Nelle verdure sono presenti le sostanze di cui l’organismo ha bisogno maggiormente: vitamine, sali minerali, proteine vegetali e zuccheri.
Eppure molte verdurine e radici di un tempo, sono state dimenticate. Nessuno le coltiva e nessuno le vende, quasi un voler dire addio a una fetta del proprio passato. Parliamo dei “cabbasìsi (*), per esempio, piccole radici dolciastre del trapanese e del palermitano; dei ragusani “matùfi“, erba molto gustosa; del piccante rafano, ricordato maggiormente come “ramuràzza”; dei “carnabusci” o “curnicèddi di manciàri“.
In ogni caso, il minestrone‚ viene fatto in Sicilia durante tutto l’anno, utilizzando le verdure di stagione..

 

INGREDIENTI
Per 4 persone:

  • 300 grammi di patate
  • 300 grammi di fagioli freschi
  • 400 grammi di verdure di stagione
  • mezzo cavolo
  • 2 carote
  • 1 cipolla
  • 1 sedano
  • 2 pomodori pelati
  • 1 litro di brodo di carne
  • sale e pepe quanto basta

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Pulite le verdure, tagliatele in piccoli pezzi (mettendo da parte la cipolla) e pelate le patate.
Dorate la cipolla in olio, aggiungete i pomodori e soffriggeteli per qualche minuto. Quindi unite le verdure: le patate, i fagioli, il sedano, il cavolo e le carote tagliati a pezzetti e rimescolate a fuoco vivo ancora per qualche istante, salate e pepate.
Versate il brodo sul minestrone e fate cuocere a fiamma bassa per un’ora circa.
Il minestrone si può arricchire con pasta di tipo “ditali” piccoli o riso. D’estate è ottimo freddo.

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(*) Cabbasìsi (non si usa al singolare). Testicoli; ‘un mi rrùmpiri i cabbasìsi’, non rompermi i coglioni.
V. Mortillaro, 1740-1815, riporta il termine cabbasìsa come pianta commestibile, coltivata in Sicilia nei luoghi umidi, originaria dell’Africa, che produce piccoli tuberi-bacche* da cui si ricava un latte usato in medicina (attualmente detta coltivazione non risulta più praticata). Il termine dovrebbe derivare dall’arabo habb (bacca) + azïz > habbazïz (pregiato), come l’it. babbagigi.
* Da qui il senso fig. di “testicoli”, per similitudine di forma.
fonte: http://www.ilsiciliano.org/default.asp?xmenu=4