Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)

Ritrovato il “Vaticinia di Nostradamus”

Tra i testi meno conosciuti, ma ancor più interessanti, che la storia moderna abbia riscoperto troviamo una serie di acquerelli, contenuti in un manoscritto illustrato del XVII secolo, e verosimilmente attribuiti allo stesso Nostradamus e meglio noti con il nome di Vaticinia Michaeli Nostradami de Futuri Christi Vicarii ad Cesarem Filium (più brevemente Vaticinia di Nostradamus).

La scoperta del manoscritto

Il manoscritto dei Vaticinia è composto da una raccolta di 80 immagini acquarellate, rilegate sotto forma di codice, scoperte nel 1982 dalla giornalista Enza Massa nella Biblioteca Nazionale Centrale di Roma (all’interno del Fondo Vittorio Emanuele 307). E’ giusto precisare come, nel tempo, vi siano state altre attribuzioni spurie riguardanti la stessa scoperta ma l’unica scopritrice fu la stessa giornalista (come dimostrato anche in questo articolo, dal titolo Il Mistero dei Vaticinia Nostradami, da noi riproposto su ENIGMA e pubblicato per la prima volta sulla rivista ARCHEOMISTERI (n° 30, Novembre – Dicembre 2006, Editoriale Olimpia, Pubblicazione Cessata nel 2008).

Le prime pagine del manoscritto
autografe dello stesso Nostradamus

Una antica scheda bibliografica, redatta dai padri certosini e allegata al manoscritto, recita che il codice venne portato a Roma dal figlio César de Notre-Dame, per essere donato al cardinale Maffeo Barberini, divenuto successivamente papa Urbano VIII (pontefice dal 1623 al 1644). Un evento curioso, ma verosimile, vista l’alta considerazione che Nostradamus possedeva all’interno delle gerarchie ecclesiastiche. E’ interessante anche notare come esista un manoscritto molto simile a quello citato, di cui riparleremo, ed i cui acquerelli sembrano essere stati in parte la fonte grafica dello stesso Nostradamus per alcuni acquerelli. Stiamo parlando del manoscritto Marston MS 225, oggi conservato nella biblioteca dell’Università Yale, a New Haven (Connecticut). Il manoscritto proviene dalla Baviera e Boemia, è girò verosimilmente all’interno delle corti degli imperatori e Federico II di Svevia e di Massimiliano I, noti cultori delle tematiche esoteriche[1].

Le immagini costituiscono una forma non usuale di vaticinio scritto effettuata attraverso  l’uso dell’arte pittorica. Le stesse  immagini possiedono diversi punti in comune con alcuni manoscritti dei secoli XI e XII (come il Vaticinia de Summis Pontificibus), risultando fortemente ispirate dalle profezie del monaco cistercense Gioacchino da Fiore che, in base ad una sua interpretazione  dell’Apocalisse di San Giovanni, previde l’inizio dell’epoca apocalittica nel 1260.

Le figure osservabili mostrano una serie di rappresentazioni profetiche, di avvenimenti e personaggi. Le ipotesi effettuate vorrebbero che gli acquerelli rappresentino un periodo di tempo che va dai primi decenni del XVII secolo fino ai primi decenni del XXI secolo, ma non è stato possibile confermare fuori da ogni dubbio questo lasso temporale. A tale riguardo è stata mossa anche la stessa critica fatta alle cosiddette “profezie di Nostradamus“, cioè di essere talmente vaghe da poter venire collegate a posteriori, a un qualsiasi evento accaduto nel tempo intercorso dalla loro ‘ufficializzazione’.

Vaticinia Nostradamus mostrerebbero la successione di alcuni papi romani e celerebbero al loro interno specifici oggetti simbolici (come lettere, animali, trombe, croci, candele, etc.) nel precipuo intento di delineare un quadro circostanziato tale da identificare coloro a cui la profezia sarebbe stata rivolta.  Nel caso di Papa Pio X, al secolo Giuseppe Sarto, il pontefice sarebbe indicato dalla raffigurazione di un papa assiso su un trono con un telo sostenuto da angeli sullo sfondo. Papa Pio VII Barnaba Chiaramonti, fatto prigioniero dei francesi in epoca napoleonica, sarebbe invece raffigurato come un pontefice in saio, con in mano una rosa mentre nell’altra mano reca una falce che lo minaccia il tutto con intorno una lettera B disegnata per terra e dei rilievi montuosi che alluderebbero al suo nome.

Negli acquerelli sono anche presenti figure interpretate come allusioni simboliche a fatti storici importanti occorsi durante i diversi pontificati come la prima che indica l’istituzione della regola di San Francesco di Sales. Tra gli studiosi vi sono stati coloro che hanno ravvisato allusioni alla rivoluzione francese, ai conflitti tra Francia e Spagna per il controllo del Vaticano, all’intervallo tra la prima e la seconda guerra mondiale (dove apparirebbe lo stemma di papa Pio XI, Achille Ratti).

La tomba di Nostradamus al Collégiale Saint-Laurent, Salon.

Nella decima tavola dei Vaticinia Nostradamus, un pontefice, che porta un pastorale con l’effige della Santa Vergine Maria, ha alle spalle una picca ed è in procinto di essere aggredito da un soldato con una scimitarra in mano. Taluni vogliono credere che si tratti di un’allusione all’attentato del 13 maggio 1981 del turco Mehmet Ali Agca contro papa Giovanni Paolo II, il quale porta in effetti nel suo scudo la “M” di Maria, col motto latino “Totus Tuus”. Nel caso della torre avvolta da fiamme presente in uno degli acquerelli si è ravvisato un collegamento con l’attacco alle Torri Gemelle di New York del 2001.

Copia delle Centurie, traduzione inglese di Garencières del 1672, conservata al P.I. Nixon Medical History Library dell’University of Texas Health Science Center a San Antonio.

L’ultima immagine rappresenta la fuga da una città fortificata, di un alto prelato di pelle oscura o nera, assieme al suo seguito, evento che coinciderebbe con un massacro di sacerdoti appartenenti a diverse etnie. Tale immagine è stata ipoteticamente collegata al già rivelato terzo mistero di Fatima ed è incredibilmente simile ad una visione che sembra abbia avuto San Pio X e riportata Stephen Skinner nel suo libro Millenium Prophecies.

Nel 1909, durante un’udienza, Pio X cadde improvvisamente in uno stato molto simile alla trance. Ridestandosi da questo stato disse profondamente turbato: “Ciò che ho veduto è terribile! Sarò io o un mio successore? Ho visto il Papa fuggire dal Vaticano camminando tra i cadaveri dei suoi preti. Si rifugerà da qualche parte, in incognito, e dopo una breve pausa morrà di morte violenta“.

Nel corso delle analisi sulle immagini è stata anche trovata una interessante allusione ad una procedura di indagine kabbalistica. Nell’acquerello in oggetto un saggio dalla lunghissima barba, con uno scudo rionale di Roma, copre un libro con un foglio traforato, come ad operare un’estrazione saltatoria propria della Kabbalah.

Alcune immagini sembrano invece avere forti legami  con le quartine di Nostradamus, come nel caso dei due unicorni oppure dell’Anguilla con testa umana sormontata da una spada e che esce da un lago che sarebbe collegabile a “l’horrible poisson” della quartina III.21 delle sue Centurie relativa ad un episodio accaduto nell’Adriatico, e che ispirò l’ultima scena del film La Dolce Vita di Federico Fellini.

Enza Massa e Cesare Ramotti sono stati i primi studiosi al mondo a riscoprire il libro perduto di Nostradamus. Molto ancora deve essere indagato e ancor di più scoperto. Per quanto questo articolo costituisca solo un breve excursus della storia di alcune immagini degli acquerelli di Nostradamus,

 

Bibliografia breve

  • R. Baschera, E. Cheynet, Il Grande Libro Delle Profezie, (MEB) 1995
  • Boscolo Renuccio, Nostradamus, l’Enigma Risolto (Mondadori), 1988
  • Vincent Bridges, Nostradamus 2012 Lost Book
  • Ionescu Vlaicu, Nostradamus Aveva Ragione, (Corbaccio)
  • Herbert Grundmann, Gioacchino da Fiore. Vita e Opere (Viella) 1997
  • Lemesurier, Peter, The Nostradamus Encyclopedia
  • Leoni Edgar, Nostradamus and his Prophecies, (1961, r.2000)
  • de la Mare A.C., Lyell Catalogue, p. 88.
  • Patrian Carlo, Le Profezie, (Mediterranee), 1978
  • Ramotti O. Cesare, Le Chiavi di Nostradamus, (Mediterranee) 1987
  • Ramotti O. Cesare, Nostradamus: The Code That Unlocks the Secrets of the Master Prophet,
  • Ruzo Daniel, El Testamento Autentico de Nostradamus

 

pagina tratta da: antikitera.net e da enricobaccarini.com 

 

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