Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)

Polpette di ricotta

La cucina siciliana apprezza particolarmente i piatti di polpette. La sua tradizione ne è piena: ci sono quelle di sarde, di finocchietto selvatico di patate, di cavolfiore e così via di seguito.
Quelle di ricotta sono molto usate, come antipasto, nelle Madonie, terra ricca di formaggi.
Ma se, in questo campo, “Sicilia docet”, la polpetta è un’aspirazione comune a tutte le civiltà antiche e moderne. Già gli antichi romani gli tributavano molti onori e Apicio mette al primo posto quelle di pavone.
Fare polpette risponde all’esigenza di rendere il cibo più masticabile per vecchi e bambini, più digeribile e di più rapida cottura.

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INGREDIENTI
Per 4 persone:

  • 500 grammi di patate vecchie
  • 3 uova (solo i rossi)
  • 70 grammi di caciocavallo grattugiato
  • 200 grammi di ricotta fresca di pecora (o mista)
  • Sale e pepe quanto basta
  • Pan grattato quanto basta
  • Olio d’oliva extravergine

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Lessate le patate, spelatele e con l’aiuto di una forchetta, riducetele a purea.
Aggiungete le uova sbattute e il caciocavallo grattugiato, quindi salate, pepate e amalgamate il tutto. Se l’impasto non fosse sufficientemente omogeneo e consistente, rinforzate con pan grattato.
Con le mani, fate delle polpette tonde e regolari. Farcitele con la ricotta precedentemente schiacciata con una forchetta, passatele nel pan grattato e lasciatele riposare per qualche minuto prima di friggere.
Fate riscaldare abbondante olio in una padella larga e sistematevi le polpette, che farete dorare ben bene. Prendetele con una schiumarola e ponetele su di un foglio di carta assorbente, per eliminare l’olio superfluo.
Sistematele su un piatto molto largo e servite a tavola.

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