Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)

Procri e Cefalo: una storia d’amore e di morte

Piero di Cosimo – La morte di Procri – National Gallery, Londra

Procri, figlia del Re di Atene e Cefalo, Re di Cefalonia, valenti cacciatori, erano profondamente innamorati, ma tormentati dai rispettivi sentimenti di gelosia.
Si erano scambiati promessa di eterno amore ed eterna fedeltà, ma ad insidiare la promessa, arrivò Eos, la rosea Aurora.

Pierre-Narcisse Guérin – Eos e Cefalo – Musée du Louvre, Parigi

Il giovane respinse le profferte amorose della dea, ma questa insinuò in lui il dubbio sulla fedeltà della bella sposa.
“Al contrario di te, – gli disse – la tua bella Procri non sarebbe capace di resistere alla tentazione in cambio di un ricco dono.”
Stretto nelle maglie della propria gelosia, il giovane decise di mettere alla prova la bella sposina. Si trasformò in un’altra persona e con la promessa del dono di una preziosa corona d’oro, riuscì a sedurla.
Amareggiato e deluso, rivelò alla bella e fedifraga sposa la sua vera identità poi l’abbandonò, accettando le offerte d’amore della Dea.
Pentita, ma anche umiliata, Procri lasciò Cefalonia per raggiungere Creta dove re Minosse si invaghì di lei. 
Pasifae, la moglie di Minosse, stanca dell’adulterio del marito, lo maledisse: egli cominciò a eiaculare serpenti, scorpioni, millepiedi e altre creature poco adorabili.
Procri mostrò a Minosse come impedire alle donne che si sarebbero unite a lui di “morire”. Bastava avere l’accortezza di usare una vescica di una capra per proteggersi il membro, inventando di fatto il primo preservativo che la storia ricordi. Ecco perché Minosse, felice di soddisfare tutta la sua dissolutezza, donò a Procri  una freccia infallibile e il cane Lelapo che non mancava mai la presa.
Minacciata da Pasifae, Procri si dovette cercare un nuovo rifugio; travestita da ragazzo, tornò ad Atene dove assunse una nuova identità e diventò per tutti Pterelao il Cacciatore.
Ma il Destino volle fare nuovamente incontrare i due innamorati che si ritrovarono fianco a fianco durante una battuta di caccia.
Cefalo non la riconobbe, ma quando Procri gli si rivelò, i due finirono per riconciliarsi e tornare insieme.

Philippe de Champaigne – Cefalo e Procri in un paesaggio

Procri, però, continuava ad essere tormentata dalla gelosia ed era convinta che quando Cefalo andava a caccia, ogni mattino prima dell’alba, era per incontrarsi con Eos.
Una notte volle seguirlo e Cefalo sentendo un fruscio tra i cespugli, scagliò l’infallibile freccia che non mancò di cogliere il bersaglio.
Tormentato dal rimorso e dal dolore, il giovane, inconsolabilmente innamorato, si gettò dall’alto di una rupe invocando il nome dell’amata.

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da ricerche sul veb e da: mariapace2010.altervista.org

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