Sulla costa nord-occidentale della Sicilia, a pochi chilometri da Palermo, si trova Isola delle Femmine, un borgo marinaro di circa 4.000 abitanti. Davanti al paese emerge l’isolotto da cui prende nome, separato dalla riva da appena 800 metri e dominato da una torre cinquecentesca, un tempo parte del sistema difensivo costiero contro i pirati.

Isola delle Femmine, Sicilia – Wikipedia, foto di Carlo Columba rilasciata con licenza CC BY-SA 2.5
Attorno all’isola sono nate numerose leggende. La più nota racconta che tredici fanciulle turche, abbandonate in mare dai loro familiari, approdarono sull’isolotto e vi rimasero per sette anni, dando poi origine insieme alle loro famiglie al vicino paese di Capaci. Altri studiosi collegano invece il nome a radici latine e arabe, o al governatore bizantino Eufemio.

Isola delle Femmine, veduta da Pizzo Monolfo – Wikipedia, foto di Carlo Columba rilasciata con licenza CC BY 2.0
L’isolotto ebbe sin dall’antichità un ruolo economico e strategico. Resti archeologici testimoniano la produzione del garum, una salsa di pesce molto apprezzata nel Mediterraneo, e il ritrovamento di ancore e anfore puniche e romane conferma la sua importanza commerciale. In epoca moderna l’isola fu usata anche per la pastorizia e come rifugio per le imbarcazioni.
Sulla costa sorse una tonnara, documentata già nel 1176 e attiva fino al declino della pesca del tonno.
Accanto fu edificata una chiesetta, che nei secoli successivi si trasformò nell’attuale Chiesa di Maria SS. delle Grazie, più volte ampliata e rinnovata con il contributo della popolazione.

Isola delle Femmine dall’alto – Wikipedia, foto di Marcello Karra rilasciata con licenza CC BY-SA 2.0
Dopo un periodo di spopolamento dovuto all’emigrazione, nell’Ottocento Isola delle Femmine si sviluppò come località balneare. Oggi il turismo si affianca ad attività artigianali e industriali, come la produzione di ceramiche e imbarcazioni.
Il borgo conserva però intatta la sua anima marinara. Al porto, al mattino, si rinnova la tradizione dei pescatori che offrono il pesce fresco appena sbarcato, protagonista anche della sagra estiva che attira visitatori da tutta la Sicilia. Le feste religiose più sentite sono dedicate alla patrona Maria SS. delle Grazie (2 luglio) e a San Pietro, patrono dei pescatori (29 giugno).
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