A cura di Gaetano Barbella

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Dovette essere come quell’otto giugno 2005, grazie a You-Hua Chu, una giovane astronoma1 incollata al suo fedele ‘telescopio’2, simile ad una ‘remora’ alchemica a caccia di ‘salamandre’ cosmiche imprendibili. Esplose in lei un eureca di trionfo per la lunga attesa e fu premiata per la visione di una supernovae, rara da vedersi. La foto sopra, ripresa dall’orbitante Hubble Space Telescope, mostra appunto un primo piano di uno dei più grandi nodi rimanenti di polvere e gas in N63A.
Ma che cosa ha lasciato You-Hua Chu alla cultura scientifica e non solo, di molto prezioso con questo trofeo della supernovae? Può sembrare poco, quasi niente, seppur notevole, tuttavia, se si riflette si ha modo di meditare su un frammento legato alla memoria di un nostro passato remoto, uno di tanti che grazie al quale oggi noi esistiamo su questo pianeta Terra.

Non più di 2.000 anni fa una massiccia esplosione stellare nella Grande Nube di Magellano (LMC), raggiunse repentinamente il nostro pianeta e fu osservata da alcuni capaci di una percezione tramite la veggenza. Questo è il ‘ricordo’, forse di un fatto straordinario pervenutaci dal passato che solo oggi materialmente sappiamo tramite la luce ordinaria. Ma sappiamo anche che alcuni veggenti di quel tempo, i tre Re Magi, capaci di interpretare l’avvenimento astronomico, capirono che si trattava della nascita del Messia e si misero in cammino per poterlo adorare. Ma allo stesso modo anche i pastori del luogo della capanna del bambino Gesù, che erano veggenti, poterono essere avvisati spiritualmente della nascita del Messia, ed è un fatto che così viene riportato nel vangelo di Luca 2,6-14 :

«Essi passavano la notte all’aperto per fare la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò a loro, la gloria del Signore li avvolse di luce ed essi ebbero una grande paura. L’angelo disse: “Non temete! Io vi porto una bella notizia che procurerà una grande gioia a tutto il popolo: oggi per voi, nella città di Davide, è nato il Salvatore, il Cristo, il Signore. Lo riconoscerete così: troverete un bambino avvolto in fasce che giace in una mangiatoia. Subito apparvero con lui molti altri angeli. Essi lodavano Dio con questo canto:Gloria a Dio in cielo e sulla terra pace per quelli che egli ama“. ».

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Illustrazione 1: Grande Nube di Magellano (LMC). Supernovae N63A https://it.wikipedia.org/wiki/Grande_Nu be_di_Magellano

La LMC è una stretta galattica adiacente alla nostra Via Lattea e della parte anteriore, con la foto, sopra in bella mostra, si ha modo di vederne in azione la sua furia esplosiva: distruzione o spostamenti di nubi di gas ambientali, che lasciano dietro nodi relativamenti densi di gas e polveri.

Ciò che resta è uno dei più grandi rimasugli di supernovae nella LMC, la N63A3, giusto quella che si vede nella foto. Molti dei nodi densi sopravvissuti sono stati loro stessi compressi, derivandone successive contrazioni per formare nuove stelle. Non solo ma alcune delle stelle risultanti possono poi esplodere in una supernovae per continuare il ciclo, ininterrottamente.

La N63A si estende per oltre 25 anni luce e si trova a circa 150.000 anni luce di distanza dalla costellazione di Dorado a quella meridionale, come si vede nell’illustr. 14.

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Questa costellazione, nota in Italia come Pescespada o Pesce Dorato, rappresenta un pesce dalla livrea oro, che giustifica il nome assegnatogli.

Illustrazione 2: Il pesce spada o la lampuga dorata. http://www.colapisci.it/PescItalia/pisces/Pe rciformi/Coryphaenidae/lampugadorata.htm

In italiano si tratterebbe della lampuga dorata, anche nota come corifena cavallina, in francese dorade. E’ un pesce che vive nelle acque subtropicali e tropicali5.

La visione della supernovae N63A, se si osserva bene, ma non tanto da astronomo, potrebbe rientrare nel noto fenomeno di pareidolia, che è l’illusione subcosciente tesa a ricondurre a forme note, oggetti o profili (naturali o artificiali) dalla forma casuale. Infatti si riesce a notare la sagoma di un volto umano visto di profilo, sormontato da un’altra sagoma scura, anche questa di volto umano, però rivolto dal lato opposto. Del volto ben visibile, al posto degli occhi si configura una mascherina scura e i suoi capelli infiammati fluiscono sul retro abbondantemente. Ma può essere che al posto di questi capelli fluenti si celi un’altro volto ancora, del tutto simile. Si nota anche che questi, al posto degli occhi, ha una mascherina, mentre il resto sottostante è adombrato.

È impressionante visto in tal modo! In termini alchemici, può sorgere l’idea che l’immagine della supposta coppia rappresenti il noto Rebis filosofale, l’androgino maschio-femmina noto agli alchimisti. Lui pare che sorrida quasi compiaciuto e rassicurante.

Allora che dire, se l’idea del Rebis Filosofico rientra nel mistero della verità? Che l’esplosione della supernovae è stata un’eccezionale e prodigiosa Opera di Alchimia in atto nel buio cosmico? Cioè il risultato di un’aspra battaglia che è nota come una vera tempesta di mare, di acqua che non bagna, lucente e metallica attributi della “luce eterica” del mondo spirituale6, la stessa “luce” tramite la quale i tre Magi poterono seguire per trovare il Messia a Betlemme!

E poi ancora altri segni di convalida, in relazione al genere di mare appena sfiorato, e al fatto che la N63A si trova immersa nella costellazione di Dorado7, simboleggiato da un pesce spada o pesce dorato: viene da dar consistenza all’ipotesi avanzata in precedenza sulla nascita di Gesù a Betlemme. Due meravigliose cose in una, con la conferma simbolica che vi riguarderebbe, poiché Gesù disse:Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra: sono venuto a portare non pace, ma spada! (Matteo 10,34). E il pesce spada della costellazione Dorado della N63A, a parte il segno della spada, non è anche l’ichthys, uno dei più antichi simboli cristiani giunti fino a noi?

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Brescia, 25 gennaio 2017

 

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1  Y.-H. Chu & R. M. Williams (UIUC) Credit: NASA, ESA, HEIC, and The Hubble Heritage Team (STScl/AURA); vedasi: https://apod.nasa.gov/apod/ap050608.html

2  In realtà seguiva ininterrottamente i segnali emessi dall’orbitante Hubble Space Telescope

3  Coordinate (J2000) RA 05h 35m 44.10s Dec 66°02’14.00 Constellation Dorado.

4  Fonte: https://apod.nasa.gov/apod/ap050608.html

5  Fonte: http://www.astronomiamo.it/Costellazione.aspx?Nome=PesceDorato#sthash.QzbgMWsH.dpbs

6  Fulcanelli. Le dimore Filosofali, vol.I, pag. 143

7  Dorado quando venne raffigurato per la prima volta in un atlante celeste – l’Uranometria di Johann Bayer del 1603 – venne rinominato Xiphias, il pesce spada. Il nome Dorado, però, divenne sempre più predominante. https://unastellaperamica.wordpress.com/2015/01/27/la-croce-del-sud-e-il-dorado/