Sono i dolci caratteristici che si mangiano a Palermo per la festa di San Giuseppe, una delle celebrazioni più antiche e tradizionali della città.
Farina, buccia di limone, ricotta, zuccata, cioccolato amaro, arancia candita, sono gli ingredienti per preparare “I sfinci di San Giuseppe”.
Il nome che indica generalmente una frittella, deriva dal latino “spongia” cioè spugna, e questi a sua volta dal greco “sfoggia”. Dunque frittelle morbide, gustose e asimmetriche, che sembrano delle vere e proprie spugne. Molti però fanno derivare il vocabolo dall’arabo “sfang” col quale viene indicata una frittella di pasta addolcita con il miele..

INGREDIENTI
Per 6 persone:

  • 5 dl di acqua
  • 100 g di burro
  • 350 g di farina
  • 5 uova
  • 4 tuorli
  • 4 cucchiai di zucchero semolato
  • sale
  • 1 cucchiaio e 1/2 di lievito in polvere
  • zucchero a velo
  • 400 g di crema di ricotta
  • 50 g di cioccolato a scaglie
  • 50 g di zuccata a dadini

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Portate ad ebollizione l’acqua con il burro, lo zucchero semolato ed una presa di sale; togliete, quindi, dalla fiamma, versate in un solo colpo la farina e rimestate energicamente.
Rimettete, quindi, sul fuoco e cuocete il composto fino a quando si staccherà dalle pareti del tegame; poi, lasciate intiepidire e incorporate, uno per volta, le uova ed il lievito, mescolando continuamente.
Appena il preparato sarà morbido e omogeneo, copritelo con un canovaccio e fatelo lievitare per circa mezz’ora.
Trascorso il tempo indicato, prelevatelo a cucchiaiate e friggetelo in abbondante olio caldo.
Quando le frittelle saranno gonfie e dorate, sgocciolatele e ponetele su carta da cucina a perdere l’unto in eccesso. Amalgamate il cioccolato e la zuccata alla crema di ricotta e distribuite il composto sulle sfìnci; spolverizzate con zucchero a velo e servite.

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Un amico mi scrive:

Noi in America conosciamo molto bene questa tradizione Sicula di San Giuseppe, caro Gaetano

La Tavola di S Giuseppe

In occasione della festa di S Giuseppe, per devozione al Santo, i siciliani invitano gli amici ed i parenti e bandiscono il tavolo come un altare, con statue del santo decorandolo con specialità come hai già menzionato, Sfinci (da noi in Campania Zeppole) pane intrecciato, noci, e tanto altro. La famiglia che ospita lo fa per ringraziare il Santo per aver risposto alle loro preghiere.
Proprio come vuole la leggenda che ci tramanda come, secoli fa, ci sia stata una siccità tremenda. La gente pregò e supplicò S. Giuseppe ed arrivarono, miracolosamente, le piogge.
Gli invitati alla Tavola di San Giuseppe fanno delle donazione che vanno distribuite ad una organizzazione che la famiglia stessa ha precedentemente selezionata.

Giò