Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)

Tramonto negli occhi

Oggi vi propongo una poesia che ho trovato sul web e che mi ha positivamente stimolato; si tratta di una poesia postata da: Giuseppe Canfora, in Poesie (Poesie anonime)
 Tramonto negli occhi
.

Quando, solo, in riva al mare,
in una quasi divina contemplazione,
osservi l’orizzonte, dove in un unica linea,
il mare termina, per dare spazio a tutta la
grandezza della volta celeste;
ed il sole,
ormai stanco di un’altra giornata di vita,
sembra quasi adagiarsi
su una superficie fatta di niente,
ti senti stregato da un tramonto marino,
misto sensuale di colori,
erotica unione di eventi indomabili.
La gioia di questa visione affascina
e conquista…
Eppure il tuo cuore è saturo di tristezza,
inspiegabilmente, sei avvolto da un alone di amarezza,
che solo le cose grandiose
possono offrirti.
Ed è per questo motivo che vederti,
con occhi iniettati di sangue,
pieni di lacrime,
di un colore molto più marino del mare stesso,
e udire la voce tremante, quasi a rendere
sonora una pigra superficie marina
mossa solo da una leggera brezza,
c’è tutta l’essenza di un tramonto,
in un’unica e sincrona danza di luci e colori.
Questo è solo un modo per dare senso a tutte le proprie giornate…
Aspettare pazientemente un nuovo, romantico,
ma ahimè triste,
incontro tra luce e tenebre,
ed avere la certezza che ogni nuovo imbrunire sarà diverso,
diverso da ogni altro.

.

.

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