Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)
I misteriosi Cabiri

I misteriosi Cabiri

Nella mitologia greca, Cabiro (Cabeirò o Cabeiro) era il nome di una delle figlie di Proteo e di Anchinoe.
Cabiro viveva a Lemno, isola frequentata dal dio dell’ingegno Efesto. La divinità si innamorò di lei e la fece sua amante. Da tale unione nacque un figlio, tale Cadmino e dalla sua progenie discesero i Cabiri, divinità adorate in tempi antichi in vari luoghi.

I Cabiri erano divinità minori e misteriose onorate in Grecia, ma non elleniche. Alcuni li considerarono di origine fenicia, ma questa teoria non è confermata dalle recenti ricerche; pare nel vero l’ipotesi della loro origine frigia.
Si discusse sulla loro natura: Dei della fertilità, o divinità sotterranee, o Dei del mare protettori dei marinai che li invocavano nelle tempeste. La loro natura sotterranea è confermata dal rito fallico e dalla presenza di fosse sacrificali a Samotracia e a Tebe.

Frammento di bassorilievo che rappresenta l’iniziazione di Agamennone nel culto dei Misteri di Samotracia. Opera greca del periodo arcaico, intorno al 560 a.C. Provenienza: Samotracia. Museo del Louvre – Wikipedia, pubblico dominio

Il centro del loro culto era Samotracia dove erano celebrati dei misteri; influenze orfiche si rilevarono a Tebe; il culto però si trova anche in altre isole come Lemno e in Asia Minore, a Pergamo e a Mileto. È inesatta la notizia di Pausania che il loro culto a Tebe fosse fondato da Atene. I Greci li assimilarono ai Coribanti e ai Cureti, e nell’età ellenica ai Dioscuri. Presso i Romani furono assimilati a Dardano e a Enea, ai Penati, alla triade Giove, Minerva e Mercurio.
A Samotracia furono protetti dai Tolomei e poi da Roma. Il loro numero variava, ma la tradizione ci conservò quattro nomi: Axiero, Axiocersa, Axiocerso e Cadmilo.
Avevano figlie e sorelle, le Cabiridi; in loro onore si celebravano le feste Cabirie.

,

Stralcio testo tratto dalla pagina: unmondoaccanto.blogfree sulla quale vi suggerisco di continuare la lettura…