Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)

Sulle origini della vita…

Desidero sottoporvi un articolo di Daniela Bortoluzzi scritto per Edicolaweb che vi prego di leggere con attenzione perché vi si possono trovare spunti interessanti.

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SCIENZA, RELIGIONE E METAFISICA

Nessuno saprà mai la verità sulle origini della vita. E benché la metafisica possieda i fondamenti di questa verità, nessuno può capire con la propria mente limitata e “finita”, ciò che è illimitato e “infinito”, trascendendo ciò che è intrascendibile.

In effetti, siamo delle anime che indossano un abito stretto che le fa stare scomode… e non vediamo l’ora di liberarcene per ritornare alla fonte dove saremo di nuovo la Verità stessa; tuttavia, poiché la nostra mente inquieta ci continua ad angustiare interrogandosi su queste faccende, e visto che Dio ci ha fornito di organi di senso e di azione, il minimo che si possa fare è liberare la fantasia e rizzare tutte le nostre antennine vibrazionali…
Supponiamo di essere dei viaggiatori del tempo che hanno assistito al mistero della vita fin dal suo inizio e all’evoluzione sulla Terra nel corso degli eoni. Siamo dei saggi evoluti e da questo punto di vista onnisciente, abbiamo osservato come tutto, fino ad ora, sia andato paurosamente sempre più in basso, cosmicamente e biologicamente distante dal suo incipit.
Verso la fine del XX secolo, scopriamo addirittura che la conoscenza umana prevede convinzioni, teorie e dogmi e che le idee sull’origine umana sono solo una stima approssimativa di quello a cui abbiamo assistito. E come potrebbe essere altrimenti, data la dimensione microscopica dell’intelletto umano rispetto alla profondità di questo mistero?
Sfidare la rigidità dei dogmi dell’era moderna può essere pericoloso, specie in molti ambienti, e ipotizzare l’origine dell’uomo in epoca molta più antica di quella ortodossa, può metterci in ridicolo, specialmente se avanza l’idea che l’uomo abbia vissuto al tempo dei dinosauri. Se qualche coraggioso osa esporre tali “eresie”, queste sono considerate delle assurdità e lui è fatto passare da stupido.
Eppure… ci sono molti rinvenimenti controversi che non hanno ancora messo d’accordo gli archeologi e rischiano di far loro saltare i nervi.

Pietra Ica raffigurante dinosauri – Foto di Brattarb, CC BY-SA 3.0

Prendiamo, ad esempio, le pietre di Ica, in Perù e le figurine di Acambaro, in Messico, due casi di manufatti comprovanti la presenza umana ai tempi dei dinosauri.
Per quanto riguarda le figurine scoperte ad Acambaro nel 1940, alcune raffigurano creature del tutto simili a dinosauri e altre uomini con tratti europei e negroidi. Se verrà dimostrato che sono autentiche e databili antecedentemente alla scomparsa dei dinosauri, queste figurine potranno polverizzare le grandi presunzioni della moderna teoria evoluzionistica e gran parte delle certezze del mondo accademico e scientifico.
Le pietre di Ica sono invece migliaia di pietre ricoperte di incisioni e furono trovate nei pressi delle misteriose linee di Nazca. Molte raffigurano Pterodattili, Tirannosauri ed esseri umani con Stegosauri. Chi ha scolpito queste misteriose pietre? La risposta rimane un mistero, anche se relativo, almeno per noi.
I tentativi di datare le figurine di Acambaro e le pietre di Ica non hanno cavato un ragno dal buco. Purtroppo, tutte le pietre e le figurine sono state rimosse dai loro siti originali, rendendo praticamente impossibile una datazione affidabile e il compianto dottor Javier Cabrera, il medico che ha fatto la sensazionale scoperta delle pietre di Ica, non ha mai voluto rivelare l’ubicazione del rinvenimento.

Davanti a questi “oggetti impossibili“, la scienza ufficiale si è espressa finora come ha sempre fatto nel passato davanti a casi analogamente inspiegabili, definendoli delle “assurde burle” e scartando a priori la possibilità di allargare la sua mente, ben poco aperta a considerare eventualità imbarazzanti.
In un certo senso, questo fa venire in mente Charles Darwin, quando avanzò delle teorie sulle origini umane diverse da quelle della Bibbia. Oggi queste teorie, benché si siano dimostrate, almeno in parte, inconcludenti, hanno consentito un riesame del paradigma biblico, consentendo di svelare almeno una piccola parte del racconto metaforico della Genesi.

Per quanto riguarda il messaggio metafisico, invece, andando oltre la scienza e la religione, appare una terza via, quella che metterebbe d’accordo entrambe, se solo volessero togliersi di dosso i loro abiti ormai lisi di onniscienza più o meno dogmatica.
C’è poco da ridere. Secondo la scienza, l’uomo “moderno” è apparso tra 100.000 e 200.000 anni fa in Africa australe e iniziò a migrare verso l’Asia e l’America attraverso lo Stretto di Bering.
Se non era in grado di sopportare il freddo, com’è sempre stato detto, come mai un ritrovamento di qualche anno fa ha portato alla luce dei resti umani “moderni” congelati nella tundra siberiana, vecchi di 300.000 anni? Ma allora non è vero che i nostri cavernicoli progenitori non sopportavano il freddo e non è vero che prima della loro apparizione in Africa non ce n’era traccia nel pianeta! Allora c’erano già molto prima… ed erano in grado di sopravvivere nel clima siberiano!

E se avevano sopravvissuto in un clima del genere, è ragionevole ipotizzare che anche nei climi del Mesoamerica ci fossero delle comunità abbastanza intelligenti da incidere la loro storia su dei sassi e modellare delle statuine…

Dopo questi ritrovamenti, l’ortodossia è in lotta con la sua stessa presunzione. Come prova, un affermato scienziato ha avuto il coraggio di affermare candidamente che, siccome l’uomo non ha vissuto contemporaneamente ai dinosauri, le pietre di Ica erano sicuramente false. Peccato che nessuno sia stato ancora in grado di replicare la tecnica d’incisione su quel tipo di roccia vulcanica, tuttora ignota.
Come se non bastasse, una successiva scoperta retrodata ulteriormente la comparsa di quel nostro progenitore: il rinvenimento, in Germania, di alcune lance di legno nei pressi di un antico lago, determina una data “assurda”, 400.000 a.C.

L’impronta di una mano trovata nel calcare di Glen Rose, Texas, USA.  – Foto: paleo.cc

Senza contare le orme umane scoperte in Russia, lasciate 150 milioni di anni fa, nel periodo Jurassico, da uomini – che non avrebbero dovuto ancora esistere – e dinosauri insieme, all’impronta della mano sinistra lasciata a Glen Rose, in Texas, da un uomo del Cretaceo – anche in questo caso, vicina a orme di dinosauri – e allo scheletro umano “moderno” rinvenuto in Illinois in un deposito di carbone di 300 milioni di anni fa!

Credete che sia tutto qui? Niente affatto.
Negli anni ’50, dopo una potente esplosione, un vaso metallico – una lega di zinco – di 600 milioni di anni fa saltò fuori da una roccia del periodo Pre-Cambriano. L’antico artigiano che l’aveva realizzato con grande maestria decorandolo perfino con un mazzo di fiori in argento, non si sarebbe mai immaginato che un giorno quel suo bel vaso avrebbe sfidato tutte le teorie e le date che hanno a che fare con le origini umane.
La famosa impronta di scarpa trovata nello Utah in una roccia del periodo Cambriano – oltre 500 milioni di anni – è identica a quella che potrebbe aver lasciato una scarpa moderna, smentendo ulteriormente gli scienziati ortodossi, perché secondo loro degli esseri umani anatomicamente moderni non sono esistiti fino a 100 o 200.000 anni fa.
Il profondo divario tra l’umana comprensione e la verità sulle origini umane è da secoli causa di discussioni tra la classe scientifica, quella religiosa quella teosofica e quella “investigativa”. Siamo però in vista di scoperte che metteranno a dura prova i nervi dei dogmatici, perché molti tra i moderni investigatori sono attenti alle culture orientali e alle verità vediche.
I Veda sono i testi religiosi più antichi del mondo. Allora perché non iniziare le investigazioni in India e in Tibet?
In questi paesi sembra che il tempo si sia fermato e il retaggio della conoscenza espressa nelle Antiche Scritture è palpabile. Nei Veda e nei Purana ci sono così tante nozioni illuminanti, che la scienza moderna, con tutto il suo sapere, sembra quasi una timida scolaretta al primo anno delle medie!
Attraverso una ricchissima simbologia metaforica sono elencate le caratteristiche umane, la cosmologia e la storia antica, mentre il concetto di Dio e le origini della vita e dell’uomo sono espresse in chiave metafisica.
Fino a quando saremo costretti a sentire le solite teorie su teorie, accettare dogmi su dogmi, accontentandoci di scuotere la testa o alzare le spalle?
La mente umana, con tutti i suoi trabocchetti, è lo strumento datoci dal Divino per confonderci le idee. Nella danza cosmica, il principio maschile, “purusha”, gioca con “pakriti”, il principio femminile, e insieme creano la vita per mezzo di “shakti”, l’Energia Divina onnipervadente. E questo non solo sulla Terra, ma anche in altri milioni di pianeti e di mondi… benché l’uomo pensi di essere solo nell’Universo, nell’unico posto abitato: la Terra.
Quanta presunzione!
Siamo gli attori di una commedia cosmica il cui regista e produttore è Dio.
E ci siamo da molto più tempo di quello che pensiamo, forse da milioni di anni, durante i quali si sono susseguite razze e culture diverse, solo che le prove si sono cancellate e noi, senza prove “materiali” non crediamo.
La materia non è altro che la “maya” della nostra mente, un’illusione. E per farcela sembrare reale, la mente si serve degli organi di senso e di azione… poveri noi!
Nel corso della storia, i dogmi hanno plasmato le menti dei pensatori più seri e, recentemente, il dogma religioso si è annebbiato dando modo al dogma del materialismo scientifico di far oscillare il pendolo filosofico.
Ovviamente, dato che la scienza è un semplice sforzo umano e non il regno della conoscenza assoluta, ha affrontato vari insuccessi, come nel caso delle pietre di Ica e delle figurine di Acambaro.
Una volta ci credeva che la terra fosse piatta, che il Sole le girasse intorno, che l’atomo fosse solido e che l’uomo non sarebbe mai arrivato sulla Luna…
Se noi fossimo davvero quei viaggiatori onniscienti, dedurremmo – con ragione – che agli abitanti della Terra manca l’apertura mentale e la capacità d’esaminare le prove senza preconcetti.
Eppure basterebbe eliminare l’orgoglio ammettendo la propria parzialità, come fece un giorno lo stesso Darwin confessandolo a un amico. La sua teoria della lenta e graduale evoluzione è in fondo una tranquillizzante versione anti-catastrofismo, in cui non si allude neanche vagamente alle origini umane bibliche. I suoi seguaci sposarono immediatamente il materialismo scientifico, disconoscendo qualunque teoria sull’origine della vita che non fosse basata su fatti puramente fisici.
Sfidare il materialismo scientifico – e quindi che l’uomo esistesse solo in Africa: una tesi puramente lineare in cui l’uomo moderno discende dalla scimmia – comporta oggi lo stesso tipo reazione affrontata da Darwin con i fondamentalisti religiosi.
Assegnare una data molto più antica all’apparizione dell’uomo “moderno”, ci consentirebbe anche d’ammettere che certe antiche e leggendarie civiltà perdute” possano essere ancora sepolte sotto la superficie della terra o del mare.
Dopo tutto, le prove di origini umane molto più antiche, se riconosciute, spoglierebbero gli esperti della loro autorità con cui, più di chiunque altro, influenzano le menti degli uomini. Le idee anti-darwiniane portano inevitabilmente a un’immagine completamente diversa della realtà, a una progettazione e un controllo intelligente nel Cosmo, a una componente spirituale della realtà e alla vita su altri pianeti.
Sappiamo però quanto sia duro, per la mente umana, mettere da parte i pregiudizi e gli insegnamenti acquisiti e “assimilati”, per scoprire che la Verità ci potrebbe portare da tutt’altra parte…

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daniela.bortoluzzi@fastwebnet.it
http://www.edicolaweb.net/icone19a.htm

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Daniela Bortoluzzi è una ricercatrice veneziana che studia da oltre 40 anni il mistero dell’esistenza umana. Non ha mai accettato i dogmi e, proprio per questo, ha sempre investigato per capire chi siamo, da dove veniamo e dove
andremo. Scrive su Hera e su Nexus. Ha pubblicato nel 2006 “Alla ricerca dei libri di Thot” (Eremon Edizioni).

 

Fonte: https://tanogaboblog.it/sulle-origini-della-vita/
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