Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)
Miracolo eucaristico di Cascia

Miracolo eucaristico di Cascia

Cascia, la città di S. Rita, conserva anche la Reliquia di un insigne miracolo eucaristico, avvenuto a Siena nell’anno 1330.

 

 

Image by lcb from Pixabay

Nelle vicinanze di Siena, un sacerdote, non meglio identificato, richiesto di amministrare i santi sacramenti a un contadino infermo, prese dal tabernacolo una particella consacrata, la depose, per un eccesso di confidenza o per leggerezza, tra le pagine del Breviario e si avviò verso la casa del malato. Quivi giunto, al momento di fare la comunione all’infermo, dopo le preghiere di rito e molto probabilmente dopo averne ascoltata la confessione, nell’aprire il libro per prendere l’ostia, constatò, tra il confuso e il pentito, quello che non avrebbe mai sospettato.
La particela rosseggiava di vivo sangue tanto da impregnare le due pagine tra le quali si trovava. Con una motivazione, che ai presenti dovette apparire buona, riuscendo sul momento a nascondere l’emozione e il turbamento, senza fare la comunione al vecchietto, riprese la strada, dirigendosi al convento agostiniano di Siena, per esporre il caso al P. Simone Fidati da Cascia, celebre predicatore e religioso di santa vita. Nel 1330 P. Simone, invitato dai suoi confratelli, si recò a Siena per predicare la Quaresima. Arrivò preceduto dalla fama della sua sapienza e della sua santità. Citiamo un suo monumentale commento al Vangelo in quindici libri dal titolo: «De gestis Domini Salvatóns». Visse nell’arco di tempo che va dal 1285 al 1348. Questi, dunque, sentita la storia e convinto dalla evidenza del segno prodigioso, accordò il perdono allo smarrito e povero sacerdote, trattenendo presso di sé quelle due pagine di Breviario macchiate di sangue.
Affidare quel miracoloso testimone al venerato religioso dovette essere, per l’incauto prete, una vera liberazione ed anche una giusta riparazione. Terminato il corso della sacra predicazione, il Maestro Simone ripartì, facendo ritorno al convento di S. Agostino a Perugia, dove era di famiglia.

Delle due pagine pergamenacee del Breviario, intrise di sangue, una fu consegnata dal beato Simone al convento di Perugia, l’altra, quella su cui era rimasta aderente la particola fu data in dono al convento di S. Agostino a Cascia; città natale del Fidati. La pagina macchiata di sangue, lasciata a Perugia, fu subito fatta oggetto di grande venerazione. Detta venerazione si esprimeva concretamente in una solenne processione, fissata al primo maggio di ogni anno, con la partecipazione delle maggiori autorità cittadine.

Santuario di S.Rita da Cascia – Image by fausto manasse from Pixabay

Sventuratamente, la parte della Reliquia lasciata a Perugia, al tempo nefasto della soppressione degli Ordini Religiosi (anni 1866 e seguenti) andò irrimediabilmente perduta. Di essa non ci resta alcuna traccia. Ci restano solo le certe testimonianze dei secoli passati. Migliore fortuna toccò alla parte della Reliquia che finì a Cascia. Essa sopravvisse alla bufera della storia.

 

Stralcio testo tratto dalla pagina: dioesiste.org sulla quale vi suggerisco di continuare la lettura…

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