Gutta cavat lapidem (La goccia scava la pietra)

Un’escursione a Paestum

di Lavinia

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Estate, tempo di escursioni; oggi andiamo a Paestum, situata presso il litorale tirrenico a sud di Salerno.
Città fondata dai Greci,  gli Achei di Sibari,   intorno al 600 a.C. si chiamava Poseidonia,  perché dedicata a Poseidone, dio del mare (rinominato Nettuno dai Romani) Nel 400 a.C. fu occupata dai Lucani, popolazione italica; tra il 335 e il 331 fu conquistata dal greco Alessandro il Molosso, ma presto tornò in potere dei Lucani e successivamente divenne una colonia romana con il nome latino di Paestum. A causa dell’insabbiamento alle foci dei fiumi che scorrevano nella pianura, si crearono condizioni di insalubrità del territorio. Le epidemie di malaria e gli acquitrini che invasero l’abitato, unitamente alle scorrerie dei pirati saraceni, costrinsero popolazione ad abbandonare la città intorno al 500 d.C.
Gli storici affermano che la palude e la boscaglia salvarono questi imponenti ruderi da furti e distruzioni per lunghi secoli.

La scoperta di Paestum avvenne casualmente, nel 1752, durante la costruzione della moderna strada che taglia in due l’antica città che, attraverso gli scavi archeologici, è stata solo parzialmente riportata alla luce.  Carlo III di Borbone diede inizio ad un’opera di recupero della città, riportando alla luce i resti dei templi dell’età classica.

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Dei tre templi dorici presenti a Paestum, il più antico e il più grande è sicuramente la Basilica, che in realtà fu tempio dedicato ad Hera, databile al VI secolo a.C. e situato nella parte più meridionale della città. Il tempio è un periptero, cioè presenta le colonne su tutti i lati, precisamente nove sui fronti e diciotto sui lati.

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A fianco della Basilica di Paestum sorge il Tempio di Nettuno, del V secolo a.C. considerato dagli studiosi l’esempio più perfetto dell’architettura dorica templare in Italia e in Grecia.

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Il Tempio di Athena, erroneamente noto anche come Tempio di Cerere, è posizionabile  tra il Tempio di Hera e quello di Nettuno. Più piccolo degli altri due templi, ha delle particolarità che lo rendono uno dei più interessanti dell’architettura greca. Nonostante sia anch’esso un periptero dorico, il frontone alto e il fregio dorico composto di larghi blocchi di calcare rendono questo Tempio unico.

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Questi imponenti Templi, quasi intatti, e le vestigia di importanti monumenti, fanno di Paestum la meta di turisti provenienti da tutto il mondo che trovano anche la possibilità di visitare il museo fondato nel 1952 che conserva i reperti archeologici: dipinti, tesori tombali, offerte votive in terracotta, frammenti architettonici e sculture. 

A rileggerci in occasione della prossima escursione. 

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