(revisione dicembre 2025)

Nel cuore della Valle di Anterselva, in provincia di Bolzano, si apre uno degli scenari naturali più suggestivi dell’Alto Adige: il Lago di Anterselva.
Incorniciato dalle vette del Parco Naturale Vedrette di Ries-Aurina, questo lago alpino affascina per le sue acque dai riflessi verde-turchese e per la sua posizione a 1.642 metri di altitudine.
Meta amatissima della Val Pusteria, il lago non è solo un luogo di grande bellezza paesaggistica, ma anche custode di una leggenda antica, tramandata di generazione in generazione.

Il lago di Anterselva visto da Nord, Sudtirolo – Wikipedia, foto: Corrado de Luca (user Corrado86) – Opera propria rilasciata con licenza CC BY-SA 2.5 it

Secondo il racconto popolare, la nascita del Lago di Anterselva sarebbe legata alla punizione di un uomo noto per la sua avarizia.

Si narra che, in tempi lontani, un contadino vivesse con la moglie in un grande maso sul fondo della valle. Era così attaccato ai propri beni da essere riluttante persino a condividere il cibo in casa, e la sua fama di uomo duro e senza compassione era ben nota.
Una sera, mentre stava cenando, qualcuno bussò alla porta. Era un mendicante stremato dal lungo e faticoso cammino attraverso il passo Stalle, che chiedeva soltanto un po’ di ristoro e un luogo dove riposare. Con voce umile e gentile, implorò un tozzo di pane, un sorso d’acqua e un riparo per la notte. Il contadino, però, non si lasciò commuovere: gli porse soltanto un bicchiere d’acqua e lo scacciò senza esitazione.
Il mendicante, pur sfinito, riprese il cammino verso il fondo valle. Prima di lasciare la proprietà, però, si voltò e lanciò una terribile profezia: annunciò che presto sarebbe arrivato un tempo così cattivo e una pioggia tanto abbondante da fornire al contadino acqua per tutta la vita.
L’uomo, sicuro di sé, rise di quella maledizione e non vi diede alcun peso.
Ma già quella notte qualcosa cambiò. Dalla fontana del maso iniziò a sgorgare più acqua del solito. Il giorno seguente il flusso aumentò ancora, fino a traboccare. Il cielo si fece scuro, i fulmini squarciarono l’aria e i tuoni rimbombarono contro le pareti della Croda Rossa a Collalto, tanto fragorosi da coprire ogni altro suono. Le piogge non cessavano, il torrente si gonfiava e l’acqua continuava a sgorgare senza sosta.

Al terzo giorno, dalle pendici della valle si staccarono enormi masse di terra che sbarrarono il corso dell’acqua poco sotto il maso. In poche ore, la valle si trasformò in un bacino naturale: l’acqua si accumulò rapidamente, dando origine a un lago profondo quasi quaranta metri. Il maso dell’avaro contadino venne completamente sommerso, scomparendo sotto le acque.

Così, secondo la leggenda, nacque il Lago di Anterselva: un luogo di straordinaria bellezza che, ancora oggi, riflette non solo le montagne che lo circondano, ma anche un antico monito sulla generosità e sulle conseguenze dell’egoismo umano.

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