Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)

Una favola di Leonardo da Vinci: Il morso della tarantola

Tra la miriade dei suoi lavori, Leonardo ci ha lasciato anche diverse favole. Il personaggio onnipresente di queste favole è sempre la natura, nei suoi elementi: acqua, aria, fuoco, pietra, piante e animali.
L’uomo invece è quasi un intruso e, come scrisse Leonardo nel libro delle profezie, l’uomo è il guastatore di ogni cosa creata.

Il morso della tarantola

Un contadino stava vangando il suo campo, quando da una zolla scappò fuori una grossa tarantola.
– Che brutto ragno! Esclamò il contadino tirandosi indietro.
– Se mi tocchi, ti mordo, sibilò inferocita la tarantola. E ti avverto che il mio morso è velenoso e ti farà morire tra dolori atroci.
Il contadino la guardò e capì subito che mentiva perché parlava troppo. Fece un passo avanti e la pestò col piede scalzo dicendo:
– O vediamo un po’ se mi farai morire per davvero!
La tarantola, schiacciata, aveva fatto in tempo a morderlo, ma il contadino rimase nel suo convincimento, continuando a pensare che le minacce di quel ragno erano vane: e il morso, difatti, non gli dette che un po’ di bruciore.

Leonardo da Vinci

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fonte: tanogaboblog.it

 

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