Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)
Menezio, il Titano dall’azione avventata

Menezio, il Titano dall’azione avventata

Joachim Wtewael – La battaglia tra gli dei e i titani – Wikipedia, pubblico dominio

Menezio o Menoetes (Menoitios) è un nome che fa riferimento a tre esseri distinti della mitologia greca:

  • Menezio, figlio di Attore.
  • Menezio, figlio di Giapeto.
  • Menezio, argonauta e padre di Areilico che combatté contro Patroclo perdendo la vita.

 

 

In questa pagina parliamo del figlio di Giapeto e dell’oceanina Climene, fratello di Prometeo, di Epimeteo, di Atlante. Personificava l’ira, l’orgoglio, la baldanza spavalda e superba.
Menezio e Atlante, che scamparono al diluvio che, in un giorno e in una notte, allagò l’intera Atlantide, si unirono allora a Crono e agli altri Titani spalleggiandoli nella loro sciagurata guerra contro gli dèi olimpi. Zeus uccise Menezio con una folgore e lo mandò nel Tartaro, ma risparmiò Atlante che condannò invece a portare il Cielo sulle spalle per l’eternità.

Stralcio testo tratto dalla pagina: unmondoaccanto.blogfree sulla quale vi suggerisco di continuare la lettura…

Napoli (Museo Nazionale): Atlante che regge il globo celeste (xilografia di Richard Brend’amour). – Wikipedia, pubblico dominio

Menezio viene cacciato nell’Erebo! Solo l’Essere Umano che afferra nelle proprie mani la responsabilità della propria esistenza è in grado di camminare con coraggio nell’Erebo, afferrare Menezio, alimentare il proprio cuore e costruire la propria strategia nell’eternità che costringerà Zeus ad aprire le porte dell’Olimpo.
Menezio è la capacità dell’Essere Umano, nel nostro caso, di vivere strategicamente. La capacità dell’Essere della Natura di costruire e sviluppare il DIO che da dentro di sé spinge per divenire nell’eternità dei mutamenti. Menezio è il vivere strategicamente dell’Apprendista Stregone.

Scrive Esiodo nella Teogonia tradotta da Romagnoli:

Poi, Giove onniveggente, nell’Erebo spinse Menezio
il tracotante, su lui scagliando il suo fumido strale,
per l’arroganza sua, pel grande soperchio di forze.

Esiodo, Teogonia 514 – 516

Stralcio testo tratto dalla pagina: federazionepagana.it sulla quale vi suggerisco di continuare la lettura…

.