Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)

Sfinci di riso

Ancora una preparazione gastronomica che vede convergere su di se due diverse tradizioni. (Le etimologie proposte per il nome lo confermano). Se da una parte infatti si risale ad un uso metaforico della frittella morbida e spugnosa (in latino spugna era spongia); dall’altro l’arabo “isfang” denotava frittelle condite con il miele. Sfincia, sfincitedda, e sfinciuni designavano a loro volta prodotti diversi,appartenenti ora alla categoria del salato, ora a quella del dolce (come quella che qui si presenta). Tale doppia articolazione può ancora deporre a favore delle diverse tradizioni culturali e storiche che stanno dietro alla sfincia.

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INGREDIENTI
Per 8 persone:

  • 500 gr di riso
  • 20 grammi di lievito di birra
  • la buccia di un limone grattugiato
  • 50 grammi di zucchero impalpabile
  • 10 grammi di cannella
  • 10 grammi di farina
  • acqua q.b.
  • olio d’oliva

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Lessate il riso e fatelo cuocere finchè sarà molto cotto. Quindi scolatelo, fatelo raffreddare e subito dopo passatelo a setaccio. Così facendo otterrete una pasta alla quale aggiungerete il lievito, un po’ d’acqua tiepida e la buccia di limone grattugiata.
Impastate il composto con le mani aggiungendo un po’ di farina per addensarlo. Versate il tutto sopra una lastra di marmo, unta con l’olio, stendete con una spatola fino allo spessore di un centimetro e fate tanti piccoli rettangoli.
Quando questi saranno lievitati, friggeteli in olio molto bollente fino a raggiungere il colore dorato.
Adagiateli su carta assorbente per eliminare l’olio superfluo.
Metteteli su un piatto di portata e dopo averli spolverizzati con lo zucchero e la cannella, serviteli.

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