Scrivo questa nota sulle comete spinto dalla curiosità che con il loro apparire improvviso e ed a causa della apparente irregolarità dei loro moti, non cessano di affascinare. 
Questa pagina è frutto di una ricerca sul web riguardante un periodo che oscilla attorno all’immagine di una moneta coniata nel periodo romano.

Le comete, con le loro strane chiome variabili da una notte all’altra per forma, splendore e lunghezza, confondevano completamente gli osservatori. 
Essi non capivano se le comete erano oggetti astronomici o fenomeni temporanei dell’atmosfera, magari puramente ottici.

Gli antichi inoltre avevano una pessima opinione delle comete. 
Le loro apparizioni, in quanto non previste, erano presagio di avvenimenti luttuosi o addirittura la causa stessa del disastro. Infatti l’etimologia della parola stessa “disastro” deriva dalla parola greca dis=cattivo aster=astro.
Una cometa apparsa dopo l’uccisione di Cesare fu considerata come la dimostrazione della sua apoteosi.

Riporto un passo che ho tratto dall’articolo “Seneca e le comete di Nerone”, Le Stelle, Maggio 2009.

Il 9 agosto dell’anno 60 d.C. alcuni astronomi cinesi registrarono la comparsa nella costellazione del Perseo di una cometa la cui coda si estendeva per circa due gradi. Nelle settimane e nei mesi successivi si spostò verso la Costellazione della Vergine diventando sempre più vistosa e, infine, in dicembre, dopo ben 135 giorni di visibilità, scomparve.

A quei tempi era imperatore di Roma Nerone; dalla sua corte e precisamente dal filosofo Lucio Anneo Seneca, ci sono giunte molte registrazioni di questa cometa. Scriveva: 
“Cominciò la propria apparizione a Nord e passando attraverso l’Ovest giunse nelle regioni meridionali dove scomparve.”
Cinquant’anni dopo Publio Cornelio Tacito così descriveva la cometa nei suoi Annales: 
“….Frattanto si vide splendere in cielo una cometa che, secondo le credenze popolari, dovrebbe annunciare un cambio di sovrano”. 
Meno di 4 anni dopo, il 3 Maggio del 64 d.C., una seconda cometa brillante apparve nella costellazione della Vergine e rimase visibile per 75 giorni. Anche in questo caso l’apparizione venne registrata da Tacito: 
“L’apparizione di una cometa è un fenomeno che Nerone espiò sempre con sangue illustre”. 
Un contemporaneo di Tacito, Gaio Svetonio Tranquillo, così scriveva: 
“Una cometa, che il volgo ritiene annunciare la morte dei potenti, che si era mostrata per numerose notti di seguito”.
Un altro oggetto, che oggi sappiamo essere stato un ritorno della cometa di Halley apparve all’inizio dell’anno 66. Plinio il Vecchio pochi anni più tardi giunse a osservare che sotto Nerone le comete apparivano in continuazione. Il principato di Nerone era oramai ormai entrato nella sua fase finale e molti protagonisti delle sue prime fasi, incluso lo stesso Seneca, non erano più in vita. L’apparizione della cometa di Halley e, probabilmente, di un’altra cometa nei mesi precedenti, che venne scambiata per il medesimo oggetto, ebbe questa volta conseguenze nefaste. I capi politici e religiosi ebraici, racconta lo storico Giuseppe Flavio, ignorarono i segni del cielo e, in particolare, quella cometa che nel periodo della Pasqua dovette passare allo zenit di Gerusalemme e iniziarono una rivolta contro il dominio romano della regione. Dopo anni di guerra sanguinosa, i romani guidati dal futuro imperatore Tito presero Gerusalemme nell’agosto del 70 d. C., distrussero il tempio e diedero inizio alla diaspora del popolo ebraico.
L’imperatore Nerone fu molto colpito dall’apparizione delle comete e in particolare dalle prime due citate, tanto che iniziò a temere per la propria vita. La cosa e’ più che comprensibile se si considera che la morte di ben tre dei suoi predecessori era coincisa casualmente con l’apparizione di astri chiomati. La prima, probabilmente la cometa più celebre dell’antichità, fu quella apparsa per 7 giorni durante le celebrazioni in onore di Venere Genitrice avvenute nel luglio del 44 a. C., che il popolo ritenne prova certa dell’assunzione fra gli dei dell’anima stessa di Giulio Cesare, assassinato 4 mesi prima. Per celebrare l’avvenimento, Ottaviano (figlio adottivo di Cesare) fece aggiungere una stella a coronamento di una sua statua. Inoltre, vennero coniate numerose monete rappresentanti l’effige di Cesare o di Augusto insieme al profilo di una cometa o di una stella.

Moneta_cometaAnche la morte di Augusto nel 14 d. C. venne forse accompagnata dall’apparizione di una cometa, anche se le fonti occidentali sono molto vaghe al riguardo, ma molto probabilmente si trattata della stessa cometa vista dai cinesi nel novembre e del dicembre del 13 d.C. Infine la morte del predecessore, nonché padre adottivo, Claudio venne annunciata da una cometa, resasi visibile per un mese a partire dal giugno del 54 d. C.. L’imperatore morì forse avvelenato coi funghi di cui era goloso il 13 ottobre. Anche di questa cometa, oltre ad alcuni cenni piuttosto dettagliati di Seneca, esistono testimonianze nell’opera di Plinio il Vecchio, del poeta Calpurnio Siculo e di Dione Cassio, ma soprattutto esiste una registrazione negli annali cinesi.

Un’altra cometa precedette la peste a Costantinopoli (che causò la morte di 300.000 persone) e ne fu considerata la causa diretta. Le cronache del Medioevo tramandano un elenco di comete che vennero associate alla morte di altrettanti re, catastrofi naturali o, perlomeno, eventi fuori dell’ordinario.

Molte di queste comete altro non erano che l’apparizione periodica della cometa di Halley. Alla sola cometa di Halley, dacché gli annali ne riportano i passaggi, furono attribuiti una dozzina di eventi storici notabili. La fantasia, spesso eccitata dall’aspetto delle comete, le faceva vedere come spade scimitarre o, comunque oggetti di morte! La superstizione è così radicata che ancora oggi il ritorno della cometa di Halley del 1910 fu accolto tra mille paure ed angosce riguardanti la fine della umanità!

Halley_1910_Wikipedia

Ricordiamo che non tutto il male viene per nuocere.
Origene di Alessandria (183-253 D.C.) afferma come le comete possano essere anche presagi di buone novelle. In particolare la stella che indicò la strada di Betlemme ai Magi, e della quale fa cenno Matteo nel suo Vangelo, potrebbe essere una cometa. 

In realtà ancora oggi riguardo alla stella di Natale si fanno tre ipotesi: una congiunzione tra Marte, Giove e Saturno tale da fare apparire i tre pianeti così ravvicinati da formare un triangolo, oppure la comparsa di una nova o supernova, segnalata negli annali cinesi, che però sarebbe apparsa cinque anni prima dell’inizio dell’era cristiana. 
Infine l’apparizione di una cometa: tra l’11 a.C. ed il 13 d.C. ve ne furono sette, tra cui anche la cometa di Halley.

Soltanto con Newton ed Halley le comete tornarono ad occupare il ruolo loro spettante tra i corpi celesti del Sistema Solare: oggetti che compiono rivoluzioni attorno al Sole seguendo le leggi di Keplero.