Il Nuovo Testamento non ci offre alcuna informazione sui genitori della Vergine Maria. Le uniche notizie su Gioacchino e Anna provengono da una fonte extra-biblica: il Protovangelo di Giacomo, un vangelo apocrifo scritto in greco nella prima metà del II secolo. L’autore, come d’uso in quell’epoca, si nasconde sotto il nome di un personaggio noto, in questo caso Giacomo il Minore, cugino o “fratello” di Gesù secondo l’uso semitico del termine e figura autorevole della Chiesa primitiva di Gerusalemme, come ricordano gli Atti degli Apostoli e le lettere di San Paolo.
Essendo un testo apocrifo, il Protovangelo non è considerato ispirato dallo Spirito Santo e non ha valore normativo nella fede cattolica, né viene proclamato nella liturgia. Tuttavia, alcune sue informazioni sono state accolte dalla tradizione cristiana, in quanto ritenute plausibili sul piano storico e spirituale, provenienti da tradizioni antiche e ben radicate.

Giotto – Cappella degli Scrovegni – Incontro alla Porta Aurea tra Gioacchino ed Anna – Wikipedia, pubblico dominio
I primi sette dei venticinque capitoli del Protovangelo sono dedicati a Gioacchino e Anna, e hanno avuto un ruolo fondamentale nella diffusione del loro culto, sia in Oriente che in Occidente.
Secondo il testo:
-
-
- Gioacchino e Anna erano una coppia giusta ma afflitta da sterilità, fonte per loro di grande sofferenza e umiliazione.
- Chiesero con preghiere incessanti a Dio il dono di un figlio o di una figlia da consacrare totalmente a Lui.
- Un giorno, la loro supplica fu esaudita: un angelo apparve ad entrambi annunciando che avrebbero avuto una figlia.
- Nacque così Maria, nome che riecheggia quello della sorella di Mosè, figura significativa nella tradizione ebraica.
- La bambina crebbe in un clima di purezza e raccoglimento, quasi come in un santuario domestico.
- Al compimento del terzo anno, Maria fu presentata al Tempio di Gerusalemme, in adempimento al voto dei genitori.
-
L’autore del Protovangelo si ispira fortemente ai Vangeli dell’infanzia (soprattutto Matteo e Luca), ma anche ai racconti veterotestamentari di donne sterili a cui Dio ha concesso una maternità straordinaria come a Sara, a Rachele, la madre di Sansone e a Anna, madre del profeta Samuele.

Giotto – Annuncio a sant’Anna, Padova, Cappella degli Scrovegni – Wikipedia, pubblico dominio
La riforma liturgica del Concilio Vaticano II ha conservato due feste nate dalla narrazione del Protovangelo:
-
-
- 26 luglio: memoria liturgica di Sant’Anna e San Gioacchino, celebrati insieme.
- 21 novembre: presentazione della Beata Vergine Maria al Tempio, non intesa come permanenza storica nel santuario, ma come simbolo della sua totale consacrazione a Dio fin dalla fanciullezza, esempio per ogni anima chiamata alla vita spirituale.
-
![]() Josef Winterhalder – Sant’Anna insegna a Maria – Wikipedia, pubblico dominio |
Il culto di Sant’Anna ha avuto una larga diffusione, soprattutto in Italia, e ha ispirato una ricchissima produzione iconografica.

Tiepolo, educazione della Vergine Maria, Venezia, Santa Maria della Fava – Wikipedia, pubblico dominio
-
-
- Viene spesso raffigurata con un mantello verde, colore delle gemme primaverili: segno di speranza, poiché con la nascita di Maria ha fatto fiorire il germe della redenzione del mondo.
- Non è quasi mai rappresentata da sola. Una delle immagini più comuni la ritrae accanto a Maria bambina, intenta a insegnarle a leggere un libro o un rotolo. Considerando che le donne dell’epoca erano spesso analfabete, questa scena assume un valore fortemente simbolico: Sant’Anna non solo insegna a sua figlia, ma la educa alla fede nel Dio unico di Israele, secondo il comando del Deuteronomio:
- “Questi precetti che oggi ti dò, ti siano fissi nel cuore; li ripeterai ai tuoi figli, ne parlerai quando sarai seduto in casa tua…” (Dt 6,6-7).
- In altri casi, è rappresentata insieme a Gioacchino nel momento in cui accompagnano Maria al Tempio, mentre la fanciulla sale i gradini per essere accolta dal Sommo Sacerdote.
-

Bartolomeo Vivarini – Trittico di Santa Maria Formosa, Venezia – Wikipedia, pubblico dominio
In tutto questo, Anna, il cui nome significa “grazia”, – ricorda l’Anna dell’Antico Testamento, madre di Samuele, che offrì suo figlio al Signore per riconoscenza. Allo stesso modo, la Sant’Anna del Vangelo apocrifo restituisce a Dio il dono ricevuto, in segno di gratitudine e fede per la maternità finalmente concessa dopo anni di attesa.
vedi anche:
.






