Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)
19 agosto, San Giovanni Eudes

19 agosto, San Giovanni Eudes

Ritratto di Jean Eudes – Wikipedia, pubblico dominio

Formato alla scuola berulliana, tutta assorta nella contemplazione e nella imitazione dei sentimenti e stati interiori di Gesú e di Maria, san Giovanni Eudes è stato il primo e più ardente apostolo del culto liturgico ai Sacri Cuori di Gesú e di Maria. Nel 1641 fondò due Congregazioni religiose, una maschile e una femminile, dedicate ai Sacri Cuori. Nel 1643 cominciò a far celebrare la festa del cuore di Maria, cui considerava inseparabilmente unito anche il cuore di Gesù.
Ma nel 1670 venne nella determinazione di istituire una festa distinta, dedicata al cuore di Gesù, e che celebrò per la prima volta il 20 ottobre 1672, con ufficio, messa e litanie proprie. Nella sua opera Il cuore ammirabileegli non parla di oggetto del culto, né materiale né formale; propone semplicemente «ciò che si deve onorare» e «le ragioni» che fondano il culto da lui proposto. In esso, egli intende onorare non «qualcuno dei misteri o delle azioni» di Gesú (o di Maria), e neppure solamente la sua degnissima persona, ma anzitutto e principalmente «l’origine e la fonte di tutti i suoi misteri e azioni», e ciò che fonda «la dignità» della sua stessa persona, ossia il suo amore.

Dipinto con San Giovanni Eudes con padri e sorelle delle congregazioni fondate da lui stesso. Dipinto per la cerimonia di beatificazione di Eudes, 1909 – Wikipedia, pubblico dominio

Per lui, quindi, il culto del Sacro Cuore di Gesú è il culto della persona, in quanto esso è l’origine e la fonte della dignità e della santità della persona; o, se si vuole, è il culto della persona, in quanto valorizzata, santificata, infiammata dall’amore. Cosí la parola «cuore» ritrova tutta la sua ricchezza biblica, e insieme riassume ed esprime quanto di meglio era maturato nella scuola francese del sec. XVII. Per lui il cuore diventa una nozione sintetica, un centro, un clima, nel quale converge tutto ciò che vi è di più espressivo e profondo nel mondo della natura, della grazia, della gloria, per esprimere il mistero del Cristo totale (cf. J. Arraguin, Il cuore di Gesú secondo S. Giovanni Eudes, in Ilcuore di Gesù e la teologia cattolica). Il cuore si trova al punto di incontro del corpo e dell’anima, dell’essere e dell’agire; è al centro della persona e delle persone…..

Stralcio testo tratto dalla pagina: orsolinescga.it sulla quale vi suggerisco di continuare la lettura…

 

DAGLI SCRITTI….
Dal trattato «L’ammirabile Cuore di Gesù» di san Giovanni Eudes, sacerdote
Fonte della salvezza e della vera vita

Pensa, ti prego, che Nostro Signore Gesù Cristo é il tuo vero capo, e che fai parte delle sue membra. Egli ti appartiene come il capo al corpo. Tutto ciò che é suo, é tuo: il suo Spirito, il suo cuore, il suo corpo, la sua anima, e tutte le sue facoltà. Tu ne devi usare come di cose tue per servire, lodare, amare e glorificare Dio. Tu gli appartieni come le membra al loro capo. Parimenti egli desidera usare, coma cosa che gli appartenga, tutto ciò che é tuo, per indirizzarlo al servizio e alla gloria del Padre suo. Non solamente egli ti appartiene, ma vuole essere in te, vivendo e dominando in te come il capo vive e regna nelle sue membra. Egli vuole che tutto ciò che é in lui viva e domini in te: il suo spirito nel tuo spirito, il suo cuore nel tuo cuore, tutte le facoltà della sua anima nelle facoltà della tua anima, perché anche in te si adempiano queste divine parole: «Glorificate Dio nel vostro corpo» (1 Cor 6, 20) e perché la vita di Gesù si manifesti in te.

Ritratto di Jean Eudes – Wikipedia, pubblico dominio

E non basta che tu appartenga al Figlio di Dio, ma devi essere in lui, come le membra sono nel loro capo. Tutto ciò che é in te deve essere incorporato in lui e da lui ricevere vita e guida. Non c’é vera vita per se non in lui solo, che é la fonte esclusiva della vera vita. Fuori di lui per te non c’é che morte e perdizione. Egli deve essere il solo criterio delle tue iniziative, delle tue azioni, delle tue energie e della tua vita. Tu non devi vivere che di lui e per lui, seguendo queste divine parole: «Nessuno di noi vive per se stesso e nessuno muore per se stesso, perché se noi viviamo, viviamo per il Signore; se noi moriamo, moriamo per il Signore. Sia che viviamo, sia che moriamo, siamo dunque del Signore. Per questo infatti Cristo é morto ed é tornato alla vita: per essere il Signore dei morti e dei vivi» (Rm 14, 7-9).

Dunque tu sei una sola cosa con questo stesso Gesù, come le membra sono una sola cosa con il loro capo. Perciò devi avere con lui uno stesso spirito, una stessa anima, una stessa vita, una stessa volontà, uno stesso sentimento, uno stesso cuore. E lui stesso deve essere il tuo spirito, il tuo cuore, il tuo amore, la tua vita e il tuo tutto. Ora queste grandi verità traggono origine nel cristiano dal battesimo, vengono accresciute e rafforzate dal sacramento della confermazione e dal buon uso delle altre grazie partecipate da Dio, e ricevono il loro supremo perfezionamento dalla santa Eucaristia.

Stralcio testo tratto dalla pagina: liturgia.silvestrini.org sulla quale vi suggerisco di continuare la lettura…