventù furono legati da una profonda complicità, ma in età adulta si sarebbero odiati a vicenda. Riguardo a Carlo, un altro fratello maggiore, Margherita lo ricorderà sempre nelle proprie Mèmoires come un “buon fratello”.

 

Infanzia e giovinezza

450px-margot

Margherita di Valois, ritratto attribuito a François Clouet, Museo de Condé.

Margherita trascorse i primi anni di vita a Saint-Germain-en-Laye accudita da Charlotte de Courton, una dama dai costumi irreprensibili, che doveva costruire in lei una salda fede cattolica.

Quando nel 1568, il duca d’Angiò Enrico partì per prendere il comando delle armate reali, affidò a Margherita il compito di difendere i suoi interessi con la madre. La missione affidatale la trasformò: «Ero diventata qualcosa di più di ciò che fino ad allora ero stata, tanto cominciavo ad avere fiducia in me stessa». Margherita vi si dedicò coscienziosamente ma, nel frattempo, nacque anche una relazione romantica fra la principessa ed Enrico di Guisa, l’ambizioso leader dei cattolici intransigenti.

L’idillio venne scoperto dal duca d’Angiò, che riferì alla madre tutta la vicenda e poiché i Guisa erano sostenitori di una monarchia in grado di prendere misure radicali contro gli ugonotti (politica contraria a quella della famiglia reale), un matrimonio tra Margherita e il giovane duca appariva assolutamente impensabile. La reazione della famiglia reale fu molto violenta.

.

Le “nozze vermiglie”

Nel 1570, per concludere un’alleanza fra i cattolici e gli ugonotti francesi dopo anni di guerre di religione, Margherita venne designata al principe ugonotto Enrico di Navarra che, oltre a essere l’erede di vasti possedimenti nel sud-ovest del paese, era anche il presunto erede della corona di Francia dopo i Fils de France. Quando Caterina informò la figlia del suo progetto matrimoniale, quest’ultima si limitò a risponderle che non aveva altra volontà che ubbidire agli ordini materni, ma che la madre non doveva dimenticare il sincero attaccamento che aveva per la fede cattolica.

475px-henrymargotNel luglio 1572, il giovane re di Navarra arrivò a Parigi accompagnato da 800 gentiluomini ugonotti vestiti di nero per la recente morte della madre di Enrico.
Senza attendere la dispensa papale, necessaria all’unione di due persone di fede differente e imparentate (erano cugini di secondo grado), l’unione esecrabile, secondo la definizione dei gesuiti, fu celebrata il 18 agosto 1572 dal cardinale di Borbone, in qualità di zio di Enrico e non di prete nel sagrato di fronte Notre Dame de Paris.
Alle nozze, a cui non assistette alcun ambasciatore delle nazioni cattoliche, seguirono tre giorni di sontuosi festeggiamenti.
La mattina di venerdì 23 agosto, un colpo d’archibugio ferì al braccio l’ammiraglio di Coligny, un capo del partito protestante.
L’indomani, all’alba del 24 agosto, festa di San Bartolomeo, ebbe inizio il massacro di tutti gli ugonotti presenti in città, molti dei quali giunti a Parigi proprio in occasione delle nozze di Margherita, che in seguito a ciò vennero chiamate «noces vermeilles».
Al Louvre, il re di Navarra fu costretto ad abiurare la fede ugonotta per quella cattolica. Pochi giorni dopo la strage, passata alla storia come Notte di San Bartolomeo, Caterina de’ Medici propose alla figlia di far annullare il matrimonio con Enrico di Navarra.
Margherita rifiutò non volendo abbandonare il marito: «Pensavo infatti che se ci fossimo separati gli sarebbe capitato qualcosa di male».
Nelle proprie Mèmoires, Margherita si limita a raccontare le minime cose che ha visto al castello, ma che furono sufficienti a far nascere in lei un grande risentimento contro la madre che dandola in sposa ad un ugonotto, l’aveva imprigionata in una situazione senza sbocchi e in più, non si era preoccupata neppure di mettere a rischio la stessa vita della figlia pur di perseguire i suoi scopi politici.
Margherita narra anche che il visconte Gabriel de Léran, un ugonotto giunto a Parigi nel seguito di suo marito, durante la strage, inseguito dalle guardie di re Carlo IX, si rifugiò nella sua camera da letto. Grazie all’intercessione di Margherita, l’uomo venne risparmiato dal massacro. Nel XIX secolo, questo episodio verrà narrato in forma leggermente diversa nel romanzo La Regina Margot di Alexandre Dumas: il visconte di Léran verrà sostituito dallo scrittore con Hyacinte de La Môle, amante di Margherita nel romanzo.
 

Intrighi di Corte 

624px-valois_tapestryc_water_festival_at_bayonne

Questo arazzo raffigura i festeggiamenti in occasione della riunione dei tribunali Valois e asburgici a Bayonne nel 1565; la balena arpionata è macchiata di vino rosso.

Margherita dovette subire l’astio della quattordicenne Françoise de Montmorency, detta Fosseuse, sua damigella d’onore e amante del re di Navarra, suo marito. La situazione peggiorò quando Françoise rimase incinta. 
A quel punto fu chiaro quale dei due coniugi Navarra fosse sterile: Enrico arrabbiato con la moglie per non avergli dato un erede legittimo, le chiese di assistere l’amante nel parto. Infine, come scrisse Margherita nella sue Mémories: «Dio ha voluto che ella non partorisse che una bambina, la quale morì subito».
Il re di Francia, fratello di Margherita, decise di rinchiudere la sorella nel castello di Usson, prigione ai tempi di Luigi XI. La regina di Navarra rimase imprigionata nella fortezza di Usson per diciannove anni: dal novembre 1586 al luglio 1605. Per un certo periodo Margherita si aspettò che il duca di Guisa intervenisse a salvarla, ma il duca morì ucciso su ordine Enrico III. La regina Caterina, che sarebbe morta il 5 gennaio 1589, si disinteressò completamente del destino della figlia anche se in passato se ne era preoccupata, cercando anzi di promuovere il matrimonio fra il re di Navarra e sua nipote Cristina di Lorena.

.

La prigionia

La detenzione di Margherita però, non fu dura, poiché il marchese di Canillac e la moglie, i suoi carcerieri, agevolarono le sue condizioni, secondo Margherita grazie alla sua persuasione. Una volta eliminato l’ostacolo della prigionia, Margherita poté formare una nuova corte di umanisti, cantori, scrittori e intellettuali. Il castello venne restaurato per suo ordine: vennero ricoperte le pareti con drappi e sete cangianti. Il 2 agosto 1589, morì assassinato re Enrico III di Francia, suo fratello, ed Enrico di Navarra, suo marito, divenne così re di Francia con il nome di Enrico IV e Margherita, seppur prigioniera, divenne legalmente regina di Francia

Peter Paul Rubens

Peter Paul Rubens

La riconciliazione e il ritorno a Parigi

Nel 1591 ripresero i contatti fra Enrico IV e Margherita, per disporre l’annullamento del loro matrimonio. Per la prima volta Margherita ebbe modo di tenere in mano le sorti della famiglia reale e la sua politica matrimoniale, di cui era stata vittima sin dalla giovinezza. Accettò l’annullamento, a seguito dell’offerta di generose ricompense.

L'hôtel de la Reine Marguerite. Oggi questo palazzo non esiste più, fatta eccezione per una cappella nella corte Bonaparte della scuola di Belle Arti.

L’hôtel de la Reine Marguerite. Oggi questo palazzo non esiste più, fatta
eccezione per una cappella nella corte Bonaparte della scuola di Belle Arti.

Nel 1607, Margherita fece costruire sulla riva sinistra della Senna, di fronte al Louvre, un palazzo di sua proprietà (L’hôtel de la Reine Marguerite) dove diede fastosi ricevimenti con spettacoli teatrali e balletti che duravano sino a notte inoltrata e da grande mecenate qual era, aprì un salotto letterario in cui organizzò una società di scrittori, filosofi, poeti e studiosi (tra i quali Marie de Gournay, François Maynard, Étienne Pasquier e Théophile de Viau). Nello stesso periodo, Margherita continuò le sue opere di carità, distribuendo denaro e viveri ai mendicanti.
L’ultimo suo incarico pubblico fu di presenziare la sessione conclusiva degli Stati Generali, nell’autunno 1614. In quella assemblea si prese un raffreddore che l’avrebbe accompagnata sino alla morte.
Margherita di Valois, ultima discendente legittima dell’antica dinastia reale, si spense a sessantuno anni il 27 marzo 1615, a Parigi.
Inizialmente sepolta nella cappella di Saint-Augustin, venne poi traslata un anno dopo nella cappella dei Valois, voluta da Caterina de’ Medici a Saint-Denis.

Margherita protegge un ugonotto nella sua stanza durante la notte di San Bartolomeo (dipinto di Alexandre-Évariste Fragonard)

Margherita protegge un ugonotto nella sua stanza durante la notte
di San Bartolomeo (dipinto di Alexandre-Évariste Fragonard)

 


La regina Margot: il romanzo

dumas“La Regina Margot” è un romanzo scritto da Alexandre Dumas padre e Auguste Maquet nel 1845; il romanzo ha contribuito a rinforzare la leggenda nera di Caterina de’ Medici e la reputazione scandalosa della “regina Margot”.

Ne “La Regina Margot” fra gli intrighi alla corte di Francia (che coinvolgono il Re Carlo IX, la regina madre Caterina de’ Medici, il fratello Duca d’Angiò e la potente e cattolicissima famiglia Guisa) Enrico, re di Navarra, capo degli ugonotti, sposa Margot, bella e coltissima sorella di Carlo IX.
Il tutto fa parte di una trappola per attirare gli ugonotti a Parigi e sterminarli in quella che passerà alla storia come notte di San Bartolomeo, ma Carlo IX si affezionerà a Enrico e, la fatidica notte, gli salverà la vita.
Veri protagonisti del romanzo sono però due amici, un francese ugonotto che diverrà anche amante della bella Margot e un cattolico piemontese che nella famosa notte cercheranno di ammazzarsi a vicenda e poi, nel corso di una forzata convalescenza comune, diverranno amici per la pelle fino al tragico epilogo.

.

La leggenda nera della “regina Margot”

margot00Verso la fine del XVII secolo si era già creata una leggenda sulla figura della regina Margherita. Mentre da un lato veniva celebrata con la massima 
ammirazione, dall’altro lato Margherita dopo la morte venne screditata da vari libelli e dicerie per ragion di Stato, creando attorno a lei una reputazione scandalosa e sulfurea, alimentata successivamente anche da vari storici misogini.

Sicuramente il caposaldo della leggenda nera di Margherita è il libello Le Divorce Satyrique, attribuito a Théodore Agrippa d’Aubigné.
L’elenco di amanti della regina presentato nel libello venne considerato veritiero da molti storici successivi, in più, venne considerata vera anche la 
motivazione dell’annullamento delle nozze data dal Divorce Satyrique, cioè l’eccessiva lussuria della regina.
All’enorme numero di amanti di Margherita, soprannominata “Margot” (secondo il libello) dal fratello Carlo IX, si aggiunsero anche i nomi dei suoi tre fratelli, suoi amanti in gioventù.
Oltre a ciò vanno aggiunte le affermazioni di Scipione Dupleix, vecchio segretario di Margherita, che dopo la sua morte, divenne uno dei suoi più noti detrattori.
All’epoca Matthieu de Morgues predicatore ed elemosiniere della regina Maria additò Dupleix come “vipera infame”, proprio per aver infangato la memoria della “sua grande regina” ormai defunta, al quale doveva tutto.

Rubens- La regina Margherita di Valois

Rubens – La regina Margherita di Valois

La leggenda nera della “regina Margot” si può riconoscere da vari aneddoti della sua vita che vennero inventati successivamente o basati su dicerie.
Ad esempio, venne inventato che al momento del “sì sacramentale” Carlo IX avrebbe spinto la nuca di Margherita in avanti, per simulare il suo assenso alle nozze, poiché era rimasta muta alla domanda del cardinale.
Il fatto è ritenuto falso sia perché la regina non lo cita nelle proprie Mémoires, sia perché altri testimoni affermarono che la cerimonia si era svolta normalmente.
Altro aneddoto inventato riguarda l’assassinio di Louis de Béranger del Guast, mignon di Enrico III e nemico di Margherita.
Secondo numerose fonti dell’epoca, fra cui Bratôme e Pierre de L’Estoile, Margherita non venne neppure citata fra i possibili mandanti dell’assassino, solo Jacques-Auguste de Thou la accusa formalmente di essere l’istigatrice dell’omicidio.
Secondo Thou, Margherita avrebbe convinto il barone di Vitteux ad uccidere Du Guast con l’eloquenza.
Nel XIX secolo, Jules Michelet riprese questo episodio cambiando il metodo di convinzione: Margherita si sarebbe concessa a Vitteux per compensarlo.
Michelet cambiò anche il luogo del “pagamento”: mentre Thou affermava che l’incontro si fosse svolto nel chiostro del convento degli Agostiniani, secondo Michelet invece, avvenne nella chiesa del convento degli Agostiniani a Parigi, così da rendere l’evento ancor più peccaminoso.

488px-margaretevonvaloisNel 1845, Margherita diventa una delle principesse più popolari di Francia, grazie al romanzo di Alexandre Dumas: La Regina Margot.
Il soprannome “Reine Margot” ideato dallo scrittore per l’occasione suggellò la leggenda di Margherita.
Il soprannome infatti si sostituì a quello di “Regina Margherita” anche negli studi storiografici seri a partire dalla fine del XIX secolo.
Lo stesso Dumas poi non migliorò la reputazione di Margherita, presentata nel romanzo come una donna sì scaltra e intelligente, ma nello stesso tempo portatrice di un’eredità cupissima e schiava dei suoi desideri sessuali.
Il romanzo infatti era basato sia sul Divorce Satyrique che sulle famose Historiettes di Tallemant des Réaux, una serie di ritratti pungenti, particolari scandalosi, cui si intrecciano diverse maldicenze.
La leggenda nera della regina Margherita ha per molto tempo occultato studi e notizie su di lei.
L’immagine di “donna viziosa” è rimasta ancora nelle pubblicazioni del XX secolo, mentre solo pochi storici hanno cercato di rivalutarne storicamente la figura.

testo ed immagini reperiti sulle pagine di wikipedia, l’enciclopedia libera

a cura di Angela Campanella

fregio1

 

Home page sito di Angela Campanella

 

Similar posts