Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)
Appunti su San Giuseppe Cottolengo che la Chiesa ricorda il 30 aprile

Appunti su San Giuseppe Cottolengo che la Chiesa ricorda il 30 aprile

Appunti inviatemi dall’amica Cettina e pubblicati nella pagina:  Inviati_speciali 

Il Piemonte è la regione nel cui capoluogo ha iniziato a svolgere una delle più grandi e caritatevoli attività, poi sviluppatasi in tutto il mondo, il Santo Giuseppe COTTOLENGO (1786 – 1842) che ha accolto e tenuti in vita nella sua Piccola Casa della Divina Provvidenza, tutti quei malati che altri ospedali rifiutavano in quanto incurabili, dementi, esseri mostruosi e deformi.
Essa, fin dai tempi della fondazione, si è costituita in diverse comunità di ospiti e di religiosi e ha realizzato una varietà di servizi prestati alle persone in stato di abbandono. Quello sanitario, di pronta accoglienza, il servizio a domicilio, l’istruzione e l’educazione. Tale impronta è avvenuta nell’arco di soli dieci anni da quando San Giuseppe Benedetto Cottolengo ha iniziato la sua opera. Al tempo del Cottolengo,Torino aveva molti istituti di beneficenza, ma erano in pochi ad usufruirne. Alcune categorie quali disabili psichici, epilettici o sordomuti non venivano considerati dalla società perché le istituzioni avevano regole rigide di accoglienza.

San Giuseppe Cottolengo in un dipinto realizzato dal fratello Agostino – Wikipedia, pubblico dominio

Agli inizi Giuseppe Cottolengo fonda il “Deposito de’ poveri infermi del Corpus Domini”, più tardi chiamato “Ospedaletto della Volta Rossa”, per l’accoglienza dei malati che venivano rifiutati dagli  altri ospedali. Tale esperienza dura all’incirca quattro anni, fino a quando il Governo della città lo costringe alla chiusura. Dopo la chiusura forzata dell’ “Ospedaletto”, Giuseppe Cottolengo non si scoraggia e sempre a Torino, in zona Valdocco (l’attuale sede centrale), dà inizio alla “Piccola Casa della Divina Provvidenza”. Acquista alcuni locali per ospitare nuovi malati e, ogni volta che se ne presenta la necessità, accoglie le persone bisognose creando locali appositi, senza pensare assolutamente alla disponibilità di risorse per sostenerle, confidando solo nella Divina Provvidenza.

Piccola Casa della Divina Provvidenza, Torino – Wikipedia, pubblico dominio

È così che nascono numerosi gruppi che denomina “famiglie”: l’ospedale per i malati, la casa per uomini e donne anziani, le famiglie dei sordomuti, degli epilettici, dei disabili psichici detti “Buoni Figli” e “Buone Figlie”, ed altri derelitti. Per il servizio dell’Opera, Cottolengo fonda diverse congregazioni religiose.
Oggi, tenendo fede agli insegnamenti del Santo Cottolengo, la Piccola Casa  risponde alle necessità dei bisogni più scoperti, in linea con gli orientamenti delle politiche sociali odierne, privilegiando sempre le persone in situazioni di maggior difficoltà. Oggi la Piccola Casa  è presente in Europa, in Africa, in Asia e nelle Americhe.

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Stralcio testo tratto dalla pagina: cottolengo.org sulla quale vi suggerisco di continuare la lettura…