Michelangelo Buonarroti è conosciuto soprattutto come scultore, ma la sua attività da pittore è altrettanto straordinaria. Sebbene si considerasse prima di tutto uno scultore, ha lasciato un segno indelebile nella pittura rinascimentale, soprattutto con le opere realizzate nella Cappella Sistina affrescata tra il 1508 e il 1512 su incarico di papa Giulio II. Nonostante le difficoltà tecniche e fisiche, Michelangelo realizzò un’opera monumentale, ricca di forza, dinamismo e tensione. Rappresentò episodi della Genesi, come la Creazione di Adamo, in una sintesi perfetta tra arte, religione e anatomia.
Qualche anno dopo, tornò di nuovo nella Sistina per dipingere il Giudizio Universale (1536-1541), sulla parete dietro l’altare. Qui lo stile è più drammatico, cupo, quasi tormentato: i corpi sono contorti, le espressioni tese. È una visione personale e potente del destino umano, ben diversa dal classicismo armonico delle sue opere precedenti.
Michelangelo fu un innovatore anche nella pittura. Usò il corpo umano come strumento espressivo centrale, esaltando muscoli, gesti, movimenti. I suoi affreschi influenzarono profondamente l’arte successiva, aprendo la strada al manierismo e lasciando un’eredità che durerà nei secoli.
In definitiva, anche se fu un pittore “per forza” più che per scelta, Michelangelo cambiò la storia della pittura. Con pochi, giganteschi capolavori, dimostrò che la sua visione artistica non aveva confini.
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vedi anche:
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- Michelangelo architetto
- Michelangelo scultore
- Aneddoto – Michelangelo e Messer Biagio di Cesena
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