Santa Teresa Benedetta della Croce (Edith Stein), Carmelitana Scalza e Martire

Papa Giovanni Paolo II, alla sua beatificazione nel 1987, la definì “illustre figlia di Israele e del Carmelo”, testimone drammatica del XX secolo, ferito e in cerca di verità.

Edith Stein, studente a Breslau (1913-1914). – Wikipedia, pubblico dominio

Edith Stein nasce a Breslavia il 12 ottobre 1891, durante lo Yom Kippur.
Ultima di 11 figli, perde il padre a due anni. Cresciuta da una madre ebrea forte e devota, si allontana presto dalla fede: “Smettei di pregare per scelta consapevole”.

Brillante studentessa, si laurea in filosofia con Husserl, divenendone assistente. A Gottinga conosce Max Scheler, e il suo interesse per il cattolicesimo si risveglia. La morte dell’amico Adolf Reinach e l’incontro con la fede della vedova segneranno una svolta profonda: “Cristo rifulse”.

Dopo anni di ricerca, nel 1921 legge l’autobiografia di Santa Teresa d’Avila: “Questa è la verità”.
Si battezza il 1° gennaio 1922. “Avevo lasciato l’ebraismo, ma tornata a Dio mi riscoprii ebrea nel profondo”.

Insegna a Spira, viaggia, tiene conferenze e approfondisce la sintesi tra fede e pensiero, traducendo opere di Newman e Tommaso d’Aquino.

La cosiddetta foto del ‘passaporto’ scattata sulla porta del Carmelo di Colonia. – Wikipedia, pubblico dominio

Il suo desiderio più profondo, però, è la vita religiosa. Nel 1933, col nazismo al potere, si sente esclusa dal mondo: “Ero divenuta una straniera”.

Lo stesso anno entra nel Carmelo di Colonia, assumendo il nome di Suor Teresa Benedetta della Croce.

Nel 1938, durante le persecuzioni razziali, viene trasferita in Olanda. Vi scrive il suo testamento spirituale: offre vita e morte per il popolo ebraico e per la pace nel mondo.

Il 2 agosto 1942, la Gestapo la preleva con la sorella Rosa dal convento di Echt. Le sue ultime parole: “Vieni, andiamo per il nostro popolo”.
Morì ad Auschwitz il 9 agosto 1942.

Fu canonizzata l’11 ottobre 1998 e proclamata Compatrona d’Europa nel 1999.

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