Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)
1 aprile, Santa Maria Egiziaca

1 aprile, Santa Maria Egiziaca

La figura di Santa Maria Egiziaca è legata al Miracolo Eucaristico con il quale viene solitamente ricordata.
Maria visse nel deserto per 47 anni.
Le notizie riguardanti la sua vita furono scritte dal Vescovo di Gerusalemme Sofronio, nel VI secolo d.C.

Santa Maria Egiziaca camminò sul fiume Giordano per raggiungere le rive opposte e andare a prendere l’Eucaristia che il Monaco Zosimo le aveva portato.

Sappiamo che a 12 anni Santa Maria Egiziaca abbandonò i genitori per andare ad Alessandria. 
Qui condusse una vita molto dissoluta per diciassette anni finché un giorno vide una nave prossima a far rotta, con a bordo un inconsueto equipaggio. 
Chiese chi fossero e dove andassero. Le fu risposto che erano pellegrini diretti a Gerusalemme per la festa dell’Esaltazione della S. Croce. 
Salì anch’ella a bordo, e arrivati a destinazione, il giorno della cerimonia, giunta sulla soglia del tempio, venne trattenuta da una forza misteriosa. Impaurita, alzò gli occhi ad un’immagine della Santa Vergine, e fu colta da un grande pentimento per la vita peccaminosa che aveva condotto fino ad allora. 
Poté allora entrare in chiesa e adorare il sacro legno della Croce. 
Ma non vi restò a lungo. «Se tu passi il Giordano troverai la pace», le aveva detto la Madonna. E il giorno dopo, confessata e comunicata, Maria Egiziaca passò il fiume, oltre il quale si stendeva il deserto dell’Arabia.

Marcantonio Franceschini – L’ultima comunione di santa Maria d’Egitto – Wikipedia, pubblico dominio

Da allora visse per 47 anni nel deserto, sempre sola, senza incontrare né uomini né animali. La carne s’era disseccata; i capelli erano diventati bianchissimi e lunghi, ma, secondo la promessa della Vergine, aveva trovato in quel deserto inospitale la pace della sua anima. 
Un giorno incontrò il monaco Zosimo a cui chiese di tornare un anno dopo a portarle i Sacramenti. Un anno dopo Zosimo, come promesso, giunse con l’Eucaristia sulla riva del Giordano. 
Poiché la donna ritardava a comparire, con gran dolore Zosimo levò gli occhi al cielo e pregò: «Signore mio Dio, re e creatore d’ogni cosa, non defraudarmi del mio desiderio, ma concedimi ch’io veda ancora questa tua santissima ancella». Poi disse tra sé: «Ora cosa farò io s’ella viene, che non c’è un’imbarcazione per poter attraversare? Ahimé, sarò frustrato nel mio desiderio». 
Mentre così pensava, apparve Maria sull’altro lato del fiume e Zosimo vedendola si rallegrò molto e lodò Dio. Subito vide la donna fare il segno della croce sull’acqua del fiume e camminare su di essa come sulla terra.

Santa Maria Egiziaca di José de Ribera, 1641 – Museo Fabre, Montpellier, Francia. – Wikipedia, pubblico dominio

Trascorsero altri dodici mesi, e Zosimo si recò di nuovo nel deserto, ma stavolta non trovò che il cadavere rinsecchito della Santa penitente. Un leone lo aiutò con le sue zampe a scavare la fossa per seppellire la salma…

Stralcio testo tratto dalla pagina: collegiogreco.blogspot sulla quale vi suggerisco di continuare la lettura…

Culto liturgico.

I sinassari bizantini venerano Maria al 1° aprile, qualcuno al 3 o al 4 dello stesso mese. Questa data è in relazione con il supposto giorno della morte di Maria, un giovedì santo nel mese di pharmouthi. 
Al 1° aprile Maria figura anche nel Typikon della laura di S. Saba. 
I calendari palestino-georgiani fanno di lei menzione il 1°, il 4 o il 6 dello stesso mese. 
Il Sinaiticus 34 (X sec.) la nomina per la terza volta il 2 dicembre. 
Qualche calendario siriaco la menziona ancora il 1° aprile. Il Sinassario Alessandrino di Michele, vescovo di Atrib e Malig, le dedica una lunga notizia proveniente dalla Vita di Sofronio al 6 barmudah e la traduzione geez di questo Sinassario ha conservato la stessa notizia al giorno corrispondente del 6 miyaziya. Il Calendario marmoreo di Napoli menziona Maria al 9 aprile. I primi martirologi occidentali medievali la ignorano e, a quanto sembra, Usuardo fu il primo ad introdurla al 2 aprile nel suo Martirologio con lo stesso breve elogio di s. Pelagia all’8 ottobre Pietro de’ Natalibus le ha dedicato un lungo capitolo de] suo Catalogus.

Il 2 aprile divenne quindi la data tradizionale della commemorazione di Maria in Occidente.

Stralcio testo tratto dalla pagina: termometropolitico.it sulla quale vi suggerisco di continuare la lettura…

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