Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)

Una colomba

Oggi desidero ricordarvi una lirica di Giuseppe Ungaretti, una di quelle che piacciono tanto agli studenti perché l’imparano in mezzo minuto, e agli uomini di pensiero perché ti tolgono il sonno per una notte intera?

«D’altri diluvi una colomba ascolto».

Un solo verso, un endecasillabo, è frutto di una “folgorazione momentanea” dello spirito, come affermò lo stesso Ungaretti. Una colomba che richiama alla sua memoria tempi molto lontani.
Due parole (altri diluvi) ci portano nel mistero di grandi diluvi primordiali dove, dopo la distruzione e la morte, si percepisce il frullare leggero di una colomba portatrice di pace e di speranza.

Scrive Antonio Santantoni:
Tutto qui? Sì, tutto qui. E scusate se è poco.

Perché proprio di diluvi, qui si tratta: in tutti i campi e in tutte le latitudini del mondo. Guerre interminabili, stragi, sommosse, fame, sete, crisi assassine, banche criminali. Sono questi i diluvi su cui piange una colomba che non ha più né terra né rami su cui poggiare i piedi e riposare.
Dolce, mite, triste Colomba non darti per vinta! Continua a cercare; fino a portaci un altro ramoscello d’ulivo. È tutta l’umanità che l’aspetta.

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colombo

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