(revisione gnnaio 2026)
Nell’antico Egitto la figura dello scriba godeva di un prestigio straordinario. Non era soltanto un funzionario o un copista, ma il depositario del sapere, il tramite tra il potere terreno e quello divino. A garantire sacralità e autorità a questa professione era Thot (Djehuty in egiziano), il dio della scrittura, della conoscenza e dell’ordine cosmico.

Atum, Seshat e Thot intenti a trascrivere il nome di Ramses II sul sacro albero “ished”, su cui erano raccolti i nomi dei faraoni e che ne assicurava l’immortalità. Disegno di Karl Richard Lepsius tratto da una parete del Ramesseum – Wikipedia, pubblico dominio
Avere Thot come nume tutelare significava occupare una posizione privilegiata nella società: gli scribi erano vicini al faraone, partecipavano all’amministrazione dello Stato e custodivano i segreti della religione.

Il dio Thot raffigurato come un babbuino (Museo del Louvre) – Wikipedia, pubblico dominio
Non a caso Thot era considerato anche dio della geometria, dell’astronomia, della medicina, della musica e della magia, nonché simbolo della Luna, regolatrice del tempo.
Messaggero degli dèi e garante dell’armonia universale, Thot vigilava affinché gli eventi si svolgessero secondo la volontà divina. I Greci lo identificarono con Ermes, e per questo la città principale del suo culto fu chiamata Ermopoli. Era inoltre il signore della misteriosa “Casa della Vita”(*) , centro sacro di sapere dove si studiavano testi religiosi, scientifici e magici, e dove si codificavano i riti capaci di trasformare i defunti in spiriti beati.
Come accade spesso nei miti, anche la sua nascita ha versioni diverse: per alcuni era figlio di Ra, per altri nacque dalla testa di Seth, in modo simile ad Atena che nacque dal capo di Zeus. La sua presenza attraversa i grandi racconti della cosmogonia egizia: partecipò alla creazione del mondo, aiutò la dea Nut a generare i suoi figli e sostenne Iside e Horus nella lotta contro Seth.
Celebre è anche il mito in cui Thot, travestito da babbuino, riesce a riportare in Egitto la dea Tefnut, fuggita nel deserto della Nubia in preda alla sua furia distruttrice. Questo episodio esprime bene la natura mediatrice del dio, capace di ristabilire l’equilibrio tra forze opposte.
Nell’iconografia Thot appare in due forme principali: uomo con testa di ibis sormontata dal disco lunare, oppure babbuino, animale sacro associato alla saggezza e alla luna. Come signore del tempo, egli assisteva anche al giudizio dei morti: durante la pesatura del cuore, Thot registrava il verdetto, confrontando il cuore del defunto con la piuma della verità. Solo chi risultava puro poteva accedere al regno di Osiride.

Pesatura del cuore – Il giudizio dei morti in presenza di Osiride – Illustrazione tratta dal Libro dei Morti di Hunefer. Una spiegazione più dettagliata della scena può essere trovata nel pubblico dominio Il Libro dei Morti, a cura di E. A. Wallis Budge. – Wikipedia, pubblico dominio
A lui gli scribi rivolgevano preghiere piene di devozione, chiedendo protezione dalle parole inutili e guida nel cammino della conoscenza. Una di esse recita:
“O Thot, preservami da parole vane.
Stai dietro di me al mattino.
Tu sei la parola divina, dolce fonte
per il viaggiatore assetato nel deserto.”

Lee Lawrie – Scultura in bronzo raffigurante Thoth. (Washington, D.C.) – Wikipedia, pubblico dominio
(*) Le Case della Vita
Le Case della Vita, annesse ai grandi templi, erano veri centri di cultura: vi si copiava, si insegnava, si studiava, si praticava la medicina e la magia. Qui nacquero molte delle conoscenze scientifiche egizie e qui si formavano i futuri sacerdoti e funzionari. Persino i faraoni vi si recavano per consultare gli scribi su questioni religiose e dottrinali.
In questo intreccio di sacro, sapere e potere, Thot rappresenta uno degli archetipi più affascinanti del mondo antico:
il dio della parola che crea, dell’intelligenza che ordina, della scrittura che rende eterno ciò che è destinato a svanire.




