nanosecondo

Ho pubblicato su Facebook la soprastante immagine a supporto del video NANOSECONDO (**) che tende a sottolineare l’importanza, anche infinitesimale, del tempo mostrando delle foto di avvenimenti che sarebbero sfuggiti facilmente all’occhio umano.
L’amico Gaetano Barbella, che a posto degli occhi ha uno scanner…., ha visto oltre ed ha postato quanto segue….

fregio

Mi sovviene la questione del momento “Italia colonia d’Europa?“, una domanda che si sono posti oggi non pochi giornali del web, siti e blog. 
Si è capito che intravedo l’Italia (una certa bianca vergine) in quel cagnolino, “il nanosecondo”, che cerca di stare alla pari, non senza difficoltà, col nero canone. 
E chi può essere questo molosso, se non la Germania ed altri stati del suo seguito europeo? Scrive Tanogabo: «Secondo Wikipedia, un nanosecondo è un’unità di tempo pari ad un miliardesimo di secondo. Ma in quel miliardesimo… può avvenire di tutto!!! »
Ho appena inserito in alcuni blog questo testo a commento sulla questione italiana del momento (che è pur sempre l’annosa questione “meridionalista”):

Italia colonia d’Europa?

Mi meraviglio di come oggi si sia di corta memoria sulla domanda, ma anche tema del momento, “Italia colonia d’Europa?”. La storia d’Italia stessa ci può fornire la risposta, poiché sul fare della sua formazione con l’impresa dei mille di Garibaldi, si poteva ben dire ancora “Italia colonia d’Europa?”. 

imbarco_a_quarto

«[…] La spedizione dei Mille che, oggi, verrebbe considerata quale aggressione ad uno stato sovrano nonché un crimine contro il principio di autodeterminazione dei popoli, fu l’attuazione di un progetto internazionale ordito dalla massoneria e dal governo inglesi, d’accordo con l’alleato piemontese, certamente non finalizzato all’unificazione di un’Italia di cui i Savoia non conoscevano nemmeno la lingua – idioma ufficiale del Regno di Sardegna era il francese -. 
L’obiettivo principale era, per il governo inglese, fortemente colluso con la massoneria protestante, distruggere un regno cattolico nonché economicamente fiorente e, dunque, rivale nei commerci mediterranei, per il Regno Sabaudo, si trattava di rimpinguare le esangui casse con l’incameramento dei beni ecclesiastici situati nel Mezzogiorno e dell’oro borbonico.[…]»
http://lagazzettadelpago.blogspot.it/2012/09/limpresa-dei-mille-lintrigo-che-genero.html.

francesco_hayez_cavour« […] San Giovanni Bosco ebbe a dire che “.. qui in Piemonte, Cavour fu uno dei capi della massoneria”(1).

Detto questo vengono a cadere le doti di grande statista attribuite al primo ministro piemontese visto che tutta la politica savoiarda veniva decisa a Londra da Mr. Pike e da Lord Palmerston.
 
Camillo Cavour, figlio di un Vicario di polizia piemontese, crebbe a Ginevra impregnandosi di mentalità calvinista e venne formato in Inghilterra dove aderì entusiasticamente al pensiero liberale che riservava alla Chiesa una funzione marginale, prettamente teorica, assoggettata completamente allo Stato. 
Li fu iniziato alla massoneria.

Secondo l’Acacia Massonica del febbraio – marzo del 1949, a pag. 81 Camillo Cavour, ministro e Capo del governo Piemontese era l’ispiratore della massoneria nazionale e prendeva ordini da quella internazionale. […] » 
http://scienzamarcia.blogspot.it/2010/11/la-spedizione-dei-mille-le-truffe-i.html

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1) Memorie biografiche di Don Giovanni Bosco a cura di Lemoyne-Amadei-Ceria, 19 Volumi, Torino 1898-1939; pag.313, vol. XI

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(**) Video NANOSECONDO