Monte Pellegrino,  il promontorio che domina Palermo, si eleva fino a 606 m. d’altezza e, forse un tempo, era isolato nel mare prima che le alluvioni lo legassero alla terraferma. 
I greci lo chiamarono Ercta per la sua ripidezza e gli arabi “Gebel Grin” cioè monte vicino. 

Storicamente, il Pellegrino, è legato al ricordo delle guerre puniche, allorché, tra il 247 ed il 244 a.C., il cartaginese Amilcare Barca vi si asserragliò e si adoperò a molestare i romani che avevano occupato la città di Palermo.

MontePellegrinoL’identificazione di Monte Pellegrino con l’Ercte o Eircte menzionato da Polibio a proposito di Panormus durante la prima guerra punica nel 247 a. C. (Amilcare vi pone l’accampamento tenendo testa ai Romani per tre anni) ha costituito per lungo tempo argomento di discussione tra gli studiosi.
Le varie ipotesi di localizzazione della montagna fortificata (Monte Castellacio, Monte Pecoraro, Monte Palmita), basate su una diversa lettura di alcuni punti del passo polibiano e delle fonti antiche e su minuziose osservazioni delle evidenze topografiche ed archeologiche, hanno visto prevalere l’interpretazione tradizionale anche in considerazione della notevole quantità di testimonianze archeologiche di età punica rinvenute a Monte Pellegrino.

Gli scavi condotti nel 1992 in località Piano della Grotta, una zona pianeggiante antistante l’area del Santuario hanno rivelato la presenza di un insediamento fortificato. La fortificazione consiste in un muro largo circa 1 metro, eretto a secco con pietre locali di varia pezzatura e racchiude una vasta superficie di pianoro compreso tra il Cozzo di Mandra, il Santuario e il Gorgo di S. Rosalia. All’interno dell’area fortificata sono stati aperti due saggi in prossimità dei resti di una cisterna rivestita di cocciopesto. Si è accertato che la fase finale di occupazione, caratterizzata da crolli  è riferibile alla tarda età imperiale.
La fase più antica finora individuata è inquadrabile fra il IV e il III sec. a.C. Tra l’abbondante materiale ceramico è possibile riconoscere numerosi frammenti di anfore puniche e di ceramica a vernice nera.

PalermoTorniamo allo storico greco Polibio che, nelle sue Storie, ci racconta:

“I Cartaginesi elessero loro condottiero Amilcare, chiamato Barca, e gli affidarono la flotta; capo delle forze navali egli salpò per andare a saccheggiare l’Italia.
Era quello il diciottesimo anno della guerra. Dopo aver devastato la Locride e la regione dei Bruzzi, allontanatosi di lì, si volse con tutta la flotta verso la zona di Palermo e occupò la località detta Ercte, che era prossima al mare, e mezza via fra Erice e Palermo, e più adatta di tutte le altre a offrire ad un esercito l’opportunità di una sicura sistemazione anche per lungo tempo.
L’Ercte è un monte scosceso, sufficientemente elevato sul paese circostante, la cui sommità ha un perimetro non inferiore a cento stadi; la regione circostante è ricca di pascoli e adatta alle colture, bene esposta com’è ai venti marini, e non vi dimora nessun animale feroce. E’ circondata da dirupi inaccessibili dal lato del mare e verso l’entroterra, la zona intermedia ha bisogno di opere di difesa scarse o di poca importanza. Vi è infatti un poggio, che ha la posizione contemporaneamente di acropoli e di posto di vedetta rispetto al paese sottostante. Domina anche un porto molto profondo e opportunamente situato sulla rotta da Trapani e Lilibeo all’Italia; ha poi in tutto tre strade d’accesso, difficili, due da terra, una da mare.
Qui dunque si accampò audacemente Amilcare, senza poter contare sull’appoggio di una città propria, e senza nessun altra speranza di aiuto, spingendosi proprio nel mezzo dei nemici: pure procurò ai Romani non piccoli né insignificanti pericoli e difficoltà. Prima di tutto infatti, partendo da lì per mare, saccheggiava le coste dell’Italia fino a Cuma; in secondo luogo, poiché i Romani misero il campo contro di lui presso la città di Palermo a meno di cinque stadi: per quasi tre anni ne nacquero molti e vani combattimenti terrestri di cui non è possibile qui fare un particolareggiato racconto”.

 

vedi:  Alcune immagini di Palermo

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