GABRIELE –  L’Arcangelo della maternità, della comunicazione dell’amore, della comunione tra le persone. 

Beato Angelico – Annunciazione, Museo del Prado – Wikipedia, pubblico dominio

Il nome deriva dall’ebraico e significa: “La forza di Dio” “Dio è forte“, o anche “l’eroe di Dio“. È il primo ad apparire nel Libro di Daniele della Bibbia. Era anche rappresentato come “la mano sinistra di Dio”.
I cristiani crediamo che abbia predetto la nascita di Giovanni Battista e di Gesù, e i musulmani credono che sia il tramite attraverso cui Dio rivelò il Corano a Maometto.

Nella tradizione biblica è a volte rappresentato come l’angelo della morte, uno dei Messaggeri di Dio: anche come angelo del fuoco e della neve, che impugna la spada. 
Il Talmud lo descrive come l’unico angelo che può parlare siriaco e caldeo. 
Nell’Islam, Gabriele è uno dei capi Messaggeri di Dio.
Nella tradizione cristiana è conosciuto come uno degli arcangeli.

Nell’Antico Testamento Gabriele interpreta la visione profetica del capro e del montone (Daniele 8:15-26) e spiega la predizione delle settanta settimane di anni (490 anni) dell’esilio da Gerusalemme (Daniele 9:21-27); Gabriel appare ad Abramo per annunciargli che sua moglie Sara, ormai avanti negli anni e ritenuta sterile, gli darà il figlio che ha atteso invano per tutta la sua giovinezza e che, da questo figlio, nascerà un popolo eletto.

Nel nuovo testamento, Gabriele è l’angelo che rivela a Zaccaria che Giovanni Battista nascerà da Elisabetta, e che visita Maria rivelandole che sarà lei la madre di Gesù. La visita di Gabriele a Maria nel Vangelo di Luca è spesso detta “L’annunciazione” (Luca 1:26-38), un evento celebrato il 25 marzo dalla Chiesa Cattolica Romana. È anche commemorato come “il Primo Mistero della Gioia” ogni volta che si prega il rosario.
Gabriele può anche essere l’angelo che visitò Giuseppe. Dopo aver appreso della gravidanza di Maria, Giuseppe considera l’ipotesi di non sposarla più, ma “un angelo del Signore” appare a Giuseppe in sogno e gli dice che il concepimento avvenne mediante lo Spirito Santo. (Matteo 1:18-25).

Secondo la tarda leggenda, è anche l’angelo non identificato del Libro della Rivelazione (Apocalisse di Giovanni) che soffia il corno annunciando il Giorno del Giudizio. Sia per i cattolici sia per gli ortodossi, è San Gabriele l’Arcangelo, conosciuto come il santo patrono dei lavoratori delle comunicazioni. Come tale è ricordato il 29 settembre.
Gabriele compare anche in vari scritti apocrifi dell’Antico e del Nuovo Testamento. Il Dizionario delle Creature spirituali (in I mondi ultraterreni di Giordano Berti, Milano 1998) riporta l’immagine battagliera di quest’angelo descritta nel Libro di Enoch etiope; da qui deriva un’iconografia diffusissima presso i cristiani ortodossi, che rappresentano Gabriele mentre trafigge il demonio con una lancia…

Stralcio testo tratto dalla pagina: cbcs.it sulla quale vi suggerisco di continuare la lettura…

 

 

Arcangelo Gabriele, mosaico nella Basilica di Santa Sofia – Wikipedia, pubblico dominio

L’Arcangelo Gabriele ha sempre avuto nell’ambito delle Sacre Scritture, compreso il Corano, il compito di annunciatore, messaggero, divulgatore della Parola di Dio nei confronti dell’umanità; egli si manifesta in prevalenza per annunciare l’incarnazione e la nascita di fanciulli molto speciali… Il suo ruolo è particolarmente legato alla sfera della maternità. Le nascite annunciate da Gabriele non sono mai comuni, avverranno sempre in un ambito di prodigio, e i bambini che nasceranno avranno dinanzi a sé un grande compito da svolgere.

Oltre al ruolo di annunciatore, Gabriele pare avere anche un compito importante nella protezione dei fanciulli “speciali” che ha accompagnato dal cielo al ventre delle madri. Ferma la mano di Abramo che sta per sacrificare il piccolo Isacco. Fa sgorgare l’acqua per dissetare il piccolo Ismaele nel deserto. Avvisa Giuseppe di levarsi e fuggire col bambino perché Erode lo cerca per ucciderlo. Da tutto questo, Gabriele può essere ben definito come il custode della creatività espressa in tutti i campi dello scibile: è colui che apre la mente dell’uomo alla comprensione del genio e della bellezza, colui che fa appunto “concepire” le idee, poiché a lui attiene tutto quanto concerne il concepimento, sia sui piani fisici che su quelli puramente astratti. Gabriel, dunque, agendo attraverso le Legioni dei suoi Angeli, estende il suo dominio su tutto quanto concerne la creazione fisica e spirituale di un nuovo Essere, accompagnandolo lungo il viaggio verso l’incarnazione.

Gabriele è presente anche nel ciclo carolingio: insieme a Michele e Raffaele prende l’anima del protagonista nella Chanson de Roland.

Stralcio testo tratto dalla pagina: ilcrepuscolo.altervista.org free.it.scienza.archeologia sulla quale vi suggerisco di continuare la lettura…