Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)

Santiago di Compostela

L’Europa è stata fatta andando in pellegrinaggio a Compostela (J.V.Goethe, 1749-1832)

Il pellegrinaggio a Santiago de Compostela si fonda sulla visita alla tomba dell’apostolo Giacomo scoperta agli inizi del IX secolo in Galizia, nei pressi del fines terrae del mondo allora conosciuto.

Santiago_altare_santoSin dai tempi antichi gli uomini seguirono la rotta del sole verso occidente. 
Di notte, un torrente di stelle indica nel cielo la stessa direzione, la Via Lattea, conosciuta anche come Rotta Giacobea o Via dei Pellegrini, essendo l’indicazione che seguì la gente in pellegrinaggio verso Santiago di Compostela. 
Sin dal IX secolo i pellegrini percorrono a piedi le rotte d’Europa: nel XII secolo furono più o meno cinquecentomila; nel 1999 giunsero a Santiago di Compostela, Galizia, cinque milioni e mezzo di persone. Nel corso della storia l’intenzione del viaggio è stata quella di visitare la tomba di Giacomo il Maggiore, uno dei dodici apostoli, che la tradizione vuole sepolto nella cattedrale del capoluogo della nostra regione. 
Oggi i motivi del pellegrinaggio sono svariati, da quelli spirituali agli artistici, ma la Rotta continua ad essere un potente crogiolo culturale delle terre d’Europa.

Già prima dell’anno Mille sono documentati pellegrini tedeschi e francesi, poi la devozione si estende vertiginosamente a tutti i popoli d’Europa ed accende un pellegrinaggio che ancora non si è spento.

Prende vita in tal modo un fenomeno che avrà conseguenze determinanti nella formazione della civiltà occidentale, che lascerà profondi segni nella città, tali da far dire a più di una voce che l’Europa si è formata attraverso il pellegrinaggio compostellano.

Già dopo il Mille si crea una complessa rete viaria che unisce tutti i popoli dell’occidente cristiano a Santiago. 
Nascono i “cammini di Santiago, “vie consacrate dalla presenza di importanti reliquie, assistite e difese dagli ordini ospitalieri e protette dai re. 
Tutta la cristianità palpita intorno ai grandi itinerari di pellegrinaggio. Il pellegrino diviene, oltre che un viandante del sacro alla ricerca di Dio, un operatore culturale di prima qualità che, anche se analfabeta, tesserà tra città, tra paese, un fittissimo ordito di informazioni e un fecondissimo scambio di conoscenze e di esperienze. 
Le difficoltà del cammino e i molteplici rischi faranno nascere, inoltre, un forte senso di solidarietà, tra i pellegrini, e di appartenenza ad una civiltà comune. Ospedali e confraternite segneranno in tutte le città d’Europa il ricordo di un’esperienza vissuta da milioni di persone.

Cammino_di_Santiago_di_CompostelaGli Anni Santi Compostellani, che vengono proclamati quando la festa di san Giacomo cade di domenica, come nel 1993, insieme alla persistenza di un cammino fisico ben identificabile, allo stesso tempo simbolo ed invito al pellegrinaggio, così come una tradizione fortemente radicata, hanno permesso la continuità della devozione compostellana per oltre mille anni.

Alla fine del secondo millennio il pellegrinaggio compostellano ha ripreso pieno vigore spingendo verso Santiago un gran numero di persone molte delle quali, a piedi, lungo le vecchie strade medievali, dove si sta di nuovo tessendo nel nome della solidarietà, della fede, degli scambi, una civiltà ed una cultura assai utile per l’Europa dei nostri giorni.

Cathedral_square_Santiago_de_CompostelaLa tradizione di una notevole partecipazione italiana al pellegrinaggio compostellano è attestata fin dal Liber Sanctis Iacobi (XII sec.) ed ha lasciato profonde tracce nelle lettere, nell’arte, nelle confraternite, e nel folclore. 
In particolare ha fatto sorgere una delle letterature di pellegrinaggio e di viaggio tra le piu interessanti d’Europa. 
Le tre edizioni a stampa del Viaggio in Ponente a san Giacomo di Galizia e Finisterrae, di Domenico Laffi, dimostrano come in Italia ancora alla fine del Seicento fosse diffuso l’interesse per il pellegrinaggio a Santiago.

L’insieme di questa ampia documentazione, unita alle altre fonti storiche, ci permette di individuare e ricostruire quello che veniva indicato come il Cammino dritto di San Jacopo, una strada che per l’uso che ne veniva fatto, per le strutture assistenziali ed ospedaliere che la corredavano è simile agli altri itinerari a Compostella. 
In effetti in Italia si è avuta ben chiara l’idea di un Cammino italiano a Compostella, di una strada, cioè, maggiormente assistita da strutture ospitaliere, utilizzata dai pellegrini, ribadita da una tradizione costante, in grado di integrarsi nel gran sistema viario degli itinerari compostellani che attraversa l’intera Europa.

E’ possibile, poi, riconoscere la traccia del pellegrinaggio nelle numerose confraternite dedicate a San Jacopo o a san Giacomo, sorte in molte città, una delle quali, la Confraternita di san Jacopo di Compostella, ancora attiva a Perugia, raccoglie gli attuali pellegrini e promuove il pellegrinaggio a Santiago.

A livello popolare e nel folclore, ballate, proverbi e leggende ricordano il pellegrinaggio, singolarmente fusosi, soprattutto nel Meridione, con i culti della morte e del viaggio dell’anima nell’oltretomba a cui si accendeva dopo aver attraversato un periglioso Ponte di san Giacomo, a volte anche rappresentato in affreschi medievali.

Per quanto riguarda l’Italia possiamo, quindi, considerare il pellegrinaggio compostellano come una forte tradizione profondamente radicata nella memoria collettiva, nelle arti, nel folclore, nelle confraternite, una tradizione negli ultimi due secoli forse sopita ma non dimenticata, che oggi sta di nuovo risvegliandosi.


Confraternita di San Jacopo di Compostella

La Confraternita di San Jacopo di Compostella è stata fondata il 29 settembre 1981 ed ha ricevuto riconoscimento canonico il 20 aprile 1989 a norma del comma 312 (De Christifidelium consociationibus publicis) con Decreto di erezione a Confraternita di Mons. Ennio Antonelli, Arcivescovo di Perugia e di Città della Pieve.

La Confraternita ha sede in Via Francolina, 7 presso l’Oratorio di Sant’Anna, a Perugia-tel.075/5736381; fax 075/5854607.

Le finalità della Confraternita sono quelle di promuovere:

  • il culto dell’Apostolo Giacomo;
  • la pratica del pellegrinaggio, in particolare quello a Santiago de Compostela;
  • l’assistenza ai pellegrini di passaggio per Perugia o in partenza per qualsiasi pellegrinaggio.

La Confraternita è guidata da un Rettore e dai Priori. Fanno parte della Confraternita i confratelli che si distinguono in confratelli ordinari e confratelli pellegrini. I confratelli ordinari sono coloro che svolgono le attività ordinarie della Confraternita ( culto, assistenza, pellegrinaggi, carità, servizio cristiano ) e che non hanno ancora compiuto il pellegrinaggio a Santiago de Compostela. I confratelli pellegrini sono coloro che, oltre a svolgere le attività ordinarie hanno compiuto il pellegrinaggio a Santiago de Compostela.

La Confraternita ha un cappellano che ne dirige la vita spirituale, un medico che cura l’assistenza sanitaria e di regola offre ai pellegrini di passaggio per Perugia, dovunque siano diretti, alloggio.

La Confraternita dispone di un oratorio che viene officiato nelle festività liturgiche del culto jacopeo. Possiede, inoltre, ed amministra l’ospedale di San Giacomo, dove vengono accolti ed ospitati i pellegrini di passaggio per Perugia e viene utilizzato come foresteria per i membri della Confraternita e per gli ospiti stranieri. 
La Confraternita ha anche recuperato, restaurato e reso funzionale l’Hospital de San Nicolás di Puente Fitero sito in provincia di Burgos (Itero del Castillo, al lato del ponte sul fiume Pisuerga) allo scopo di accogliervi ed ospitarvi i pellegrini che percorrono il Camino de Santiago. L’Hospital resta aperto, di regola, dal 24 giugno all’8 settembre di ogni anno, ad opera degli stessi confratelli.

La Confraternita è stata autorizzata dalla Cattedrale di Santiago de Compostela a rilasciare la Credenziale del pellegrino a coloro che intendono compiere il pellegrinaggio per motivazioni religiose. 


Alcune tappe da non perdere

Dalla graziosa cittadina francese St. Jean Pied de Port si attraversano i Pirenei, dal passo di Ibaneta (circa 1.060 metri d’altezza) sino ad arrivare alla famosa Abbazia di Roncisvalle, luogo storico e mitico dove l’esercito guidato dall’imperatore Carlo Magno fu attaccato dalle popolazioni basche. La sconfitta franca divenne famosa dall’opera epica, la Chanson de Roland. 

Da Roncisvalle verso Pamplona, dove si è appena svolta la festa tradizionale di San Fermin, nel cuore della regione di Navarra. 

Tappa imperdibile, Burgos. Una splendida città d’arte che diede i natali alla leggendaria figura di Rodrigo Diaz de Vivar, El Cid (dall’arabo Sidi, signore e guerriero) Campeador: l’anima della reconquista spagnola, eroe nazionale. 

Leon_cathedral_facadeA Leon, è d’obbligo una visita alla cattedrale, situata al centro della città. L’atmosfera che si respira a Leon è molto giovane e fresca, e la sera non si rischia mai di annoiarsi. 
Dopo una visita a Ponferrada nel Bierzo, dove si erge il castello dei Templari, si approda finalmente in Galizia, a Santiago di Compostela dove il pellegrino viene accolto dalla cattedrale di Santiago. 
Dai racconti dei pellegrini, le difficoltà e gli sforzi, anche fisici, incontrati durante il cammino accentuano l’atmosfera suggestiva provocata dalla vista della cattedrale, fulcro della spiritualità cristiana. All’interno della cattedrale, durante le cerimonie solenni, viene fatto ondeggiare un gigante inciensiere (botafumeiro, butta fumo) capace di inebriare il più laico dei viaggiatori! 


Attestato del pellegrino

Compostela_attestato_jpg

Come tradizione, a pellegrinaggio compiuto viene rilasciata dalla Cattedrale di Santiago la certificazione del pellegrinaggio, la cosiddetta compostela. 
Per ottenerla occorre consegnare la credencial una carta che si può richiede o all’inizio del cammino in Francia, o a Roncisvalle, presso l’ospizio dei Pellegrinio, oppure in Italia (rilasciata dalla Confraternita di San Jacopo di Compostela di Perugia)

.

.
vedi anche:

Similar posts