Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)

Quando il Nord era Sud

La maggior parte di noi è convinta che il nostro pianeta dacché è nato si sia mantenuto pressoché intatto così come noi lo conosciamo oggi.
Certo milioni e milioni di anni fa il paesaggio non sarà stato come oggi lo conosciamo, ma, perbacco l’Italia anche se non perfettamente uguale a quella odierna, fu esattamente nella stessa posizione. Milano, se fosse esistita, sarebbe stata al nord e Palermo al sud. Soddisfatti di questa sicurezza non crederemmo a nessuno che ci dicesse il contrario, anche per una sorta di paura.
Se un cataclisma ha potuto scambiare i punti cardinali, nulla ci vieta di credere che così come un simile fatto è successo una volta non possa accadere ancora, magari domani stesso. 

Fautore di una così incredibile teoria è stato uno scienziato americano, Immanuel Velikovski. Egli asseriva che circa 10mila anni fa, il polo nord si trovava localizzato nella attuale terra di Baffin (nei pressi del Canada del nord) e il globo terrestre ruotava su un asse non inclinato così da determinare clima uguale in tutte le stagioni.
Una cometa, o un pianeta errante (Venere?) venne a sfiorarci talmente vicino che il nostro pianeta ne fu sbilanciato e incendiato. Le città ne furono sconvolte, le foreste incendiate, le montagne crollavano mentre tutto era in agitazione. Dal cielo cadevano meteoriti incandescenti che andavano a sconvolgere ancora di più la già terribile situazione. 
Le banchine dal polo nord andarono alla deriva provocando un terribile maremoto nel loro sciogliersi. 
In tutto questo terribile crescendo di avvenimenti riuscirono a salvarsi sparuti gruppi di umanità insieme a pochi esemplari di fauna e di flora. Il tutto durò forse solo qualche giorno, ma si sa, la natura quando vuole sa distruggere tutto in pochi attimi.
Durante questi sconvolgimenti la Terra si capovolse completamente, tanto che il polo sud divenne polo nord e viceversa, l’est e l’ovest cambiarono anch’essi di posto.

Credere a tutto ciò non è facile, però alcuni elementi ci inducono a pensare che, forse, qualcosa deve essere successo.

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Il papiro “HARRIS”

Il papiro “IPUWER’”

Nel papiro egizio chiamato “HARRIS” si fa riferimento al fatto che dopo un cataclisma cosmico il “sud divenne nord e la Terra si capovolse”.
Il papiro “IPUWER‘” dice più o meno la stessa cosa: “il mondo prese a girare a rovescio; come se fosse su una ruota di vasaio e la terra si è capovolta.
Il papiro “ERMITAGE“, conservato al museo di Leningrado dice anch’esso che il “mondo si è capovolto”.
Platone nei dialoghi (Il politico) parla dell’inversione del corso del Sole, dell’annientamento dagli uomini, ed Erodoto, il padre della storia, afferma che i sacerdoti egizi, dicevano che numerose volte il Sole era sorto dove ora tramontava e viceversa.

I polinesiani, i cinesi, gli indù e gli esquimesi sono stati essi pure testimoni di questi fenomeni.

Tra tutte queste testimonianze si inserisce una scoperta archeologica di grande importanza e che a suo tempo mise in imbarazzo gli studiosi. Si tratta di due carte del cielo dipinte sul soffitto della tomba di Senmut architetto della regina Atshepsut. Una delle mappe è normale, con i punti cardinali collocati nei punti giusti, ma sull’altra, in funzione della posizione delle stelle l’est è a sinistra e l’ovest a destra. Tutto ciò ha un indiscusso valore allorché si trova rappresentato nella tomba di un personaggio che per professione studiava il cielo e che quindi lo doveva conoscere molto bene.

Soffitto della tomba di Senmut

Soffitto della tomba di Senmut

Per inciso, ricorderemo che la regina Atshepsut è della XVIII dinastia, (1500 a.C.). L’architetto Senmut visse nell’epoca durante la quale (secondo Velikovski) sarebbe avvenuto il cataclisma terrestre. La carta della tomba potrebbe dunque rappresentare un avvenimento a lui contemporaneo.

Dulcis in fundo, esistono in molte zone vulcaniche, lave polarizzate in senso inverso al campo magnetico locale. La cosa è spiegabile solo ammettendo che la cristallizzazione di queste lave sia avvenuta in un’epoca durante la quale i poli erano diversi da oggi.

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